Lo sapevate? In Sardegna cresce un arbusto che si chiama “ginepro coccolone”
Un arbusto di modeste dimensioni che porta però un nome davvero curioso: ecco dove si trova e come si presenta
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Nella Sardegna, la flora è mediterranea e il clima influisce molto sulla vegetazione boschiva. La macchia mediterranea, caratterizzata dalla presenza di diverse specie tra cui leccio, sughera, castagno, corbezzolo, lentisco, ginepro, olivastro, cisti, erica e molte altre, è di grande interesse ecologico e rappresenta una delle composizioni vegetali più rappresentative dell’area del Mediterraneo.
La gariga è invece presente nelle aree degradate ed è composta principalmente da timo, elicriso, cisti ed euforbia. Nella fauna è presente una vasta gamma di endemismi vegetali e animali di grande valore naturalistico.
Oggi portiamo la vostra attenzione sul fatto che in Sardegna esista anche il ginepro coccolone.
Come spiega molto bene il sito di Sardegna Foreste, questo arbusto dal nome curioso è di modeste dimensioni (3-6 m.) con portamento cespuglioso eretto, con chioma piuttosto irregolare e lassa, rami eretti, talvolta penduli.
Il “ginepro coccolone” è una sottospecie di Juniperus oxycedrus, rilevante ma scarsamente diffusa. In Sardegna, tuttavia, la sua comparsa è piuttosto frequente. Anche nell’aspetto, la pianta si distingue per dei galbuli più grandi e per la sua relativa rarità. Anche questa variante presenta due sottili righe bianche sugli aghi, ma questi ultimi sono meno pronunciati, e la forma della pianta risulta meno verticale rispetto ad altre sottospecie.
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Alghero in lacrime per Tore Lai, simbolo indiscusso della tradizione del corallo

Con la sua scomparsa, Alghero perde una figura profondamente legata al mare e a una delle sue tradizioni più antiche. La pesca del corallo, che per secoli ha caratterizzato la storia e l’economia della città, ha trovato in Lai un interprete autentico e appassionato.
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Nella parrocchia di San Giuseppe, nel quartiere della Pietraia, si sono svolti i funerali di Tore Lai, storico corallaro algherese e tra i più esperti sommozzatori della Riviera.
Con la sua scomparsa, Alghero perde una figura profondamente legata al mare e a una delle sue tradizioni più antiche. La pesca del corallo, che per secoli ha caratterizzato la storia e l’economia della città, ha trovato in Lai un interprete autentico e appassionato.
Negli anni Sessanta e Settanta, periodo segnato da grandi rischi e sacrifici, esercitò il mestiere con coraggio, affrontando il mare in condizioni spesso difficili. Nel tempo contribuì anche a raccontare e tramandare questa attività, diventando un punto di riferimento per la memoria storica del mondo dei corallari.
Con lui scompare non solo un professionista del mare, ma anche un simbolo dell’identità marinara di Alghero.
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