Lo studente non si presenta all’esame di terza media e il preside va a prenderlo a casa: «Non lo sapevo!»
L’ignaro studente, in pigiama, apre la porta quando il dirigente della scuola si presenta a casa sua per convincerlo ad affrontare l’esame di terza media. “Giuro che non lo sapevo! Credevo che ci fosse solo la parte orale dell’esame… Mi vesto subito e arrivo!”
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Ti chiedi se è possibile che, nonostante l’abbondanza di comunicazione e la presenza costante dei social network, un ragazzo di 14 anni non sappia che deve presentarsi in classe per sostenere l’esame di terza media.
Questa è precisamente la storia che ci arriva da Parma, ma ci insegna anche che la solidarietà umana può superare la rigidità della burocrazia.
Durante il giorno dell’esame scritto, uno degli studenti manca all’appello in classe. La segreteria contatta i genitori, ma non rispondono. Dopo alcuni minuti di attesa, si decide di iniziare l’esame senza di lui. Tuttavia, il dirigente scolastico non è d’accordo e decide di intervenire personalmente. Salta in macchina e si reca direttamente a casa del ragazzo per assicurarsi che tutto vada per il meglio.
L’ignaro studente, in pigiama, apre la porta quando il dirigente della scuola si presenta a casa sua per convincerlo ad affrontare l’esame di terza media. “Giuro che non lo sapevo! Credevo che ci fosse solo la parte orale dell’esame… Mi vesto subito e arrivo!”, risponde il giovane.
Nonostante l’incidente, il preside descrive il ragazzo come molto intelligente e capace, anche se non sempre orientato verso la scuola come massima priorità. Fortunatamente, il giovane riesce a raggiungere la scuola in tempo, dimostrando volontà e prontezza.
La burocrazia avrebbe potuto imporre l’astensione dal test per motivazioni futili, ma in questo caso la solidarietà umana ha prevalso, dimostrando che il lavoro scolastico non deve essere oggetto di rigidi controlli, ma incentivato con sensibilità e attenzione.
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L’Ogliastra perde una delle sue centenarie: addio a zia Maria Loi di Jerzu

Colpiva la sua autonomia anche in età avanzata: aveva mantenuto la patente di guida fino ai 95 anni, continuando a muoversi con sicurezza tra le strette vie del centro storico di Jerzu.
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L’Ogliastra dice addio a una delle sue figure simbolo della longevità: è scomparsa a Jerzu zia Maria Loi all’età di 102 anni. Avrebbe compiuto 103 anni il prossimo 26 luglio.
Con la sua morte si chiude una fase particolare per il territorio ogliastrino. Zia Maria era infatti l’ultima di nove centenari che, tra il 2019 e il 2023, avevano superato i cento anni nell’arco di poco più di quarantotto mesi, un dato che aveva suscitato attenzione anche in una regione come la Sardegna, già nota per l’elevata presenza di ultracentenari.
La sua è stata una vita segnata dal lavoro e dalla famiglia. Madre di quattro figli, lascia dodici nipoti e dieci pronipoti. Come molte donne della sua generazione, ha dedicato gran parte della sua esistenza anche al lavoro nei campi, contribuendo con impegno alla vita domestica e comunitaria.
Colpiva la sua autonomia anche in età avanzata: aveva mantenuto la patente di guida fino ai 95 anni, continuando a muoversi con sicurezza tra le strette vie del centro storico di Jerzu.
Zia Maria era conosciuta per il suo carattere vivace e la sua lucidità. Sagace e arguta, amava raccontare episodi della sua lunga vita, diventando un punto di riferimento umano e culturale per chi la conosceva.
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