Lo sapevate? Un tempo a Castiadas c’era uno dei carceri agricoli più grandi d’Italia
Il carcere era dotato di una falegnameria, un’officina meccanica, una farmacia, una stazione postale, una officina dei fabbri e una stazione telefonica. Intorno, ettari di coltivazioni
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La storia del carcere di Castiadas ebbe inizio, per volere di Eugenio Cicognani, nel 1875 in un periodo dell’anno che somigliava all’inferno. Ma i condannati ai lavori forzati, in fila con i loro carcerieri, sbarcarono lo stesso sulla spiaggia di Cala Sinzias. La loro fatica sarebbe stata enorme: doveva sorgere il carcere agricolo più grande della Sardegna e dell’intera Italia e non c’era tempo da perdere.
Mano a mano che il tempo passava, altri detenuti furono trasferiti a Castiadas per contribuire ai lavori. Il carcere era dotato di una falegnameria, un’officina meccanica, una farmacia, una stazione postale, una officina dei fabbri e una stazione telefonica. L’area intorno al carcere venne bonificata e avviata alla coltivazione di ogni sorta di colture agricole come cereali, legumi, frutta e verdura, servite non solo a sostentamento dei reclusi e del personale, ma anche a fini commerciali. Inoltre, il carcere di Castiadas divenne famoso per la produzione di carbone. Il compenso dei detenuti era determinato dal tipo di lavoro svolto.
Il carcere resistette fino al 1952, ma non fu certo un posto lieto: molte persone decisero di porre fine alla loro vita piuttosto che sopportare le dure condizioni del carcere.
Oggi, però, il vecchio carcere è stato recuperato e trasformato in una meta turistica, soprattutto in primavera quando la zona non è ancora presa d’assalto dai turisti e la temperatura è mite. Nel 2015, l’opera di recupero ha riguardato la casa del direttore, le scuderie e un’intera ala del carcere.
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L’Ogliastra si mobilita per la SS 389: a Lanusei il fronte comune per abbattere l’isolamento

Il Consiglio comunale di venerdì 13 marzo ha riacceso i riflettori su una ferita aperta della viabilità sarda: il completamento della strada statale 389
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L’Ogliastra si mobilita per la SS 389: a Lanusei il fronte comune per abbattere l’isolamento.
In una seduta che ha trasformato la Sala consiliare del Comune di Lanusei in un vero e proprio quartier generale del territorio, il Consiglio comunale di venerdì 13 marzo ha riacceso i riflettori su una ferita aperta della viabilità sarda: il completamento della strada statale 389. L’incontro, svoltosi alla presenza di numerosi Consigli Comunali del territorio giunti per fare massa critica, ha analizzato a fondo la situazione attuale di un progetto che non rappresenta più soltanto una striscia di asfalto, ma un’infrastruttura considerata strategica per i collegamenti dell’Ogliastra e per la sua stessa sopravvivenza economica; la discussione si è concentrata con particolare vigore sullo stato di avanzamento del primo lotto, sviscerando le criticità tecniche e burocratiche che ancora ne rallentano la piena fruizione.

Consiglio comunale a Lanusei
Al centro del dibattito sono state poste le questioni legate alla sicurezza stradale, spesso compromessa da un tracciato obsoleto, e l’urgenza di abbattere i tempi di percorrenza che oggi penalizzano cittadini, imprese e turisti; proprio il completamento della SS 389 è stato indicato dai presenti come un passaggio importante per migliorare la mobilità del territorio, agendo come leva fondamentale per superare le criticità legate all’isolamento viario dell’Ogliastra.
In un momento di confronto dedicato alle prospettive di sviluppo della viabilità ogliastrina, è emersa la consapevolezza che garantire collegamenti più efficienti con il resto dell’isola non sia un lusso, bensì una necessità primaria per garantire i servizi essenziali e la competitività delle aziende locali; per questo motivo, i rappresentanti istituzionali hanno ribadito la volontà di perseguire un obiettivo comune da seguire con la massima attenzione, lavorando in sinergia per difendere il diritto alla mobilità e sostenere lo sviluppo del territorio attraverso un’azione corale che non lasci spazio a ulteriori rinvii.
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