Le creazioni di Mario e Giovanna, una passione che da hobby si trasforma in arte
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Esistono luoghi in cui la natura smette di essere sfondo e diventa protagonista assoluta, quasi sacra. Uno di questi si trova nel cuore profondo del bosco di Morgongiori, dove una roverella monumentale si erge come un custode millenario. A catturare l’anima di questo gigante è stato il fotografo Andrea Skull, il cui scatto è riuscito a restituire non solo le dimensioni imponenti dell’albero, ma la sua vibrante energia spirituale.
Alta quasi 18 metri, la roverella non è un semplice albero: è un’entità. Il suo tronco possente, solcato da rughe profonde come i secoli che ha attraversato, custodisce l’essenza stessa della macchia mediterranea. Le sue radici, nodose e tenaci, affondano nel terreno come fili invisibili che tengono unita l’intera biodiversità circostante.
Guardando l’immagine di Andrea Skull, si ha la sensazione che tutto il bosco trovi in questo gigante il proprio baricentro. È il punto zero, il luogo dove la natura ha iniziato a scrivere la sua storia e dove ogni respiro della foresta sembra sincronizzato con il battito lento e potente di questo patriarca vegetale.
La presenza dell’albero è magnetica: un silenzio quasi mistico avvolge la zona, interrotto solo dal fruscio delle foglie che, a 18 metri d’altezza, sembrano sussurrare segreti antichi per ricordarci che la Sardegna custodisce tesori che non hanno bisogno di parole, ma solo di rispetto e silenzio. Il gigante di Morgongiori resta lì, immobile e immenso, a ricordarci da dove veniamo.