La foto del giorno a Tortolì: la spiaggia di San Gemiliano ricoperta da un sottile manto bianco
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Gairo ha riscoperto ieri, sabato 7 febbraio, il fascino magnetico di una delle sue tradizioni più arcaiche e sentite: Su Marti Perra. Il paese si è fermato per celebrare un rito che affonda le radici in una leggenda tanto curiosa quanto significativa, quella del grosso gatto pronto ad aggredire chiunque venisse sorpreso a lavorare nei campi anziché onorare la festa.
Ma al di là del mito, la giornata di ieri ha confermato quanto questa ricorrenza sia vitale per il tessuto sociale locale. Is maimulus hanno attraversato le vie del centro portando con sé il carretto di Santu Nanì, accolti dalle porte aperte dei residenti e dai doni appesi per l’occasione. È un rito che, oggi come un tempo, assolve a una funzione preziosa: rinsaldare i legami, appianare le piccole controversie quotidiane e riscoprire il piacere di sentirsi comunità.
Il successo dell’evento è il risultato di un impegno corale che ha visto schierati in prima linea l’Amministrazione Comunale, le associazioni, i numerosi volontari e ogni singolo cittadino. Gairo si è mostrata nel suo abito migliore, offrendo ai visitatori e ai gruppi ospiti un’ospitalità autentica e un’atmosfera d’altri tempi.
Chi ha scelto di passare il sabato tra le vie del paese ha potuto respirare la Sardegna più vera, fatta di suoni, maschere e condivisione. Una lezione di identità che si rinnova ogni anno: a Gairo la tradizione non è solo memoria, ma un’energia viva che continua a battere nel cuore del presente. E per quest’anno, il temibile Marti Perra può dormire sonni tranquilli: nessuno è rimasto a casa.