Panchine nuove a Santa Maria e Baunei grazie alla Classe ‘62
Le panchine hanno avuto origine da un unico masso lavorato con maestria, proveniente dalle nostre montagne.
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Ulassai rafforza il proprio ruolo di centro attivo per la promozione dell’arte contemporanea con la seconda edizione della Biennale di Arte Contemporanea intitolata “Il Significato dell’Opera”. La manifestazione, che si svolgerà dal 21 marzo al 7 giugno 2026, è stata presentata ieri e trasformerà il paese ogliastrino in una piattaforma di ricerca artistica con venti artisti coinvolti, tre curatori ospiti e due sedi espositive. La rassegna nasce nell’ambito del progetto “Ulassai: dove la natura incontra l’arte”, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ed è promossa dal Comune di Ulassai e dalla Fondazione Stazione dell’Arte, con l’organizzazione di Sémata Società Cooperativa. L’iniziativa è dedicata all’eredità artistica di Maria Lai, figura simbolo del dialogo tra arte, territorio e comunità.
Dopo il successo della prima edizione del 2024, la Biennale torna con un nuovo capitolo che approfondisce la dimensione concettuale e collettiva del fare artistico, rilanciando il valore dell’interpretazione e della partecipazione come parti costitutive dell’opera. Il percorso espositivo si svilupperà negli spazi della Stazione dell’Arte e del CaMuC – Casa Museo Cannas, due poli culturali centrali per la vita artistica del territorio che per l’occasione diventeranno luoghi di confronto tra alcune delle realtà più attive nella promozione dell’arte contemporanea in Sardegna.
L’inaugurazione è in programma sabato 21 marzo 2026 alle ore 10:30 al CaMuC, in via Garibaldi 49 a Ulassai, mentre durante tutto il periodo della Biennale sarà possibile visitare anche la collezione permanente dedicata a Maria Lai, presentata con un rinnovato allestimento che attraversa i nuclei più rappresentativi della poetica dell’artista.
La seconda Biennale di Ulassai prende le mosse da una riflessione centrale nel pensiero di Maria Lai, secondo cui l’opera non è un oggetto chiuso ma un processo aperto che si compie nel dialogo tra artista, contesto e pubblico. «L’opera non esisterebbe senza le interpretazioni, che possono essere infinite», affermava l’artista. Da questa premessa nasce un progetto che interroga il rapporto tra autore e opera nel presente, in un momento storico in cui l’arte manifesta una forte vocazione universalistica ma allo stesso tempo cerca radici poetiche e tecniche nel confronto con i territori. Un altro elemento centrale della rassegna è la pluralità dei linguaggi artistici: pittura, scultura, fotografia, installazione, video e pratiche relazionali si intrecciano in un percorso che riflette la complessità del contemporaneo, nel solco dell’approccio interdisciplinare che ha caratterizzato la ricerca di Maria Lai.

Stazione dell’arte_@stazionedellarte
La direzione artistica della Biennale è affidata allo storico e critico d’arte Gianni Murtas, affiancato da Marco Peri. Per questa edizione sono stati coinvolti tre curatori ospiti chiamati a sviluppare progetti espositivi coerenti con il tema della Biennale e capaci di tradurre nel contesto di Ulassai le poetiche maturate nei rispettivi ambiti di ricerca: Giannella Demuro, direttrice artistica del Museo di Arte Ambientale Organica, Ivo Serafino Fenu, coinvolto per il Parco delle Arti Molineddu ideato e diretto da Bruno Petretto, e Francesca Sassu, fondatrice della residenza artistica nocefresca.
La Biennale si configura così come una rete di relazioni tra artisti, curatori e spazi indipendenti che condividono l’impegno a ridefinire il ruolo dell’arte come strumento di partecipazione culturale.
Il progetto espositivo si articola in tre sezioni che coinvolgono complessivamente venti artisti. “Orografie. Arte giovane al Museo Organica”, a cura di Giannella Demuro, riunisce Fabiana Casu, Eleonora Desole, Giuseppe Loi e Davide Mariani in un progetto che nasce dall’incontro tra giovani artisti e natura, intesa non come semplice sfondo ma come interlocutore attivo. Le opere si sviluppano nell’ascolto dei luoghi, nel dialogo con la materia e nei tempi lenti del paesaggio, aprendo una riflessione sulla responsabilità ecologica e sul futuro dei territori. “This Is”, a cura di Ivo Serafino Fenu, presenta dieci artisti riuniti in cinque coppie: Giovanni Carta con Gianni Nieddu, Daniela Frongia con Stefano “Feffo” Porru, Mattia Enna con Daniela e Francesca Manca, Giusy Calia con Antonello Fresu e Sabrina Oppo con Josephine Sassu. Il progetto si ispira a un’espressione della tradizione artigianale sarda ripresa da Eugenio Tavolara e richiama idealmente l’esperienza di Legarsi alla montagna. La terza sezione, “Campo Luminoso.
Luci sulla campagna”, curata da Francesca Sassu per la residenza nocefresca, propone un’indagine poetica e visiva sullo stato attuale della campagna sarda e delle sue piccole comunità. Attraverso fotografia, installazione, video e scultura, Chiara Cordeschi, Laure Jolissaint, Josef Kováč, Renée Lotenero e Simone Mizzotti restituiscono un ritratto caleidoscopico del vivere rurale contemporaneo.
Più che una semplice rassegna espositiva, la Biennale si propone come un dispositivo di relazione tra paesaggio, comunità e pratiche artistiche: un processo aperto, in continua trasformazione, che invita artisti e visitatori a interrogarsi sul significato stesso dell’opera e sul ruolo che l’arte può ancora assumere nello spazio condiviso della vita collettiva.