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La tensione torna a farsi altissima in Piazza del Carmine. Quello che doveva essere il salotto cittadino si è trasformato, nei giorni scorsi, nel teatro di una violenta rissa tra cittadini stranieri, culminata in un accoltellamento e in una singolare rapina. L’episodio ha fatto scattare un massiccio giro di vite da parte dei Carabinieri in tutta l’area, ormai classificata come “sensibile” sul fronte della sicurezza urbana.
Tutto è iniziato con una serie di chiamate disperate al 112. I residenti, allarmati dalle urla e dal fragore della lite, hanno segnalato una rissa furibonda in corso nella piazza. Al loro arrivo, i militari del Radiomobile hanno trovato un giovane algerino a terra, sanguinante per ferite da taglio al polso e alla coscia sinistra.
La ricostruzione della vittima ha però contorni inquietanti: il ragazzo ha dichiarato di essere stato accerchiato da tre connazionali che, dopo averlo colpito con una lama, gli hanno sottratto due buste della spesa prima di dileguarsi tra i vicoli di Stampace. Ma c’è un colpo di scena: durante i soccorsi, i Carabinieri hanno scoperto che anche la vittima era pronta a colpire. Nascosto tra i vestiti, il giovane impugnava un coltello da cucina lungo 24 centimetri, motivo per cui è stato immediatamente deferito all’Autorità Giudiziaria.
L’episodio non è rimasto un caso isolato, ma ha spinto il Comando Provinciale dell’Arma a blindare il centro storico durante l’ultimo weekend. In conformità con l’ordinanza prefettizia che istituisce la zona rossa, un dispositivo interforze composto dai militari delle stazioni di Villanova, Stampace e Sant’Avendrace ha setacciato l’area.
I numeri dell’operazione descrivono un controllo capillare: 86 le persone identificate, 7 allontanamenti immediati di soggetti tra i 21 e i 42 anni (originari di Algeria, Tunisia, Gambia, Guinea e Senegal) che sono stati espulsi dall’area della piazza. Molti dei fermati sono risultati già conosciuti alle forze di polizia, con residenze sparse tra l’hinterland (Selargius e Villacidro) e il capoluogo.