Mistero a Bosa: un uomo ferito a coltellate per strada
La vittima, che presenta ferite alle braccia, è stata soccorsa dal 118 e trasferita in ospedale con una prognosi di quindici giorni.
canale WhatsApp
Importante scoperta scientifica. Dal DNA ogliastrino una possibile arma contro la malaria

La ricerca è partita dall’analisi di circa 7.000 volontari coinvolti nel progetto SardiNIA in Ogliastra. Gli studiosi hanno individuato una variante del DNA legata a caratteristiche particolari dei globuli rossi.
canale WhatsApp
Una variante genetica presente nel DNA di alcuni abitanti dell’Ogliastra aiuta a contrastare la malaria. La scoperta è stata pubblicata sulla rivista Nature dai ricercatori dell’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Cnr di Cagliari insieme all’Università degli Studi di Sassari.
La malaria provoca ancora oggi centinaia di migliaia di morti ogni anno, soprattutto nelle aree tropicali. È causata dal parassita Plasmodium falciparum, che si sviluppa all’interno dei globuli rossi. Non tutte le persone infette però si ammalano allo stesso modo e la genetica può fare la differenza.
La ricerca è partita dall’analisi di circa 7.000 volontari coinvolti nel progetto SardiNIA in Ogliastra. Gli studiosi hanno individuato una variante del DNA legata a caratteristiche particolari dei globuli rossi. Questa variante riduce l’attività del gene CCND3, che regola la formazione dei globuli rossi, e porta alla produzione di cellule più grandi e con proprietà diverse dal normale.
Nei test di laboratorio i globuli rossi con questa variante sono stati infettati con Plasmodium falciparum. Il parassita ha mostrato grandi difficoltà a crescere e in molti casi è morto. Secondo i ricercatori il motivo è un aumento dello stress ossidativo nelle cellule, che crea un ambiente sfavorevole alla sopravvivenza del parassita.
Gli studiosi ritengono che questa variante sia diventata più frequente in Sardegna perché in passato offriva un vantaggio contro la malaria, che per secoli è stata presente nell’isola. Si tratta quindi di un adattamento selezionato nel tempo dall’evoluzione.
Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte dal sito ufficiale del Consiglio Nazionale delle Ricerche. La scoperta potrebbe ora aiutare a sviluppare nuovi farmaci capaci di imitare questo meccanismo naturale di difesa e offrire una protezione alle popolazioni che ancora oggi convivono con la malattia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
