40 giorni e 40 notti in Madagascar: il progetto del sassarese Giuseppe Urgeghe
Giuseppe Urgeghe, appassionato di viaggi e cultura, si è avventurato in un viaggio di 40 giorni in Madagascar, con l’obiettivo di esplorare la cultura, la natura e la popolazione del paese, documentando la sua esperienza attraverso i suoi canali social
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Giuseppe Urgeghe, 38enne originario di Sennori ma da tempo a Sassari, grande appassionato di viaggi e cultura e titolare di un’agenzia di sviluppo web, si è avventurato in un viaggio di 40 giorni in Madagascar, con l’obiettivo di conoscere in profondità la cultura, la natura e la popolazione del luogo, documentando la sua esperienza attraverso i suoi canali social.

Il progetto, intitolato “Il mio viaggio in Madagascar”, si concentra su un turismo sostenibile e responsabile, che vada a rispettare le regole locali e la cultura del paese.

Urgeghe si è impegnato a documentare la vita quotidiana e le curiosità del Madagascar, cercando di offrire un’immagine completa e autentica del luogo. Nonostante il lungo viaggio e lo “stordimento” iniziale, Giuseppe è determinato a raggiungere il suo obiettivo e ad offrire un’esperienza di viaggio unica e rispettosa del paese che ha ospitato lui e la sua curiosità.
“Avevo in mente questo progetto da tantissimo tempo ma solo quest’anno ho trovato il coraggio di buttarmi in questa avventura. Ovviamente ho portato con me tutta l’attrezzatura per lavorare, ci tengo a continuare a seguire al meglio i miei clienti. Seguo anche qui normali orari di lavoro. Il tempo libero, invece, è tutto dedicato alla scoperta di questa meravigliosa isola” spiega Giuseppe.
Segui il suo progetto sui suoi canali social per scoprire con lui la bellezza e la ricchezza del Madagascar
https://www.instagram.com/ilmioviaggioinmadagascar/

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Il fascino discreto di Bosa conquista l’Europa: l’ascesa del turismo consapevole nel 2026

È stata recentemente resa nota l’attesa classifica European Best Destinations 2026, l’annuale termometro delle località più ambite dai turisti internazionali; tra le eccellenze selezionate, spicca con orgoglio il nome di Bosa
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Il fascino discreto di Bosa conquista l’Europa: l’ascesa del turismo consapevole nel 2026.
Il panorama del turismo continentale si tinge nuovamente dei colori della Sardegna, confermando come l’autenticità e la sostenibilità siano diventate le nuove bussole per i viaggiatori globali.
È stata recentemente resa nota l’attesa classifica European Best Destinations 2026, l’annuale termometro delle località più ambite dai turisti internazionali; tra le eccellenze selezionate, spicca con orgoglio il nome di Bosa, che riesce a ritagliarsi uno spazio di rilievo posizionandosi al 17esimo posto.
Il verdetto non è frutto del caso, bensì il risultato di un imponente sondaggio che ha coinvolto oltre 1,3 milioni di viaggiatori provenienti da 154 Paesi differenti. Il processo di selezione è stato rigoroso e capillare: partendo da un paniere iniziale di oltre 500 destinazioni, il comitato ha valutato ogni meta sulla base di parametri stringenti, quali la qualità dell’offerta turistica, la crescita dell’interesse registrato online, la popolarità consolidata e, soprattutto, l’attenzione alle politiche di sostenibilità.
Un’Italia protagonista tra storia e nuovi trend
Il successo di Bosa si inserisce in un contesto di straordinaria vitalità per il Belpaese, che domina la classifica con ben sette località inserite nella top 20. Oltre alla perla sarda, l’Italia brilla grazie al fascino senza tempo di Verona, ai colori lagunari di Burano, alle suggestioni siciliane di Cefalù e Taormina, fino a toccare le perle della costiera e del Golfo con Ravello e Procida.
Questa classifica non si limita a fotografare lo status quo, ma funge da indicatore per intercettare i nuovi orientamenti del mercato; emerge chiaramente un rinnovato interesse per le grandi capitali storiche — con Madrid, Parigi e Lisbona sempre in prima linea — affiancato però da una ricerca spasmodica di esperienze immerse nella natura e nel turismo outdoor. Ne sono prova i consensi ottenuti da mete “verdi” come la Stiria slovena o l’arcipelago di Madeira, simboli di un approccio al viaggio più rispettoso dell’ambiente.
La fine del turismo “mordi e fuggi”
Uno dei dati più significativi emersi dal voto dei viaggiatori riguarda il radicale cambiamento nelle abitudini di consumo: si assiste a un graduale ma inesorabile declino del modello turistico “mordi e fuggi”. Il viaggiatore del 2026 appare più maturo e consapevole, orientandosi verso soggiorni più lunghi, studiati meticolosamente in ogni dettaglio e finalizzati a un’esperienza realmente immersiva. Non si cerca più la semplice visita superficiale, ma la connessione profonda con il territorio e le sue radici.
Il podio e l’eccellenza spagnola
Guardando alla vetta della graduatoria, è la Spagna a trionfare: Madrid si aggiudica la corona di miglior destinazione d’Europa per il 2026. La capitale spagnola ha convinto oltre 127mila viaggiatori, distaccando la concorrenza grazie a un mix unico di cultura e vivacità urbana. A completare il podio troviamo Nicosia, la capitale cipriota che continua a scalare le gerarchie del gradimento internazionale, e la regione slovena di Štajerska, vera rivelazione dell’anno per chi cerca autenticità e paesaggi incontaminati.
Il riconoscimento ottenuto da Bosa non è solo un traguardo locale, ma la conferma che il futuro del turismo risiede nella capacità di coniugare accoglienza e protezione del patrimonio; un equilibrio che, a quanto pare, il mondo intero ha iniziato a premiare.
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