Tragedia a Benevento: neonato trovato morto, la madre lo lancia in una scarpata
#Italia All'inizio era sembrato un incidente, poi i dettagli si sono fatti più chiari. La donna, 34 anni, avrebbe lanciato il neonato, 4 mesi, in una scarpata e poi l'avrebbe preso a bastonate
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Un neonato di 4 mesi è stato trovato morto in un fossato lungo la statale Telesina, nel Beneventano. Secondo i carabinieri sarebbe stata la madre a lanciarlo in una scarpata. La donna in un forte stato di alterazione è stata ricoverata per tutta la notte nell’ospedale di Benevento, piantonata dai militari del comando provinciale.
Secondo i carabinieri la madre, una 34enne, dopo aver urtato con l’auto il guardrail si sarebbe fermata e avrebbe lanciato il neonato nel fosso, scendendo poi nel dirupo e finendo il piccolo a bastonate. Nei suoi confronti, il sostituto procuratore indaga per omicidio volontario.
Non ci sarebbero più dubbi sul delitto, che in una primissima fase era sembrato un incidente stradale. Equivoci dovuti anche alle condizioni della 34enne, disabile sordomuta. Non è stato facile infatti stabilire un dialogo con la donna, sia per la sua condizione di disabilità, sia per lo stato di alterazione psicologica. La donna ha un compagno: l’uomo ieri sera, preoccupato perchè si era allontanata in auto con il figlio, aveva denunciato la scomparsa ai carabinieri.
Tortolì piange il Comandante Ciro Iacono, lupo di mare e anima della motonave Borea

Sui social si rincorrono i ricordi di traversate, sorrisi sul ponte, parole gentili scambiate tra le onde: testimonianze di un uomo che ha lasciato un segno profondo in chiunque lo abbia incontrato.
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Tortolì e tutto il mare d’Ogliastra si sono svegliati oggi più silenziosi. La notizia della scomparsa di Ciro Iacono, storico comandante e anima della navigazione locale, si è diffusa rapidamente, accompagnata da una scia di messaggi carichi di affetto, gratitudine e nostalgia. Sui social si rincorrono i ricordi di traversate, sorrisi sul ponte, parole gentili scambiate tra le onde: testimonianze di un uomo che ha lasciato un segno profondo in chiunque lo abbia incontrato.
Ciro Iacono, generoso lupo di mare di Tortolì, è stato per decenni alla guida della motonave Borea, diventando un vero punto di riferimento per il trasporto marittimo passeggeri tra Arbatax e le meraviglie della costa ogliastrina. Non era solo un comandante: era una presenza rassicurante, una voce esperta che sapeva leggere il vento e il mare come pochi, un uomo capace di trasformare ogni traversata in un’esperienza umana prima ancora che professionale.
Aveva 65 anni. Si è spento ad Arbatax dopo una brutta malattia, affrontata con coraggio, dignità e con l’affetto costante della sua bellissima famiglia, le stesse qualità che hanno contraddistinto tutta la sua vita. Lascia la moglie Pinuccia e i figli Lorenzo e Claudia, ai quali si stringe in queste ore l’abbraccio commosso di un’intera comunità.
La sua storia professionale è quella di un uomo che il mare lo ha scelto e non lo ha più lasciato. Ciro aveva iniziato la sua carriera negli anni Ottanta, muovendo i primi passi tra gli ormeggiatori, passando poi per il Corpo Piloti e approdando alle motonavi, attraversando con passione ogni ruolo: da marinaio a comandante, fino a diventare presidente della cooperativa. Un percorso costruito con fatica, competenza e rispetto, che lo ha reso una figura centrale nel panorama della navigazione passeggeri.
Chi ha lavorato con lui ne ricorda la disponibilità senza riserve, la correttezza, l’attenzione verso le persone prima ancora che verso le rotte. Ciro sapeva guidare una nave, ma soprattutto sapeva guidare gli uomini, con l’esempio e con una naturale autorevolezza che non aveva bisogno di alzare la voce.
Oggi Tortolì, Arbatax e tutto il popolo del mare salutano uno dei loro figli migliori. Il Comandante Ciro Iacono non solcherà più le onde con la sua amata Borea, ma continuerà a navigare nella memoria di chi ha condiviso con lui un’alba in porto, una traversata al largo, un sorriso sotto il sole.
Buon vento, Comandante.
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