Come eravamo. Anni ’60, alunni della scuola elementare dell’Istituto Demurtas di Jerzu
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Un salto nel passato ogliastrino con la nostra rubrica “Come eravamo”.
Anni Sessanta, alunni della scuola elementare nel cortile dell’Istituto Amerigo Demurtas di Jerzu. Foto inviata da Maria Lidia Contu di Jerzu.
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Ogliastra, Asl e scuole alleate per prevenire il disagio psicologico tra gli studenti

Gli incontri, a cadenza mensile, si svolgono tra Lanusei, Jerzu e Tortolì e affrontano di volta in volta temi legati ai disturbi del neurosviluppo, come Adhd, Dop e Dsa, senza tralasciare aspetti centrali quali inclusione, educazione emotiva e ansia in adolescenza.
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Costruire un collegamento stabile tra sanità e istruzione per intercettare in tempo le fragilità dei più giovani. È questo l’obiettivo del progetto promosso dal servizio di Neuropsichiatria infantile insieme alla Ssd Psicologia della Asl Ogliastra, che negli ultimi mesi ha coinvolto decine di docenti delle scuole del territorio.
Il percorso formativo, pensato per insegnanti di ogni ordine e grado – dall’infanzia alle superiori – punta a fornire strumenti concreti per riconoscere precocemente i disturbi psicologici e comportamentali negli alunni, ma anche per valorizzarne capacità e risorse.
Gli incontri, a cadenza mensile, si svolgono tra Lanusei, Jerzu e Tortolì e affrontano di volta in volta temi legati ai disturbi del neurosviluppo, come Adhd, Dop e Dsa, senza tralasciare aspetti centrali quali inclusione, educazione emotiva e ansia in adolescenza.
«Prima di avviare il progetto – spiega Paola Cabiddu, psicologa della Asl Ogliastra e referente dell’iniziativa – abbiamo chiesto direttamente ai docenti quali argomenti ritenessero prioritari e quale modalità formativa preferissero». Ne è nato un percorso dal taglio fortemente pratico: dopo una breve introduzione teorica, gli insegnanti partecipano a simulazioni di casi reali ed esercitazioni, imparando a individuare segnali di disagio e a strutturare strategie didattiche mirate.
A guidare i lavori è un’équipe multidisciplinare composta da neuropsichiatri, psicologi, logopedisti, terapisti della riabilitazione psichiatrica, assistenti sociali ed educatrici professionali. Ogni incontro è condotto da uno specialista diverso, in base al tema trattato.
I risultati non si sono fatti attendere. Il confronto diretto tra scuola e sanità ha favorito la nascita di un linguaggio condiviso e ha reso più rapide le segnalazioni al servizio di Neuropsichiatria, permettendo interventi tempestivi. «Non ci occupiamo solo delle difficoltà – sottolinea Cabiddu – ma lavoriamo anche per potenziare le risorse e le competenze degli studenti».
La partecipazione è stata ampia e superiore alle aspettative: in alcuni casi è stato necessario raddoppiare gli appuntamenti più richiesti, con una media di almeno 30 docenti per incontro.
L’intento ora è trasformare l’esperienza in un percorso stabile di formazione continua, un punto di raccordo permanente tra scuola e sanità. «Investire nel dialogo – conclude Cabiddu – significa prevenire che le criticità si cronicizzino, intervenendo prima che diventino emergenze».
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