In Sardegna c’è una domus de janas decorata talmente bella da chiamarsi “S’incantu”
La sua bellezza risalente a cinquemila anni fa, la rende la più spettacolare tra le 215 dome scolpite o dipinte (e su 3500 totali) scoperte nell’Isola.
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La Tomba dell’Architettura Dipinta, nota come S’Incantu, è la più famosa delle quattro Domus de Janas nella necropoli di monte Siseri, nel comune di Putifigari (SS) in Sardegna.
La sua bellezza risalente a cinquemila anni fa, la rende la più spettacolare tra le 215 dome scolpite o dipinte (e su 3500 totali) scoperte nell’Isola.
L’interno della tomba raggiunge l’apice dell’arte neolitica grazie alla complessità e all’armonia architettonica, alla ricchezza e alla varietà di decori e colori, e alla ricercatezza legata all’attenzione dei popoli prenuragici nei confronti dei defunti. Fu scoperta nel 1989 ed è datata tra il Neolitico recente e l’Eneolitico (3200-2600 a.C.); essa fu utilizzata sino all’epoca romana.
La tomba si trova lungo il pendio del Siseri, a quota 850 metri, ed è la tomba I del sepolcreto scavato ad anfiteatro. A poche decine di metri di distanza si trovano le tombe II e III, parzialmente danneggiate e soggette all’inondazione a causa del crollo parziale dei loro soffitti. Sul versante opposto del monte, a 700 metri dalle altre tre, si trova la quarta tomba chiamata Badde de Janas, anch’essa danneggiata.
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Su Fogone de Sant’Antoni: Baunei celebra Sant’Antonio con il rito del falò in piazza

Appuntamento a Piazza Bingigedda per la grande accensione promossa dai Fedales 1988. Una serata tra canti a tenore, balli sardi e sapori tipici della memoria locale.
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La comunità di Baunei si prepara a rinnovare uno dei riti più sentiti e affascinanti del proprio calendario identitario. Sabato 17 gennaio, la Piazza Bingigedda diventerà il cuore pulsante del paese per la celebrazione del falò di Sant’Antonio, un evento che fonde devozione religiosa, simbolismo ancestrale e spirito di aggregazione sociale. Sotto il cielo invernale dell’Ogliastra, il calore delle fiamme darà il via a una serata dedicata alla riscoperta delle radici più profonde del territorio.

L’organizzazione della manifestazione è curata dai Fedales 1988, che hanno predisposto un programma capace di unire l’aspetto conviviale a quello culturale. Come da tradizione, l’accensione del grande fuoco sarà accompagnata dalla distribuzione della tipica “paniscedda”, il dolce tradizionale legato a questa ricorrenza, offerta ai presenti insieme a un bicchiere di vino rosso locale, simbolo di ospitalità e condivisione.
La dimensione sonora della festa sarà affidata alle voci del Tenore Santu Pedru di Baunei, che con i loro canti antichi rievocheranno atmosfere d’altri tempi, celebrando la ricchezza del patrimonio immateriale sardo. La musica proseguirà poi con le note dell’organetto di Gabriele Tuveri, che scandirà il ritmo dei balli sardi coinvolgendo i residenti e i visitatori intorno al grande braciere.
L’evento rappresenta un momento fondamentale per la vita comunitaria di Baunei, un’occasione in cui il calore del falò non è solo fisico, ma diventa metafora di una comunità che si stringe attorno alla propria storia per tramandarla intatta nel tempo.
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