A Baunei esiste “Su meraculu”: 200 metri di grotte che si affacciano su Cala Sisine
Conosciuta anche come Sa Rutt’e su Meraculu, questa grotta ti porterà attraverso un regno di stalattiti, stalagmiti, pisoliti, vaschette e pavimenti lucidi: pure bellezza, quasi "miracolosa", appunto
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La dissoluzione dei calcari ha portato alla creazione di un gioiello geologico come Sa Rutt’e su Meraculu, meglio conosciuta come la Grotta del Miracolo.
Situata sulle pendici di Baccu Erettili e affacciata su Cala Sisine, questa incredibile grotta è un tesoro della natura che ti lascerà a bocca aperta. La grotta è lunga 200 metri con una temperatura costante di 17°, ed è opulenta di sculture naturali formate da stalattiti, stalagmiti, pisoliti, vaschette e pavimenti lucidi. Camminando attraverso uno stretto corridoio con stalagmiti a forma di cavolfiore, si arriva al vano centrale alto fino a sei metri e lungo oltre cento metri.
Qui si trova una scenografia espressionista di colonne e forme dalle tinte cromatiche affascinanti, comprese una forma d’anfora, una clessidra, un ranocchio e una ricca sala del tesoro. Grazie a un camminamento interno, potrai ammirare i profili delle varie concrezioni e intravedere ambienti ancora da scoprire. Sei pronto per un’esperienza unica?
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Quiz per sardi doc: a che paese appartiene l’elegante abito tradizionale che indossa la bambina?

Un tuffo nei primi del '900: scopriamo insieme i segreti e i ricami di un tesoro del folklore isolano.
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Guardando questa immagine, si viene immediatamente rapiti dall’intensità di uno sguardo che attraversa i secoli. Ma a quale paese appartiene questo splendido abito? Vi diamo qualche indizio: siamo nel cuore dell’Ogliastra, in un paese dove la longevità è di casa e le tradizioni sono custodite con orgoglio dal Gruppo Folk San Gabriele.

Foto di @gruppo_folk_san_gabriele
L’incanto di questa ragazzina ci riporta direttamente ai primi del Novecento, mostrandoci come le giovanissime dell’epoca indossassero versioni in scala dei sontuosi abiti femminili delle loro madri. Ogni elemento della vestizione è un codice preciso di identità e storia locale: sul capo un fazzoletto rosso dal bordo scuro, fissato sapientemente con ganci d’argento che brillano alla luce; sulle spalle “su colore”, un piccolo manto trapezoidale di un rosso acceso che incornicia il viso; la candida camicia bianca ricamata, protetta da “su gippone”, una giacchina in panno viola o marrone, chiusa anch’essa dai caratteristici ganci.
La celebre “sa unnedda”, la gonna in panno marrone, impreziosita da una balza viola e guarnita con raffinate trine dorate che ne sottolineano il movimento, senza dimenticare “s’antalena”, il grembiule che un tempo era rigorosamente in orbace marrone, qui arricchito da una cornice ricamata. Questa giovane, nel suo abito d’epoca, non è solo una comparsa nelle feste patronali, ma un’evocazione vivente delle radici ogliastrine. Avete indovinato di quale comune stiamo parlando? Si tratta della splendida Villagrande Strisaili, dove il passato continua a sfilare nel presente con intatta bellezza.
Foto di @gruppo_folk_san_gabriele condivisa dalla pagina Fb del Comune di Villagrande Strisaili.
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