Esiste un filo sottile e profumato che lega il XIX secolo alla contemporaneità, un filo fatto di zucchero, mandorle e memoria familiare. Questo legame prende forma a Siniscola, presso la Casa del Parco in via Piemonte 35, dove l’artista-pasticciera Anna Gardu inaugura la mostra “Dolce Arte e Cultura”. Non si tratta di una semplice esposizione gastronomica, ma di un viaggio sensoriale dentro l’anima profonda della Sardegna, dove il dolce smette di essere cibo per farsi scultura e narrazione.

Tutto ha inizio con uno stampo di rame e l’intuizione di un uomo visionario: Nicola Colli, bisnonno di Anna. Fu lui, all’ombra del monte Corrasi a Oliena, a dare vita alla Timballa, un dolce monumentale destinato a scandire i momenti più solenni della vita comunitaria, dai battesimi ai matrimoni.

Oggi Anna Gardu raccoglie questo testimone centenario, trasformando la pasta di mandorle croccante e la ghiaccia reale in un “racconto muto”. Osservando da vicino queste creazioni, si scopre un universo di dettagli: le decorazioni non sono semplici ghirigori, ma riproducono con precisione millimetrica i motivi floreali degli abiti tradizionali, la delicatezza della filigrana e persino le pieghe delle gonne tipiche olianesi.

La ricerca artistica di Anna Gardu si è spinta oltre, esplorando territori dove l’oreficeria incontra la pasticceria. Dal 2010, l’artista ha iniziato a reinterpretare i bottoni del costume sardo — antichi simboli punici di fertilità e prosperità — trasformandoli in preziose miniature dolciarie. Realizzati con pasta di mandorle, glassa e colori alimentari, questi “gioielli” rispettano rigorosamente le proporzioni e il significato storico degli originali in oro e argento, celebrando un’eleganza che decora senza ostentare.

Allo stesso modo, la Pavoncella sarda, emblema millenario di rinascita, abbandona per un momento la ceramica e i tessuti per posarsi su una base di zucchero. È un animale mitico che Anna Gardu rende “dolce da guardare e da mangiare”, fondendo la maestria artigiana con un rispetto infinito per le proprie radici.

La mostra “Dolce Arte e Cultura” è un invito a mettersi comodi e ad ascoltare ciò che il marzapane ha da raccontare. Attraverso le mani di Anna Gardu, gli ingredienti più semplici della terra sarda diventano veicoli di una storia collettiva che continua a vivere, evolvendosi dal passato verso il futuro.
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