Lo sapevate? Un tempo a Castiadas c’era uno dei carceri agricoli più grandi d’Italia
Il carcere era dotato di una falegnameria, un’officina meccanica, una farmacia, una stazione postale, una officina dei fabbri e una stazione telefonica. Intorno, ettari di coltivazioni
canale WhatsApp
La storia del carcere di Castiadas ebbe inizio, per volere di Eugenio Cicognani, nel 1875 in un periodo dell’anno che somigliava all’inferno. Ma i condannati ai lavori forzati, in fila con i loro carcerieri, sbarcarono lo stesso sulla spiaggia di Cala Sinzias. La loro fatica sarebbe stata enorme: doveva sorgere il carcere agricolo più grande della Sardegna e dell’intera Italia e non c’era tempo da perdere.
Mano a mano che il tempo passava, altri detenuti furono trasferiti a Castiadas per contribuire ai lavori. Il carcere era dotato di una falegnameria, un’officina meccanica, una farmacia, una stazione postale, una officina dei fabbri e una stazione telefonica. L’area intorno al carcere venne bonificata e avviata alla coltivazione di ogni sorta di colture agricole come cereali, legumi, frutta e verdura, servite non solo a sostentamento dei reclusi e del personale, ma anche a fini commerciali. Inoltre, il carcere di Castiadas divenne famoso per la produzione di carbone. Il compenso dei detenuti era determinato dal tipo di lavoro svolto.
Il carcere resistette fino al 1952, ma non fu certo un posto lieto: molte persone decisero di porre fine alla loro vita piuttosto che sopportare le dure condizioni del carcere.
Oggi, però, il vecchio carcere è stato recuperato e trasformato in una meta turistica, soprattutto in primavera quando la zona non è ancora presa d’assalto dai turisti e la temperatura è mite. Nel 2015, l’opera di recupero ha riguardato la casa del direttore, le scuderie e un’intera ala del carcere.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Da Nuoro a Tortolì: sette imprese premiate dalla Camera di Commercio con il “Premio Fedeltà 2026”

I riconoscimenti sono stati assegnati a imprese dei comuni di Nuoro, Bitti, Bortigali, Dorgali, Orosei, Tortolì e Urzulei, selezionate per la continuità dell’attività, la solidità gestionale e la capacità di affrontare anche le fasi più complesse del mercato.
canale WhatsApp
Si è svolta ieri pomeriggio a Nuoro la cerimonia di consegna del Premio Fedeltà 2026, promossa dalla Camera di Commercio di Nuoro per valorizzare le imprese che, nel corso dei decenni, hanno rappresentato un punto di riferimento per l’economia e la vita sociale del territorio. L’evento, molto partecipato, è stato condotto dalla giornalista Carlotta Lucato.
I riconoscimenti sono stati assegnati a imprese dei comuni di Nuoro, Bitti, Bortigali, Dorgali, Orosei, Tortolì e Urzulei, selezionate per la continuità dell’attività, la solidità gestionale e la capacità di affrontare anche le fasi più complesse del mercato.
Ad aprire la cerimonia è stato il presidente della Camera di Commercio Agostino Cicalò, che ha sottolineato come la longevità d’impresa sia il frutto di una gestione attenta e responsabile, capace di garantire stabilità e prospettive future. Molto apprezzato anche l’intervento dell’ospite d’onore Ferruccio Dardanello, già presidente di Unioncamere, che ha richiamato il valore dell’impresa in un Paese a forte vocazione imprenditoriale, rivolgendo un messaggio di incoraggiamento alle giovani generazioni. Il sindaco di Nuoro Emiliano Fenu ha invece evidenziato l’importanza di premiare le imprese ultracentenarie, ribadendo l’impegno dell’amministrazione comunale a sostegno del tessuto produttivo locale.
Nel corso della cerimonia sono state premiate cinque realtà storiche, selezionate per anzianità di iscrizione al Registro delle Imprese e regolarità contributiva: Carola Basigheddu Srl di Nuoro per il settore Commercio; Sardo Italiana Marmi Graniti Srl di Orosei per l’Industria; Secci Maria Itria Giovanna di Dorgali per l’Agricoltura; Giovanetti Sebastiano di Bitti per l’Artigianato; e la Società Cooperativa Pescatori di Tortolì per la Cooperazione.
Assegnati anche due Premi Speciali: il “Sigillo d’Oro” a Costantino Milia, 96 anni, di Bortigali, fondatore con i fratelli Salvatore e Angelino dell’omonimo gruppo imprenditoriale capace di diversificare gli investimenti dall’allevamento alla lavorazione delle carni fino alla produzione di mangimi; e il premio “Sostenibilità e Innovazione” a Pier Giorgio Lorrai, dentista originario di Urzulei e fondatore della Filar Optomaterials, azienda a conduzione familiare con sede a Tortolì, oggi all’avanguardia nella diagnostica avanzata, nei materiali ottici e nelle tecnologie laser.
«Il Premio Fedeltà – ha dichiarato Agostino Cicalò – rappresenta un riconoscimento pubblico a chi ha saputo costruire nel tempo valore economico e sociale, restando fedele al territorio ma con lo sguardo rivolto al futuro». Il segretario generale Carmelo Battaglia ha infine annunciato l’intenzione di rendere l’iniziativa un appuntamento annuale, per continuare a celebrare le storie più significative dell’imprenditoria locale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
