Lo studente non si presenta all’esame di terza media e il preside va a prenderlo a casa: «Non lo sapevo!»
L’ignaro studente, in pigiama, apre la porta quando il dirigente della scuola si presenta a casa sua per convincerlo ad affrontare l’esame di terza media. “Giuro che non lo sapevo! Credevo che ci fosse solo la parte orale dell’esame… Mi vesto subito e arrivo!”
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Ti chiedi se è possibile che, nonostante l’abbondanza di comunicazione e la presenza costante dei social network, un ragazzo di 14 anni non sappia che deve presentarsi in classe per sostenere l’esame di terza media.
Questa è precisamente la storia che ci arriva da Parma, ma ci insegna anche che la solidarietà umana può superare la rigidità della burocrazia.
Durante il giorno dell’esame scritto, uno degli studenti manca all’appello in classe. La segreteria contatta i genitori, ma non rispondono. Dopo alcuni minuti di attesa, si decide di iniziare l’esame senza di lui. Tuttavia, il dirigente scolastico non è d’accordo e decide di intervenire personalmente. Salta in macchina e si reca direttamente a casa del ragazzo per assicurarsi che tutto vada per il meglio.
L’ignaro studente, in pigiama, apre la porta quando il dirigente della scuola si presenta a casa sua per convincerlo ad affrontare l’esame di terza media. “Giuro che non lo sapevo! Credevo che ci fosse solo la parte orale dell’esame… Mi vesto subito e arrivo!”, risponde il giovane.
Nonostante l’incidente, il preside descrive il ragazzo come molto intelligente e capace, anche se non sempre orientato verso la scuola come massima priorità. Fortunatamente, il giovane riesce a raggiungere la scuola in tempo, dimostrando volontà e prontezza.
La burocrazia avrebbe potuto imporre l’astensione dal test per motivazioni futili, ma in questo caso la solidarietà umana ha prevalso, dimostrando che il lavoro scolastico non deve essere oggetto di rigidi controlli, ma incentivato con sensibilità e attenzione.
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Addio a Valentino Garavani, icona della moda italiana e della Costa Smeralda

Il rapporto di Valentino con la Sardegna è stato intenso durante le estati, soprattutto in Costa Smeralda, dove lo stilista aveva una casa e frequentava la mondanità locale.
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Il mondo della moda piange la scomparsa di Valentino Garavani, leggendario stilista italiano, morto il 19 gennaio 2026 all’età di 93 anni nella sua residenza di Roma.
Nato a Voghera l’11 maggio 1932, Valentino ha costruito una carriera straordinaria, diventando simbolo di eleganza e glamour internazionale, famoso per il suo stile raffinato e per il celebre “rosso Valentino”. Nel corso della sua vita ha vestito alcune delle donne più celebri del mondo, da Jacqueline Kennedy a Elizabeth Taylor, accompagnato per decenni dal partner e socio Giancarlo Giammetti.
Il rapporto di Valentino con la Sardegna è stato intenso durante le estati, soprattutto in Costa Smeralda, dove lo stilista aveva una casa e frequentava la mondanità locale. Il nord dell’isola è stato per lui un luogo di relax e incontri esclusivi, scenario perfetto per il suo stile di vita elegante e riservato.
La camera ardente sarà allestita il 21 e 22 gennaio a Roma, mentre i funerali si terranno il 23 gennaio nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. Valentino lascia un’eredità di stile, bellezza e creatività che continuerà a ispirare generazioni di stilisti e appassionati di moda in tutto il mondo.
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