Dopo oltre vent’anni di attesa, il sogno dell’imprenditore Giorgio Mazzella sta finalmente per diventare realtà. Il progetto Jana, un ambizioso piano di sviluppo turistico che prevede la creazione di un borgo immerso nel verde di Arbatax, ha ricevuto, giorni fa, il via libera definitivo da tutto il consiglio comunale di Tortolì, capitanato dal sindaco Marcello Ladu. L’approvazione unanime ha segnato un punto di svolta per un’iniziativa che ha affrontato ostacoli, ritardi e numerosi imprevisti sin dal suo concepimento nel lontano 2004.
Ne parliamo direttamente con il suo ideatore, Giorgio Mazzella, che oggi, a 77 anni, vede finalmente realizzarsi uno dei suoi sogni più grandi.
Dopo vent’anni di attesa, finalmente arriva il via libera. Come si sente?
“È una grande gioia. Ho lavorato tutta la vita a progetti importanti, ma questo è tra quelli a cui tengo di più. Probabilmente sarà l’ultimo della mia carriera, ed è per questo che voglio vederlo nascere nel miglior modo possibile. Dopo tanti ostacoli burocratici, la crisi economica e persino la pandemia, finalmente possiamo partire. E il fatto che il consiglio comunale tortoliese abbia approvato il progetto all’unanimità è per me una grande soddisfazione. L’ho molto apprezzato.”
Jana sarà un vero e proprio borgo integrato nel territorio. Come lo dobbiamo immaginare?
“Non vogliamo costruire semplici edifici, ma un luogo che si fonda perfettamente con il paesaggio e con la tradizione sarda. Il progetto prevede 170.000 metri cubi di costruzioni, tutte realizzate con pietra e materiali naturali, nel rispetto dell’architettura locale. Saranno immerse nel verde, in armonia con l’ambiente. Il nostro obiettivo è creare un modello di turismo sostenibile, che valorizzi la cultura e il territorio anziché snaturarlo.”
Come procederanno i lavori?
“Il progetto si svilupperà in sei lotti, e partiremo già questa estate con il primo, situato sulla collina arbataxina, nella parte alta di Arbatax, fino alle spalle del Borgo degli Ulivi. Sarà un lotto con destinazione mista: metà residenziale e metà turistica. Poi sarà il mercato a indicarci la direzione da prendere per i successivi. È un progetto che crescerà nel tempo, adattandosi alle esigenze di chi sceglierà di viverlo. Adesso i tempi sono in mano alla burocrazia, ma contiamo di partire per l’estate.”
Uno degli aspetti più affascinanti del progetto è il borgo artigianale. Può raccontarci qualcosa in più?
“Sì, è quello che considero il vero cuore di Jana. Da sempre desideravo creare un luogo in cui le tradizioni sarde potessero vivere e tramandarsi. Il borgo artigianale ospiterà 50 laboratori, ognuno dedicato a una diversa arte: ceramica, cuoio, oreficeria, fioristi e tanto altro. Saranno spazi di produzione e vendita, ma soprattutto di esperienza. Vorrei che i visitatori possano vedere gli artigiani al lavoro, capire la storia e la passione che si nasconde dietro ogni oggetto.”
Come immagina il futuro di Jana?
“Lo immagino come un borgo vivo, dove le persone possano sentirsi parte di un luogo autentico e non di un semplice complesso turistico. Vedere finalmente l’inizio dei lavori è per me una grande emozione. Sono passati vent’anni da quando ho iniziato a pensarlo, e ora posso dire che Jana non è più solo un’idea sulla carta: è un sogno che sta prendendo forma.”
C’è qualcosa di speciale, oggi, che la lega a questo progetto?
“Sì, c’è anche qualcosa di molto personale in tutto questo. Mia moglie Angela, che purtroppo è venuta a mancare lo scorso anno, ha sempre creduto in questo progetto tanto quanto me. Questo progetto è anche un omaggio a lei, che mi ha sempre supportato e incoraggiato in ogni passo. Era una donna straordinaria, amatissima da tutti, e il suo amore per Arbatax è sempre stato forte. Sette anni fa decise, proprio per questo, di posare indossando il suo abito da sposa per il depliant di Jana, di fronte al Nuraghe di Scerì. Ci sposammo nel 1984 e sette anni fa, in questa foto, era bella come allora.”

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