Come eravamo. Anni ’60, alunni della scuola elementare dell’Istituto Demurtas di Jerzu
Invia le fotografie più belle del passato ogliastrino (indicando luogo e data in cui le foto sono state scattate) alla nostra mail [email protected]
canale WhatsApp
La nostra rubrica dedicata alla memoria dell’Ogliastra si arricchisce con un’immagine d’altri tempi, che ci riporta tra i banchi della scuola elementare di Jerzu.
Un tuffo nella memoria collettiva ogliastrina arriva oggi con una preziosa fotografia d’epoca: siamo negli anni Sessanta, nel cortile della scuola elementare dell’Istituto Amerigo Demurtas di Jerzu. Protagonisti, un gruppo di alunni sorridenti, immortalati in un momento semplice e autentico della loro infanzia scolastica.
Lo scatto, carico di nostalgia e tenerezza, è stato inviato da Maria Lidia Contu, originaria proprio di Jerzu, che ha voluto condividere con noi e con i lettori un frammento della quotidianità di quegli anni. La foto si inserisce nella rubrica “Come eravamo”, uno spazio pensato per conservare e valorizzare la memoria visiva del passato ogliastrino, riscoprendo volti, luoghi e tradizioni che hanno segnato la storia delle nostre comunità.
Hai anche tu una vecchia fotografia che racconta un pezzo della nostra terra? Inviacela via mail a [email protected], indicando il luogo e, se possibile, l’anno in cui è stata scattata. Le immagini più belle saranno pubblicate per continuare, insieme, questo viaggio nella memoria.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Lanusei, un gesto concreto di vicinanza all’ospedale: 20 smart TV donate ai reparti di degenza

La Cooperativa dei piccoli proprietari e coltivatori d’Ogliastra, insieme all’Avis di Lanusei, ha donato 20 smart televisori destinati ai reparti di Chirurgia e Ortopedia.
canale WhatsApp
Un segnale tangibile di attenzione verso i pazienti e il personale sanitario arriva all’ospedale Nostra Signora della Mercede di Lanusei, grazie a un’iniziativa condivisa che unisce mondo agricolo e volontariato. La Cooperativa dei piccoli proprietari e coltivatori d’Ogliastra, insieme all’Avis di Lanusei, ha donato 20 smart televisori destinati ai reparti di Chirurgia e Ortopedia.
Gli apparecchi, già installati nelle stanze di degenza, contribuiranno a rendere più confortevole la permanenza dei pazienti, offrendo un supporto importante dal punto di vista psicologico durante il periodo di cura. Alla consegna erano presenti il direttore generale della Asl Ogliastra Andrea Fabbo, il direttore del presidio ospedaliero Luigi Ferrai e il direttore facente funzioni della Struttura complessa di Ortopedia Gian Luigi De Pascali.
L’idea della donazione nasce da un evento culturale che ha riscosso grande partecipazione. «Nel mese di agosto abbiamo organizzato un concerto tributo dedicato a Lucio Dalla – racconta Piertonio Cuboni, vicepresidente della Cooperativa – grazie alla generosità del pubblico abbiamo raccolto fondi che abbiamo voluto destinare all’ospedale, come segno concreto di riconoscenza verso una struttura fondamentale per l’Ogliastra».
Un gesto che va oltre l’aspetto materiale. «Con questa iniziativa vogliamo riaffermare il ruolo centrale dell’ospedale di Lanusei – sottolinea Cuboni – e sostenere i professionisti che ogni giorno, nonostante le difficoltà, garantiscono cure di qualità ai cittadini».
A condividere lo spirito dell’iniziativa è anche l’Avis di Lanusei. Il presidente Salvatore Marci evidenzia l’importanza dell’umanizzazione delle cure: «Molti pazienti sono anziani o arrivano da territori lontani. Avere una televisione in stanza può alleviare il senso di isolamento e rendere più sopportabile la degenza».
Parole di gratitudine arrivano dalla direzione aziendale. «Ringrazio sinceramente la Cooperativa e l’Avis per questo gesto di grande valore civico – afferma Andrea Fabbo – perché migliorare l’assistenza significa anche prendersi cura del benessere emotivo delle persone ricoverate».
I primi riscontri positivi arrivano direttamente dai reparti. «La presenza delle tv sta avendo effetti concreti – spiega Gian Luigi De Pascali – i pazienti appaiono più sereni e mentalmente stimolati, con una riduzione anche delle richieste di assistenza. Un beneficio per loro e per tutto il personale sanitario».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
