Lo sapevate? In Sardegna cresce un arbusto che si chiama “ginepro coccolone”
Un arbusto di modeste dimensioni che porta però un nome davvero curioso: ecco dove si trova e come si presenta
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Nella Sardegna, la flora è mediterranea e il clima influisce molto sulla vegetazione boschiva. La macchia mediterranea, caratterizzata dalla presenza di diverse specie tra cui leccio, sughera, castagno, corbezzolo, lentisco, ginepro, olivastro, cisti, erica e molte altre, è di grande interesse ecologico e rappresenta una delle composizioni vegetali più rappresentative dell’area del Mediterraneo.
La gariga è invece presente nelle aree degradate ed è composta principalmente da timo, elicriso, cisti ed euforbia. Nella fauna è presente una vasta gamma di endemismi vegetali e animali di grande valore naturalistico.
Oggi portiamo la vostra attenzione sul fatto che in Sardegna esista anche il ginepro coccolone.
Come spiega molto bene il sito di Sardegna Foreste, questo arbusto dal nome curioso è di modeste dimensioni (3-6 m.) con portamento cespuglioso eretto, con chioma piuttosto irregolare e lassa, rami eretti, talvolta penduli.
Il “ginepro coccolone” è una sottospecie di Juniperus oxycedrus, rilevante ma scarsamente diffusa. In Sardegna, tuttavia, la sua comparsa è piuttosto frequente. Anche nell’aspetto, la pianta si distingue per dei galbuli più grandi e per la sua relativa rarità. Anche questa variante presenta due sottili righe bianche sugli aghi, ma questi ultimi sono meno pronunciati, e la forma della pianta risulta meno verticale rispetto ad altre sottospecie.
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Lotzorai riabbraccia il suo bosco: dopo vent’anni rinasce il polmone verde del paese

Al via i lavori di manutenzione e valorizzazione: sentieri, aree picnic e un nuovo percorso archeologico tra le Domus de Janas e il nuraghe.
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Lotzorai volta pagina e riparte dalla cura del proprio patrimonio naturale. Le immagini scattate questa mattina nel bosco attrezzato comunale mostrano i primi, tangibili risultati di un cantiere boschivo atteso da quasi due decenni. Dopo vent’anni di incuria e silenzio, la vegetazione selvaggia, che aveva ormai inghiottito parcheggi, sentieri e aree di sosta, sta finalmente lasciando spazio a un ambiente ordinato e accogliente.

Il progetto di recupero non è che il primo tassello di una strategia più ampia di valorizzazione del territorio. Gli interventi in corso, finanziati interamente tramite fondi regionali intercettati negli ultimi mesi, proseguiranno con costanza fino ad agosto. L’obiettivo è chiaro: restituire ai cittadini e ai visitatori uno spazio pubblico fruibile, sicuro e immerso nel verde.

Ma le novità per Lotzorai non finiscono qui. Una volta conclusa la manutenzione del bosco, prenderà il via un secondo importante intervento che punterà a unire natura e archeologia. È infatti prevista la realizzazione di un percorso pedonale che collegherà i siti simbolo della zona: dalle Domus de Janas di Tracùcu a Padentinu, fino a raggiungere il nuraghe Corongiu.

Questo nuovo itinerario sarà dotato di cartellonistica informativa per raccontare la storia dei siti, segnaletica e protezioni per garantire la sicurezza degli escursionisti, spazi attrezzati per la sosta e il relax.

Si tratta di due progetti distinti che viaggiano in un’unica direzione: promuovere la crescita del territorio attraverso la riscoperta delle proprie radici e la cura del paesaggio. Lotzorai si prepara così a diventare una meta sempre più strutturata per gli amanti del turismo lento e culturale, dimostrando che la valorizzazione dell’identità locale è la chiave per lo sviluppo futuro.
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