In Sardegna c’è una domus de janas decorata talmente bella da chiamarsi “S’incantu”
La sua bellezza risalente a cinquemila anni fa, la rende la più spettacolare tra le 215 dome scolpite o dipinte (e su 3500 totali) scoperte nell’Isola.
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La Tomba dell’Architettura Dipinta, nota come S’Incantu, è la più famosa delle quattro Domus de Janas nella necropoli di monte Siseri, nel comune di Putifigari (SS) in Sardegna.
La sua bellezza risalente a cinquemila anni fa, la rende la più spettacolare tra le 215 dome scolpite o dipinte (e su 3500 totali) scoperte nell’Isola.
L’interno della tomba raggiunge l’apice dell’arte neolitica grazie alla complessità e all’armonia architettonica, alla ricchezza e alla varietà di decori e colori, e alla ricercatezza legata all’attenzione dei popoli prenuragici nei confronti dei defunti. Fu scoperta nel 1989 ed è datata tra il Neolitico recente e l’Eneolitico (3200-2600 a.C.); essa fu utilizzata sino all’epoca romana.
La tomba si trova lungo il pendio del Siseri, a quota 850 metri, ed è la tomba I del sepolcreto scavato ad anfiteatro. A poche decine di metri di distanza si trovano le tombe II e III, parzialmente danneggiate e soggette all’inondazione a causa del crollo parziale dei loro soffitti. Sul versante opposto del monte, a 700 metri dalle altre tre, si trova la quarta tomba chiamata Badde de Janas, anch’essa danneggiata.
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Assalto in tabaccheria a Orune: condannati i due giovanissimi rapinatori

Si chiude il cerchio sulla rapina a mano armata dello scorso ottobre. Un 18enne e un 21enne trasferiti nel carcere di Badu 'e Carros per espiare la pena.
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La giustizia ha fatto il suo corso per i due giovani responsabili della violenta rapina che, lo scorso 4 ottobre, aveva scosso il centro di Orune. I Carabinieri della Compagnia di Bitti e della Stazione locale hanno dato esecuzione a due ordini di carcerazione, emessi dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura di Nuoro, nei confronti di un 21enne e di un 18enne del posto.
I fatti risalgono a pochi mesi fa, quando i due, agendo in pieno giorno, avevano fatto irruzione in una nota tabaccheria del paese. Con il volto travisato da maschere e sotto la minaccia di una pistola, i rapinatori erano riusciti a farsi consegnare circa 2.500 euro in contanti, dileguandosi poi rapidamente tra i vicoli del centro barbaricino.
La fuga era durata poco. Le indagini serrate condotte dagli uomini dell’Arma avevano permesso, in tempi record, di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dei due sospettati. Gli elementi raccolti avevano già portato a una prima misura cautelare subito dopo il delitto, confermando l’efficacia del presidio territoriale dei Carabinieri. Con la conclusione dell’iter processuale di primo grado, per i due giovani si sono aperte le porte del carcere. Entrambi sono stati condannati a una pena detentiva di 3 anni di reclusione per rapina aggravata.
Dopo le formalità di rito espletate in caserma, i militari hanno provveduto alla traduzione degli arrestati presso la Casa Circondariale di Badu ’e Carros a Nuoro. La velocità con cui si è giunti alla condanna definitiva segna un importante punto a favore della sicurezza nella Barbagia, chiudendo una vicenda che aveva destato non poco allarme sociale nella comunità orunese.
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