Arbatax, trovata una tartaruga morta alla Capannina
Si tratta di un evento triste, specialmente perché solo pochi mesi fa un esemplare di tartaruga marina era stato liberato nella spiaggia di Ponente
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Stamattina è stata trovata una tartaruga marina morta, a riva sulla prima spiaggia della Capannina di Arbatax.
Parecchie persone che stavano passeggiando lungo la spiaggia hanno notato il corpo senza vita dell’animale e hanno immediatamente contattato le autorità competenti.
Si tratta di un evento triste, specialmente perché solo pochi mesi fa un esemplare di tartaruga marina era stato liberato nella spiaggia di Ponente, dopo essere stato curato per diversi mesi nel centro di recupero Cres del Sinis.
L’episodio serve a ricordare l’importanza della salvaguardia della fauna marina.
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Dopo le grandi piogge: il fondamentale ruolo dei boschi sardi contro le frane

Dopo l'ondata di piogge torrenziali, l'analisi di Forestas rivela il ruolo vitale delle foreste: una difesa naturale a costo zero che protegge centri abitati e vite umane.
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Passata la furia del ciclone che ha colpito l’Isola il 19 e 20 gennaio, è tempo di bilanci. Se molti centri abitati hanno retto l’urto delle piogge torrenziali, il merito non è solo delle opere ingegneristiche, ma soprattutto dei nostri boschi. Forestas accende i riflettori su quella che definisce una “pompa biologica” e uno “scudo meccanico”: l’ecosistema forestale come presidio insostituibile della Protezione Civile.

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Il segreto della sicurezza idrogeologica risiede nel tempo di corrivazione, ovvero il tempo che una goccia di pioggia impiega per viaggiare dal punto in cui cade fino ai corsi d’acqua. In un terreno nudo: l’acqua corre veloce in superficie, accumulandosi rapidamente e travolgendo tutto. Nel bosco: la chioma degli alberi attutisce l’impatto delle gocce (intercettazione), mentre la lettiera di foglie e rami agisce come una spugna, triplicando i tempi di deflusso.

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Il bosco non è solo un elemento del paesaggio, ma una complessa infrastruttura di sicurezza che opera su tre livelli:
- Ancoraggio Meccanico: le radici, specialmente delle latifoglie mediterranee, penetrano oltre il metro di profondità, “armando” il terreno come tondini di ferro nel cemento. Studi dimostrano che un versante boscato resta stabile fino a pendenze di 5° superiori rispetto a un pendio nudo.
- Permeabilità e Filtro: un suolo forestale assorbe fino a 8 mm di pioggia al minuto, contro i miseri 0,5-2 mm di un terreno degradato. Il bosco “beve” l’acqua anziché lasciarla scivolare via, riducendo i sedimenti erosivi fino al 94%.
- Drenaggio Biologico: gli alberi agiscono come idrovore naturali. Attraverso la traspirazione, restituiscono all’atmosfera il 60-70% dell’acqua ricevuta, riducendo la pressione interna al terreno che è la causa principale degli smottamenti.
La funzione del bosco non è solo ecologica, ma giuridica. Il Decreto Legislativo 34/2018 e la legge forestale sarda impongono vincoli rigorosi: il bosco è un’infrastruttura strategica. La sua gestione sostenibile e la lotta agli incendi non sono solo atti d’amore per la natura, ma interventi cruciali di sicurezza pubblica.

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“La cura forestale è la strategia di mitigazione dei rischi più economica, naturale e sostenibile di cui disponiamo.” Investire nei boschi significa, in ultima analisi, investire sulla resilienza dei nostri paesi contro una crisi climatica che non concede sconti.
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