Grande scoperta: a Pompei sequenziato il Dna di un uomo sardo, vittima dell’eruzione del Vesuvio
Aveva fra 35 e 40 anni, soffriva di una malattia simile alla tubercolosi ed era probabilmente originario della Sardegna: della scoperta si parla sulla rivista Scientific Reports
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Aveva fra 35 e 40 anni, soffriva di una malattia simile alla tubercolosi ed era probabilmente originario della Sardegna.
Per la prima volta in assoluto è stato possibile leggere il Dna di uno degli abitanti di Pompei vittime della disastrosa eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Il risultato, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, dimostra che è possibile recuperare Dna antico dai resti umani di Pompei, aprendo la via alle ricerche in questa direzione.
“Il Dna era molto degradato, ma siamo riusciti comunque a estrarlo”, ha detto all’Ansa il coordinatore della ricerca Gabriele Scorrano, dell’Università danese di Copenaghen e dell’Università di Roma Tor Vergata.
L’eruzione del Vesuvio aveva raggiunto l’uomo mentre si trovava nella Casa del Fabbro in compagnia di una donna più anziana, sui 50 anni, per la quale non è stato possibile fare un’analisi genetica. Grazie alla disponibilità del Parco Archeologico di Pompei, i ricercatori hanno potuto analizzare i due scheletri. “Il loro stato di conservazione era ottimo, non devono essere venuti a contatto con temperature troppo elevate”, ha spiegato Scorrano ad Ansa.
Si chiude il Giro di Sardegna. Todde: “Lo sosterremo ancora, appuntamento all’anno prossimo”

La presidente Todde alla partenza da Nuoro e alle premiazioni a Olbia : "Lo sosterremo ancora. Appuntamento all'anno prossimo":
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Si è conclusa con grande entusiasmo l’edizione 2026 del Giro di Sardegna, la storica corsa ciclistica che, dopo 15 anni di assenza, ha riportato l’Isola al centro del grande ciclismo internazionale, attraversando tutte le province sarde in cinque tappe, dal 25 febbraio al 1° marzo, e trasformando la Sardegna in un palcoscenico sportivo aperto al mondo.
“La nostra intenzione è dare continuità al Giro di Sardegna con tutte le nostre forze – ha dichiarato la Presidente della Regione Alessandra Todde, stamane a Nuoro – perché come ho già detto il ciclismo è uno sport popolare: tutte le persone lo possono vedere, possono sostenere i corridori, partecipare. È bene che la Sardegna torni a esserne protagonista”.
Nel capoluogo barbaricino, la carovana del Giro ha preso il via per l’ultima tappa in direzione Olbia, salutata da una città consapevole dell’importanza simbolica di essere punto di partenza di una frazione così significativa. In prima fila, tra gli altri protagonisti della corsa, il corridore Filippo Zana, maglia azzurra e leader della competizione nelle fasi decisive.
Per cinque giorni la gara ha mostrato al mondo le bellezze del territorio sardo attraverso collegamenti in diretta e la copertura televisiva nazionale e internazionale, raccontando i comuni, i paesaggi, i monumenti e i siti archeologici, incluse le Domus de Janas oggi riconosciute patrimonio dell’UNESCO.
L’evento è stato sostenuto con convinzione dalla Regione Autonoma della Sardegna come iniziativa capace di coniugare competizione sportiva e sviluppo del territorio, rafforzando la visibilità internazionale dell’Isola e promuovendo il turismo in un periodo strategico dell’anno.
La Presidente, poi, si è spostata a Olbia per premiare il vincitore di questa trentesima edizione del Giro, il ventiseienne vicentino Filippo Zana, che si è affermato nella competizione grazie alla vittoria della tappa di sabato, quella più impegnativa. Il vincitore dell’ultima frazione è stato invece il ventenne bresciano Davide Donati. Con lei l’assessore del Turismo, Franco Cuccureddu, e l’assessore del Bilancio e Programmazione, Giuseppe Meloni.
Anche a Olbia la Presidente ha voluto ribadire l’impegno istituzionale per la prossima edizione: “Sosterremo ancora il Giro di Sardegna. Appuntamento all’anno prossimo”.
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