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Ulassai apre nuovamente le porte all’arte contemporanea con l’inaugurazione, avvenuta questa mattina alle 10:30 negli spazi del CaMuC – Casa Museo Cannas, della seconda edizione della Biennale d’Arte Contemporanea “Il Significato dell’Opera”.
Un appuntamento che, dopo il successo del 2024, rafforza il ruolo del centro ogliastrino come luogo di sperimentazione e confronto artistico, che trasformerà il paese in una vera piattaforma culturale diffusa fino al 7 giugno. Inserita nel progetto “Ulassai: dove la natura incontra l’arte”, finanziato dal PNRR e promosso dal Comune insieme alla Fondazione Stazione dell’Arte con l’organizzazione di Sémata Soc. Coop., la Biennale coinvolge 20 artisti, tre curatori ospiti e si sviluppa tra la Stazione dell’Arte e il CaMuC.
L’apertura ha registrato una partecipazione ampia e attenta, con un pubblico curioso e numeroso accolto, insieme ai curatori, dal direttore Marco Peri, dal sindaco Giovanni Soru e dal consigliere regionale Salvatore Corrias, a testimonianza di un forte legame tra istituzioni, territorio e produzione culturale.
Il progetto espositivo prende ispirazione dal pensiero di Maria Lai, a cui la Biennale è dedicata, e dalla sua idea di opera come processo aperto, capace di esistere pienamente solo attraverso il dialogo tra artista, contesto e pubblico; un concetto che guida l’intero percorso e che invita a ripensare il ruolo dell’arte come esperienza condivisa e partecipata.

PH Michela Girardi
La direzione artistica, affidata a Gianni Murtas insieme a Marco Peri, si affianca al lavoro dei curatori ospiti Giannella Demuro, Ivo Serafino Fenu e Francesca Sassu, dando vita a una rete progettuale che mette in relazione diverse realtà attive nella promozione dell’arte contemporanea in Sardegna. La Biennale si articola in tre sezioni: “Orografie”, dedicata al dialogo tra giovani artisti e paesaggio; “This Is”, incentrata sulla dimensione relazionale e collaborativa della pratica artistica; e “Campo Luminoso”, che esplora con uno sguardo poetico il presente delle aree rurali attraverso linguaggi visivi differenti.
Le opere esposte colpiscono per intensità e varietà: installazioni immersive che dialogano con lo spazio, lavori fotografici di grande forza evocativa e interventi che intrecciano materia e memoria riescono a restituire un racconto vivo e stratificato del contemporaneo, sorprendendo il pubblico per la capacità di coniugare ricerca formale e profondità concettuale.
Non mancano lavori capaci di emozionare per delicatezza e rigore, così come progetti più sperimentali che stimolano interrogativi e coinvolgono attivamente lo spettatore, rendendolo parte dell’opera stessa. A completare l’esperienza, per tutta la durata della manifestazione sarà visitabile anche la collezione permanente di Maria Lai, proposta in un nuovo allestimento che ne valorizza i temi e la ricerca.

PH Michela Girardi

PH Michela Girardi

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