Come eravamo. Anni ’60, alunni della scuola elementare dell’Istituto Demurtas di Jerzu
Invia le fotografie più belle del passato ogliastrino (indicando luogo e data in cui le foto sono state scattate) alla nostra mail [email protected]
canale WhatsApp
La nostra rubrica dedicata alla memoria dell’Ogliastra si arricchisce con un’immagine d’altri tempi, che ci riporta tra i banchi della scuola elementare di Jerzu.
Un tuffo nella memoria collettiva ogliastrina arriva oggi con una preziosa fotografia d’epoca: siamo negli anni Sessanta, nel cortile della scuola elementare dell’Istituto Amerigo Demurtas di Jerzu. Protagonisti, un gruppo di alunni sorridenti, immortalati in un momento semplice e autentico della loro infanzia scolastica.
Lo scatto, carico di nostalgia e tenerezza, è stato inviato da Maria Lidia Contu, originaria proprio di Jerzu, che ha voluto condividere con noi e con i lettori un frammento della quotidianità di quegli anni. La foto si inserisce nella rubrica “Come eravamo”, uno spazio pensato per conservare e valorizzare la memoria visiva del passato ogliastrino, riscoprendo volti, luoghi e tradizioni che hanno segnato la storia delle nostre comunità.
Hai anche tu una vecchia fotografia che racconta un pezzo della nostra terra? Inviacela via mail a [email protected], indicando il luogo e, se possibile, l’anno in cui è stata scattata. Le immagini più belle saranno pubblicate per continuare, insieme, questo viaggio nella memoria.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ogliastra, Asl e scuole alleate per prevenire il disagio psicologico tra gli studenti

Gli incontri, a cadenza mensile, si svolgono tra Lanusei, Jerzu e Tortolì e affrontano di volta in volta temi legati ai disturbi del neurosviluppo, come Adhd, Dop e Dsa, senza tralasciare aspetti centrali quali inclusione, educazione emotiva e ansia in adolescenza.
canale WhatsApp
Costruire un collegamento stabile tra sanità e istruzione per intercettare in tempo le fragilità dei più giovani. È questo l’obiettivo del progetto promosso dal servizio di Neuropsichiatria infantile insieme alla Ssd Psicologia della Asl Ogliastra, che negli ultimi mesi ha coinvolto decine di docenti delle scuole del territorio.
Il percorso formativo, pensato per insegnanti di ogni ordine e grado – dall’infanzia alle superiori – punta a fornire strumenti concreti per riconoscere precocemente i disturbi psicologici e comportamentali negli alunni, ma anche per valorizzarne capacità e risorse.
Gli incontri, a cadenza mensile, si svolgono tra Lanusei, Jerzu e Tortolì e affrontano di volta in volta temi legati ai disturbi del neurosviluppo, come Adhd, Dop e Dsa, senza tralasciare aspetti centrali quali inclusione, educazione emotiva e ansia in adolescenza.
«Prima di avviare il progetto – spiega Paola Cabiddu, psicologa della Asl Ogliastra e referente dell’iniziativa – abbiamo chiesto direttamente ai docenti quali argomenti ritenessero prioritari e quale modalità formativa preferissero». Ne è nato un percorso dal taglio fortemente pratico: dopo una breve introduzione teorica, gli insegnanti partecipano a simulazioni di casi reali ed esercitazioni, imparando a individuare segnali di disagio e a strutturare strategie didattiche mirate.
A guidare i lavori è un’équipe multidisciplinare composta da neuropsichiatri, psicologi, logopedisti, terapisti della riabilitazione psichiatrica, assistenti sociali ed educatrici professionali. Ogni incontro è condotto da uno specialista diverso, in base al tema trattato.
I risultati non si sono fatti attendere. Il confronto diretto tra scuola e sanità ha favorito la nascita di un linguaggio condiviso e ha reso più rapide le segnalazioni al servizio di Neuropsichiatria, permettendo interventi tempestivi. «Non ci occupiamo solo delle difficoltà – sottolinea Cabiddu – ma lavoriamo anche per potenziare le risorse e le competenze degli studenti».
La partecipazione è stata ampia e superiore alle aspettative: in alcuni casi è stato necessario raddoppiare gli appuntamenti più richiesti, con una media di almeno 30 docenti per incontro.
L’intento ora è trasformare l’esperienza in un percorso stabile di formazione continua, un punto di raccordo permanente tra scuola e sanità. «Investire nel dialogo – conclude Cabiddu – significa prevenire che le criticità si cronicizzino, intervenendo prima che diventino emergenze».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
