Una carezza ai pazienti e un incoraggiamento a chi cura: nella sua visita all’ospedale N.S. della Mercede il vescovo di Nuoro e Lanusei monsignor Antonello Mura ha voluto lanciare un messaggio di profonda vicinanza umana, non solo ai malati, ma anche a chi è chiamato a “curare e a non girarsi dall’altra parte”. Stamattina il Vescovo si è recato nel nosocomio ogliastrino, per celebrare la “XXXIV Giornata Mondiale del Malato”, accolto e accompagnato dal direttore generale della Asl Ogliastra, Andrea Fabbo e dal direttore del presidio ospedaliero, Luigi Ferrai.
Il Vescovo ha dato inizio alla sua visita nella struttura, con un momento di preghiera comunitaria nella sala d’aspetto del reparto di Radiologia. «La mia presenza qui vuole essere un incoraggiamento per tutto ciò che fate quotidianamente – ha detto monsignor Mura rivolgendosi al personale sanitario – il tema di quest’anno della “Giornata del Malato” è molto significativo, perché ricorda la parabola del “Buon Samaritano”. Questa è una bellissima immagine per rappresentare tutti coloro che si occupano del prossimo, riconoscono negli altri un male e non si voltano dall’altra parte. Nel vostro lavoro non c’è solo la professionalità – prosegue monsignor Mura – ma anche la passione di occuparsi della vita degli altri. Una passione che è possibile esprimere solo attraverso una grande umanità. Ed è questo l’invito che voglio condividere con voi».
Il percorso di visita nell’ospedale ogliastrino, durato oltre due ore, si è svolto attraverso i diversi reparti del nosocomio. Il Vescovo si è soffermato nelle aree di degenza per dedicare parole di conforto agli ammalati e per salutare personalmente medici, infermieri e operatori socio-sanitari, ringraziandoli per il lavoro svolto.
Il direttore generale della Asl Ogliastra, Andrea Fabbo, ha voluto esprimere un sentito ringraziamento a monsignor Mura per la sensibilità dimostrata e per il valore simbolico della sua presenza tra le corsie del presidio: «Ringrazio il vescovo monsignor Antonello Mura per aver accettato l’invito ed essere venuto a trovarci per questa importante ricorrenza – ha dichiarato il Dg – le sue parole di conforto per i pazienti e di stima per i nostri operatori, rappresentano per la nostra Azienda un importante segnale di riconoscimento. Richiamare la parabola del Buon Samaritano – conclude il Dg – ci sprona a proseguire nel nostro impegno quotidiano con rinnovata umanità, ricordandoci che la cura non è solo un atto clinico, ma una forma profonda di attenzione verso l’altro».
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