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A Cagliari c’è la torre della Quarta Regia: sapete perché si chiama così?
Una piccola e antica torre affacciata sul mare e gli stagni: sapete perché ha questo nome?
L’orizzonte di Cagliari, delineato dal profilo azzurro del mare e dalle sponde silenziose dello stagno di Santa Gilla, custodisce tra le sue pieghe storiche un piccolo ma significativo baluardo che profuma di sale e di antiche tradizioni marittime; si tratta della torre della Quarta Regia, una struttura che oggi sorge nella località di Sa Scafa, proprio al confine con il quartiere di Giorgino, e che rappresenta un tassello fondamentale per comprendere l’evoluzione difensiva ed economica della Sardegna. Questa terra, punteggiata da numerose torri costiere di epoca spagnola nate con lo scopo vitale di segnalare l’arrivo dei terribili pirati saraceni, nasconde nel nome di questa piccola sentinella un segreto legato non solo alla guerra, ma soprattutto alla sopravvivenza quotidiana dei suoi abitanti; risalente alla seconda metà del sedicesimo secolo, la torre della Quarta Regia fungeva inizialmente da postazione strategica di avvistamento, presidiata da due guardie che vigilavano incessantemente sulla costa per proteggere il territorio dalle incursioni nemiche.
Il suo nome così curioso affonda le radici in un sistema di tassazione risalente addirittura all’epoca aragonese, quando sul sito esisteva già un precedente insediamento legato all’importanza economica della zona; ai pescatori che operavano nelle pescose acque dello stagno di Santa Gilla veniva infatti richiesto di versare la quarta parte del loro pescato alle casse regie, una testimonianza tangibile della stratificazione storica della Sardegna dove questo tipo di tassa continuò per secoli, venendo eliminata definitivamente soltanto nel 1956 attraverso una specifica legge regionale. Dal punto di vista architettonico, l’edificio si presenta oggi come un complesso articolato su due elementi distinti dove l’antica torre, alta circa nove metri con un diametro di quattro metri e mezzo, si fonde con un corpo di fabbrica aggiuntivo di un solo piano e con una superficie di circa cinquanta metri quadrati costruito in epoca successiva; in origine la struttura presentava la tipica forma troncoconica delle torri costiere del sedicesimo secolo, molto simile a quelle disseminate lungo tutto il golfo di Cagliari, ma nel corso del tempo ha subito trasformazioni che ne hanno modificato l’aspetto originale rendendola cilindrica.
Al suo interno sono stati inseriti solai in calcestruzzo armato che dividono lo spazio in due piccoli ambienti, mentre per garantire l’illuminazione naturale sono state aperte alcune finestre; una scala elicoidale interna collega i due livelli e consente l’accesso alla terrazza sommitale, dalla quale si può ancora ammirare il fregio in laterizio che decora la parte alta della facciata come segno distintivo della struttura. La storia della torre è stata tuttavia turbolenta e segnata da un declino iniziato nel diciottesimo secolo quando, nel 1721, si suggerì ufficialmente di abbandonarla poiché era ritenuta troppo esposta al tiro delle artiglierie moderne; nel 1782 la torre fu concessa a privati, ma tornò protagonista della storia militare nel 1793, quando in occasione dell’attacco francese l’area fu difesa con coraggio dai pescatori locali coordinati da Vincenzo Sulis.
Un secolo dopo, nel novembre del 1898, una violenta mareggiata la danneggiò gravemente, portando a un nuovo abbandono che trasformò l’intera zona in un luogo malfamato e frequentato da malviventi; tuttavia, nel dopoguerra la struttura conobbe una trasformazione inaspettata venendo adibita a locanda, diventando un celebre punto di ritrovo per i pescatori e per gli avventori che cercavano un luogo autentico per consumare piatti a base di pesce e frutti di mare. In tempi più recenti l’edificio è stato ristrutturato con cambiamenti che hanno in parte snaturato le sue caratteristiche originarie, ma l’interesse per la sua rinascita non si è mai spento; nel 2012 un progetto presentato da due giovani milanesi ha vinto i milleottocento euro del primo premio del concorso dedicato alla riqualificazione della torre della Quarta Regia, portando infine al completamento del restauro nel gennaio del 2017 a cura dell’agenzia regionale conservatoria delle coste.
L’idea di fondo, ora che l’edificio è di proprietà della regione autonoma della sardegna, resta quella di inserire la struttura in un vero e proprio parco che funga da destinazione turistica capace di valorizzare le attività di pesca; oggi questa torre non è più solo una sentinella contro i saraceni, ma un simbolo del paesaggio cagliaritano che racconta secoli di storia intrecciando difesa, economia e vita quotidiana lungo la costa dell’isola.