Comune di Tortolì e Tribunale di Lanusei: avvio di un nuovo progetto di reinserimento sociale
Hanno sottoscritto un accordo che consentirà ai cittadini che hanno violato il Codice della Strada di scontare la pena svolgendo lavori di pubblica utilità
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Nella giornata di ieri è stata firmata la convenzione tra il Comune di Tortolì e il Tribunale di Lanusei per l’avvio di un nuovo progetto di reinserimento sociale. Il Sindaco Marcello Ladu e il presidente del tribunale Nicola Caschili, hanno sottoscritto un accordo che consentirà ai cittadini che hanno violato il Codice della Strada di scontare la pena svolgendo lavori di pubblica utilità.
A decidere sulla commutazione della pena in questa misura alternativa, sarà il giudice competente. Presente alla stipula della convenzione, avvenuta nell’ufficio del presidente del tribunale, anche la comandante della Polizia Locale di Tortolì, Marta Meloni che ha istruito gli atti propedeutici.
I cittadini che sceglieranno di prestare la propria opera al servizio del Comune, restituendo un servizio alla comunità, si occuperanno di viabilità, manutenzione, edilizia e servizi. Nello specifico, l’attività non retribuita, consisterà: nella sicurezza ed educazione stradale, pulizia strade e sfalcio erba, lavori manutentivi, salvaguardia del verde pubblico, servizi in ausilio della pulizia e della custodia del cimitero comunale, nonché attività di affiancamento dei dipendenti comunali e piccoli lavori d’ufficio.
“Questa iniziativa rappresenta un passo avanti importante verso una giustizia più vicina ai cittadini e concede una valida opportunità al reinserimento sociale a coloro che hanno trasgredito la legge”, ha affermato il Sindaco Ladu.
L’occasione inoltre è stata utile per un confronto tra il primo cittadino e il presidente del Tribunale, nel quale è emersa la possibilità di attivare nuovi servizi per la comunità presso gli uffici del giudice di pace, tra i quali un ufficio di prossimità dove sarà possibile estendere le attività soprattutto verso alcune categorie di utenti fragili.
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Lo “specchio del cielo” d’Ogliastra: Bau Muggeris, il gigante d’acqua ai piedi del Gennargentu

Con i suoi 800 metri d'altitudine, è tra i bacini più alti della Sardegna. Alla scoperta della diga che domina il primo salto del Flumendosa.
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Nel cuore della Sardegna centro-orientale, dove le rocce del Gennargentu iniziano a farsi aspre e l’aria si fa più sottile, si nasconde un tesoro di azzurro e silenzio. È il lago Bau Muggeris, un’opera dell’ingegno umano che ha saputo integrarsi perfettamente nel selvaggio paesaggio di Villagrande Strisaili. Conosciuto anche come il primo salto del Flumendosa, questo invaso detiene un primato affascinante: è uno dei bacini artificiali situati alla quota più elevata dell’intera isola.
Il lago nasce dallo sbarramento del fiume Flumendosa, il corso d’acqua che vanta la maggiore portata in Sardegna. Proprio qui, nella frazione di Villanova Strisaili, il fiume inizia il suo lungo viaggio verso valle, dando vita a un ecosistema unico. La diga non è solo un’infrastruttura fondamentale per l’approvvigionamento idrico ed energetico, ma è diventata nel tempo un elemento cardine del patrimonio paesaggistico locale.
Chi visita Bau Muggeris si trova immerso in uno scenario che ricorda i laghi alpini, ma con l’anima profondamente sarda: rocce scoscese si tuffano in acque dai riflessi azzurri e cristallini, fitti boschi di leccio circondano lo specchio d’acqua, creando un contrasto cromatico tra il verde scuro delle fronde e l’azzurro del cielo, sfondo dominato dai massicci del Gennargentu, che proteggono il lago come una corona naturale.
Per il territorio di Villagrande Strisaili, Bau Muggeris rappresenta molto più di una riserva idrica. È una risorsa naturalistica di immenso valore, meta di escursionisti, amanti della fotografia e cercatori di pace. Ogni scorcio, dal riflesso delle montagne sulla superficie immobile alla vegetazione, contribuisce a rendere questo angolo di Sardegna una tappa obbligatoria per chi vuole scoprire uno dei lati più autentici dell’isola.
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