Il passaggio della recente tempesta di vento ha lasciato una ferita profonda nel patrimonio boschivo della Sardegna centro-orientale. L’Agenzia Regionale Forestas ha avviato un monitoraggio serrato per quantificare i danni e mettere in sicurezza le aree colpite, tracciando un quadro critico che interessa sia le foreste demaniali che i parchi urbani.

Foto Forestas
Secondo i tecnici dell’agenzia, il disastro non è dovuto solo alla velocità del vento, ma a una combinazione di fattori ambientali. Le piogge abbondanti dei giorni scorsi hanno reso il suolo saturo d’acqua (terreno fradicio), annullando quasi totalmente la stabilità radicale delle piante.

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In queste condizioni, il vento forte esercita un’azione meccanica tale da riuscire a sradicare anche esemplari adulti e in perfetto stato di salute. Non si è trattato, dunque, di una questione di “piante malate”, ma di una sollecitazione fisica superiore a ogni limite di resistenza biologica. Gli uomini del Servizio Territoriale di Lanusei sono impegnati ininterrottamente in operazioni di taglio, messa in sicurezza e sgombero. I punti più colpiti includono:
Villagrande Strisaili: Interventi massicci nel Parco Santa Barbara, dove numerosi lecci adulti sono stati letteralmente “atterrati” dalle raffiche.
Seui (Foresta di Montarbu): La pista forestale che conduce alla caserma di Ula è stata ostruita dal crollo di pini marittimi e pini larici di grandi dimensioni. Le squadre sono al lavoro per ripristinare la viabilità interna necessaria anche per il presidio antincendio e di soccorso.
Lanusei: Grande preoccupazione per il Bosco Seleni. Qui, la caduta degli alberi ha compromesso seriamente la percorribilità di “Andala Segura”, il celebre sentiero accessibile, eccellenza del turismo inclusivo nell’Isola.

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Il bilancio: “Non è un fatto anomalo in termini di dinamica, ma lo è per l’estensione del danno. Stiamo operando con la massima urgenza per restituire alla comunità la fruizione dei nostri boschi in totale sicurezza.” Il ruolo degli operai del Servizio Territoriale di Lanusei si sta rivelando fondamentale non solo per la rimozione del legname, ma per la valutazione della stabilità delle piante ancora in piedi, che potrebbero rappresentare un pericolo latente per escursionisti e cittadini. L’invito, per ora, resta quello di prestare la massima attenzione e rispettare i divieti di accesso nelle aree ancora oggetto di intervento.
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