In Sardegna c’è una domus de janas decorata talmente bella da chiamarsi “S’incantu”
La sua bellezza risalente a cinquemila anni fa, la rende la più spettacolare tra le 215 dome scolpite o dipinte (e su 3500 totali) scoperte nell’Isola.
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La Tomba dell’Architettura Dipinta, nota come S’Incantu, è la più famosa delle quattro Domus de Janas nella necropoli di monte Siseri, nel comune di Putifigari (SS) in Sardegna.
La sua bellezza risalente a cinquemila anni fa, la rende la più spettacolare tra le 215 dome scolpite o dipinte (e su 3500 totali) scoperte nell’Isola.
L’interno della tomba raggiunge l’apice dell’arte neolitica grazie alla complessità e all’armonia architettonica, alla ricchezza e alla varietà di decori e colori, e alla ricercatezza legata all’attenzione dei popoli prenuragici nei confronti dei defunti. Fu scoperta nel 1989 ed è datata tra il Neolitico recente e l’Eneolitico (3200-2600 a.C.); essa fu utilizzata sino all’epoca romana.
La tomba si trova lungo il pendio del Siseri, a quota 850 metri, ed è la tomba I del sepolcreto scavato ad anfiteatro. A poche decine di metri di distanza si trovano le tombe II e III, parzialmente danneggiate e soggette all’inondazione a causa del crollo parziale dei loro soffitti. Sul versante opposto del monte, a 700 metri dalle altre tre, si trova la quarta tomba chiamata Badde de Janas, anch’essa danneggiata.
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Strage di Capaci, l’olio del “Giardino della Memoria” arriva a Nuoro e Lanusei: sarà consacrato per la Pasqua

Consegnate al Vicario del Vescovo le ampolle prodotte dagli ulivi del giardino dove avvenne la strage del 1992. Un simbolo di redenzione che verrà consacrato durante i riti della Settimana Santa.
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Un legame profondo e spirituale unisce oggi il cuore della Sardegna al luogo simbolo della lotta alla mafia. Nella mattinata odierna, presso la Curia Vescovile di Nuoro, si è rinnovato un rito carico di significato: la consegna dell’olio prodotto dai frutti del “Giardino della Memoria” di Capaci.
Il Questore della Provincia di Nuoro, Fortunato Marazzita, accompagnato dal Capo di Gabinetto e dal Dirigente del Commissariato di Lanusei, ha donato alle Diocesi di Nuoro e Lanusei due ampolle contenenti l’olio ricavato dagli ulivi che sorgono laddove, il 23 maggio 1992, l’esplosione mafiosa spezzò le vite di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Il Giardino, curato con dedizione dall’associazione “Quarto Savona 15” (dal nome in codice dell’auto di scorta), ospita piante di ulivo ciascuna dedicata a un servitore dello Stato caduto per mano della criminalità organizzata. Trasformare il frutto di quella terra, un tempo segnata dal sangue e dal dolore, in un olio destinato al culto religioso è un messaggio potente di speranza e legalità.
«Questo olio è un simbolo di redenzione», è stato sottolineato durante l’incontro. Come ogni anno, il prezioso liquido viene offerto a tutte le Diocesi italiane per essere consacrato durante la Messa Crismale della Settimana Santa e utilizzato come Olio Santo nel corso dell’intero Anno Liturgico.
L’incontro è stato anche l’occasione per un momento di raccoglimento e di scambio di auguri in vista delle imminenti festività pasquali. Il Questore Marazzita ha incontrato il Vicario del Vescovo, don Giuseppe Mattana, ribadendo la vicinanza della Polizia di Stato alla comunità e il costante impegno nella difesa dei valori di giustizia e memoria che quell’olio rappresenta.
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