Lo sapevate? In Sardegna ci sono delle grotte che i nuragici usavano come templi

Sono un complesso carsico di 540 milioni di anni fa ancora "‘vivo" perché le formazioni calcaree sono in continua evoluzione: ecco come lo usavano i nuragici
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C’è una magia che riposa nel sottosuolo dell’Iglesiente, quella creata dalle grotte di su Mannau, nel territorio di Fluminimaggiore, nella Sardegna meridionale.
Sono un complesso carsico di 540 milioni di anni fa ancora “‘vivo” perché le formazioni calcaree sono in continua evoluzione.
L’antro s’insinua per otto chilometri nel cuore della terra con due rami principali: quello sinistro originato dal fiume Placido, con spettacolari condotti e saloni, quello destro, il maggiore e quasi ‘orizzontale’, originato dal fiume Rapido. La lunghezza totale è di 8 chilometri ed il punto più alto è di 153 m.
La parte visitabile è composta da numerose sale abbellite con concrezioni, stalattiti, stalagmiti (la più alta misura 11 metri), colonne che si innalzano fino a 15 m, cristalli di aragonite, laghi sotterranei.
La sala archeologica è un grande tempio ipogeo sin da epoca prenuragica: i resti di lucerne a olio, ritrovati qui, ricordano i riti del culto dell’acqua. Gli studiosi ritengono che anticamente fu un tempio ipogeico dove circa 3000 anni fa sacerdoti nuragici praticavano antichi riti legati all’acqua sacra ed in qualche modo collegato al tempio di Antas, non lontano.

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Perdasdefogu dice addio a Tzia Jolanda Mura, una delle sue centenarie

La notizia della sua scomparsa lascia un grande vuoto a Perdasdefogu, paese che da sempre si distingue per la longevità dei suoi abitanti e che considera i suoi anziani un patrimonio da custodire.
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L’Ogliastra perde oggi una delle sue preziose testimoni di vita e memoria. Da Perdasdefogu è arrivata la triste notizia della scomparsa di Tzia Jolanda Mura, che si è spenta all’età di 100 anni.
Figura cara alla comunità, con la sua lunga esistenza aveva attraversato un secolo di storia, portando con sé il valore della memoria, della famiglia e delle tradizioni. Come tante donne ogliastrine, ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per chi le è stato accanto.
La notizia della sua scomparsa lascia un grande vuoto a Perdasdefogu, paese che da sempre si distingue per la longevità dei suoi abitanti e che considera i suoi anziani un patrimonio da custodire.
Ringraziamo Pierino Vargiu e Angela Mereu per la fotografia di Tzia Jolanda.

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