Novità da Whatsapp: messaggi che scompaiono e screenshot vietati
Messaggi che scompaiono appena letti, screenshot vietati e la funzione "inoltra" bloccata: ecco tutte le novità su Whatsapp con cui presto dovremo fare i conti
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Novità in tema di privacy dal mondo Whatsapp, l’applicazione di messaggistica più utilizzata al mondo.
Nel 2020 l’app di proprietà di Meta aveva introdotto, come sappiamo, i messaggi che potevano sparire ( nell’arco di 24 ore, una settimana o tre mesi) ma stavolta rischia di superarsi in tema di sicurezza.
Infatti, secondo il portale WABetaInfo, l’azienda sarebbe al lavoro per fornire a tutti la possibilità di scrivere dei messaggi che scompaiano alla prima visualizzazione, proprio come avviene per le immagini e i video inviati in chat.
La funzione, sostengono gli esperti, sarebbe tra le più richieste da parte degli utenti.
Inoltre, i messaggi che scompariranno alla prima visualizzazione non potranno essere soggetti a screenshot e alla funzione “inoltra”.
Al momento, al di là degli annunci ufficiosi, non è stata stabilita una data per l’introduzione della nuova funzione, ma presumibilmente avverrà nel 2023, in concomitanza dei prossimi aggiornamenti dell’applicazione.
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Social e giovani, Google e Meta ritenute responsabili della dipendenza

Negli Stati Uniti, Meta e Google sono state ritenute responsabili della dipendenza dai social tra i giovani. Ma il punto resta: è colpa delle piattaforme o di come vengono usate? Cosa ne pensate? I social creano dipendenza o serve più responsabilità da parte di utenti e famiglie? Scrivetelo nei commenti.
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Negli Stati Uniti, Meta e Google sono state ritenute responsabili di aver contribuito alla dipendenza dai social tra i giovani.
Secondo la decisione di un tribunale, alcune piattaforme come Instagram e YouTube sarebbero progettate per trattenere gli utenti il più a lungo possibile, favorendo un uso eccessivo e dannoso.
Il caso riguarda una giovane utente che avrebbe sviluppato problemi legati all’uso dei social. Le aziende sono state considerate responsabili per non aver tutelato adeguatamente gli utenti più vulnerabili.
Si tratta di una decisione importante che potrebbe avere conseguenze su tutto il settore tecnologico e aprire la strada a nuove regole per proteggere i più giovani.
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