Buone nuove da Baunei: per la Sagra del Maialetto arriva il marchio di qualità
Ufficialmente conferito il prestigioso marchio "Sagra di Qualità" a partire dall'anno in corso, il 2024.
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Dopo la recente ispezione degli Ispettori dell’UNPLI alla Sagra del maialetto a Baunei il 22 luglio, siamo entusiasti di annunciare che l’esito della valutazione è stato positivo. Di conseguenza, è stato ufficialmente conferito il prestigioso marchio “Sagra di Qualità” a partire dall’anno in corso, il 2024.
La nostra felicità e il nostro orgoglio per questo importante riconoscimento sono palpabili. Desideriamo ringraziare l’UNPLI e esprimere la nostra gratitudine a tutti i volontari della Pro Loco e agli Amici della Sagra. Il loro instancabile impegno ha giocato un ruolo fondamentale nel raggiungimento di questo significativo traguardo.
Guardiamo al futuro con determinazione, promettendo di dedicare il massimo impegno anche alle prossime edizioni. Contiamo sulla vostra partecipazione e sul continuo supporto. Vi invitiamo calorosamente a unirvi a noi per celebrare il successo delle prossime edizioni della Sagra del maialetto!
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Jerzu: nel rione Cuccureddu riapre, dopo il restauro, la chiesa di San Sebastiano

La cerimonia solenne con il Vescovo Mura sancisce la restituzione di un presidio di memoria e socialità.
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La comunità di Jerzu si è riappropriata di uno dei suoi tesori più cari. Con una celebrazione densa di significato, la chiesa di San Sebastiano, situata nel cuore pulsante del rione Cuccureddu, ha riaperto ufficialmente le sue porte. Il restauro, appena ultimato, non ha soltanto restituito decoro e sicurezza a un edificio di pregio architettonico, ma ha riacceso un motore vitale per la vita sociale e comunitaria del paese, confermandosi punto di riferimento imprescindibile per giovani, anziani e famiglie.

Il valore di questo intervento travalica la funzione religiosa: in un centro come Jerzu, luoghi simili agiscono come veri e propri presìdi di comunità, spazi in cui si custodiscono tradizioni e si rafforzano quei legami di solidarietà che definiscono l’appartenenza a un territorio. La solennità del momento è stata sottolineata dalla presenza di S.E. il Vescovo Antonello Mura, che ha presieduto la celebrazione insieme al parroco don Giorgio, testimoniando una vicinanza spirituale e istituzionale accolta con profonda gratitudine dai numerosi fedeli presenti.

Questo traguardo rappresenta una tappa fondamentale di un percorso più ampio dedicato alla tutela del patrimonio locale. Solo tre anni fa, Jerzu aveva festeggiato il restauro della parrocchiale di Sant’Erasmo, seguendo lo stesso modello di collaborazione virtuosa tra enti. Anche per San Sebastiano, il successo è frutto di un lavoro corale che ha visto la Diocesi in prima linea, affiancata dal contributo economico e logistico della Regione Sardegna e del Comune di Jerzu. L’Amministrazione comunale ha ribadito come il sostegno a tali opere rientri pienamente nel proprio ruolo laico, riconoscendo in questi spazi una funzione sociale insostituibile per la coesione del paese.

La riuscita del progetto affonda le radici nell’impegno di figure chiave che si sono succedute nel tempo. Se a don Giorgio va il merito di aver portato a compimento il percorso con instancabile dedizione, la comunità non dimentica il ruolo determinante di don Michele, suo predecessore, che ha gettato le basi necessarie per raggiungere questo risultato. Accanto alle figure religiose, il cuore pulsante del restauro è stato rappresentato dai laici: dal Comitato “Festa di Sant’Antonio Abate e San Sebastiano 2026”, che ha curato l’organizzazione della giornata rendendola indimenticabile, alle tante volontarie e volontari che, nel silenzio di questi anni, si sono presi cura dell’edificio con amore costante.
Con il taglio del nastro e la benedizione dei locali, la chiesa di San Sebastiano smette di essere un cantiere per tornare a essere un bene vivo. La sua riapertura non è solo il completamento di un’opera pubblica, ma un investimento sul futuro di Jerzu, affinché il centro storico continui a essere un luogo di incontro, ascolto e memoria collettiva per le generazioni a venire.
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