In Sardegna c’è una domus de janas decorata talmente bella da chiamarsi “S’incantu”
La sua bellezza risalente a cinquemila anni fa, la rende la più spettacolare tra le 215 dome scolpite o dipinte (e su 3500 totali) scoperte nell’Isola.
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La Tomba dell’Architettura Dipinta, nota come S’Incantu, è la più famosa delle quattro Domus de Janas nella necropoli di monte Siseri, nel comune di Putifigari (SS) in Sardegna.
La sua bellezza risalente a cinquemila anni fa, la rende la più spettacolare tra le 215 dome scolpite o dipinte (e su 3500 totali) scoperte nell’Isola.
L’interno della tomba raggiunge l’apice dell’arte neolitica grazie alla complessità e all’armonia architettonica, alla ricchezza e alla varietà di decori e colori, e alla ricercatezza legata all’attenzione dei popoli prenuragici nei confronti dei defunti. Fu scoperta nel 1989 ed è datata tra il Neolitico recente e l’Eneolitico (3200-2600 a.C.); essa fu utilizzata sino all’epoca romana.
La tomba si trova lungo il pendio del Siseri, a quota 850 metri, ed è la tomba I del sepolcreto scavato ad anfiteatro. A poche decine di metri di distanza si trovano le tombe II e III, parzialmente danneggiate e soggette all’inondazione a causa del crollo parziale dei loro soffitti. Sul versante opposto del monte, a 700 metri dalle altre tre, si trova la quarta tomba chiamata Badde de Janas, anch’essa danneggiata.
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“Senza Memoria”: a Tortolì uno spettacolo per non dimenticare la Shoah e gli olocausti di ieri e di oggi

Ideato e interpretato da Gisella Vacca, con la partecipazione di Andrea Cocco al pianoforte, lo spettacolo fa parte della rassegna “Pace in terra”, organizzata da Il Crogiuolo.
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Il 28 gennaio, alle 12.15 al Teatro San Francesco di Tortolì, andrà in scena lo spettacolo “Senza Memoria”, prodotto da Il Crogiuolo grazie al contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune.
Ideato e interpretato da Gisella Vacca, con la partecipazione di Andrea Cocco al pianoforte, lo spettacolo fa parte della rassegna “Pace in terra”, organizzata da Il Crogiuolo.
“Senza Memoria” è un percorso teatrale che invita a riflettere sugli orrori della Shoah e sugli olocausti di ieri e di oggi, sottolineando quanto sia facile dimenticare e perdere elementi fondamentali di umanità.
Secondo le parole della stessa Gisella Vacca, “la memoria celebrata della Shoah dovrebbe esigere il lungo termine; la commemorazione dello sterminio per antonomasia dovrebbe costringerci a riflettere quotidianamente su come sia facile dimenticare e smarrire elementi essenziali di umanità… La Shoah non è servita, come non è servita la testimonianza degli innumerevoli genocidi che costellano la storia dell’umanità, segnandola con marchi di disonore”.
Un appuntamento importante per ricordare, riflettere e mantenere viva la memoria delle tragedie che hanno segnato la storia e continuano a essere monito per il presente.
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