Comune di Tortolì e Tribunale di Lanusei: avvio di un nuovo progetto di reinserimento sociale
Hanno sottoscritto un accordo che consentirà ai cittadini che hanno violato il Codice della Strada di scontare la pena svolgendo lavori di pubblica utilità
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Nella giornata di ieri è stata firmata la convenzione tra il Comune di Tortolì e il Tribunale di Lanusei per l’avvio di un nuovo progetto di reinserimento sociale. Il Sindaco Marcello Ladu e il presidente del tribunale Nicola Caschili, hanno sottoscritto un accordo che consentirà ai cittadini che hanno violato il Codice della Strada di scontare la pena svolgendo lavori di pubblica utilità.
A decidere sulla commutazione della pena in questa misura alternativa, sarà il giudice competente. Presente alla stipula della convenzione, avvenuta nell’ufficio del presidente del tribunale, anche la comandante della Polizia Locale di Tortolì, Marta Meloni che ha istruito gli atti propedeutici.
I cittadini che sceglieranno di prestare la propria opera al servizio del Comune, restituendo un servizio alla comunità, si occuperanno di viabilità, manutenzione, edilizia e servizi. Nello specifico, l’attività non retribuita, consisterà: nella sicurezza ed educazione stradale, pulizia strade e sfalcio erba, lavori manutentivi, salvaguardia del verde pubblico, servizi in ausilio della pulizia e della custodia del cimitero comunale, nonché attività di affiancamento dei dipendenti comunali e piccoli lavori d’ufficio.
“Questa iniziativa rappresenta un passo avanti importante verso una giustizia più vicina ai cittadini e concede una valida opportunità al reinserimento sociale a coloro che hanno trasgredito la legge”, ha affermato il Sindaco Ladu.
L’occasione inoltre è stata utile per un confronto tra il primo cittadino e il presidente del Tribunale, nel quale è emersa la possibilità di attivare nuovi servizi per la comunità presso gli uffici del giudice di pace, tra i quali un ufficio di prossimità dove sarà possibile estendere le attività soprattutto verso alcune categorie di utenti fragili.
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Come si dice coccinella in sardo campidanese?

Una domanda che sembra semplice. In realtà non lo è affatto. Perché questo insetto simpatico, protagonista di tanti giochi e racconti dei bambini, in Sardegna cambia nome più volte.
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Come si dice coccinella in sardo campidanese?
Una domanda che sembra semplice. In realtà non lo è affatto. Perché questo insetto simpatico, protagonista di tanti giochi e racconti dei bambini, in Sardegna cambia nome più volte.
E ogni nome racconta qualcosa. Se vi chiedessero come si chiama la coccinella in sardo, vi sorprenderà scoprire che non ha un solo nome. Ne ha addirittura tre. Ciascuno con un fascino particolare. La coccinella, quel piccolo insetto rosso con i puntini neri che da sempre fa la sua apparizione nei giochi e nei racconti dei bambini, viene chiamata Babbaiola. Un termine che suona come uno scioglilingua. Morbido. Allegro. Quasi fiabesco. Sembra uscito da un mondo incantato. Babbaiola è solo uno dei tanti appellativi colorati e vivaci che la lingua sarda sa offrire. Non è l’unico. In altre zone dell’Isola la coccinella è conosciuta come Maiola. Un nome breve. Semplice. Simpatico. Perfetto per un insetto così amato dai più piccoli. Ma c’è anche un’altra definizione.
Ancora più suggestiva. Bachixedd’e Deus. Una sorta di Scarafaggio di Dio. Un nome che attribuisce alla coccinella un valore quasi sacro. Come se portasse fortuna. O protezione. Questi nomi non sono solo parole. Sono il riflesso di una lingua ricca. Antica. Piena di fantasia. La lingua sarda, attraverso termini come Babbaiola, Maiola e Bachixedd’e Deus, racconta storie. Tradizioni. Modi di vedere il mondo. Anche partendo da un insetto piccolo. Simpatico. E capace ancora oggi di strappare un sorriso.
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