La curiosità. Perchè in Sardegna non esistono le vipere?
L'assenza di questi rettili ha a che fare con la separazione della Sardegna dal continente europeo di milioni di anni fa. Ecco la spiegazione completa
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La Sardegna si separò dal continente europeo 25-28 milioni di anni fa, dopo il distacco della microplacca sardocorsa, mentre i Viperidi giunsero in Europa, dall’Asia, in tempi più recenti.
La separazione dovuta al mare impedì dunque il riprodursi in Sardegna di questi rettili.
Come riporta Focus, sembra che le vipere abbiamo però vissuto in Sardegna 20 milioni di anni fa e poi circa 8 milioni di anni fa. Ma essendo abituati ad ambienti caldi, quando sopraggiunsero epoche più fredde si estinsero.
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Perché la grande Maria Lai diceva che “L’arte è il gioco degli adulti”?

Fin da bambina, Lai trascorreva ore a tessere, disegnare e inventare storie, trasformando fili e stoffe in mondi immaginari. Crescendo, portò quella stessa leggerezza nell’arte adulta. Oggi vi raccontiamo perchè
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“L’arte è il gioco degli adulti” è una celebre frase di Maria Lai, che esprime la sua visione dell’arte come strumento per riscoprire la creatività, l’immaginazione e il legame sociale, utilizzando il gioco come linguaggio universale per superare barriere e interpretare il mondo. Per lei, l’arte trasforma la vita quotidiana in esperienza artistica attraverso riti e simboli, spesso legati alla tessitura, alla fiaba e alla tradizione sarda.
Fin da bambina, Lai trascorreva ore a tessere, disegnare e inventare storie, trasformando fili e stoffe in mondi immaginari. Crescendo, portò quella stessa leggerezza nell’arte adulta: le sue opere sono giochi poetici con lo spazio, la comunità e la memoria. Il gioco, per Lai, non è infantile, ma un serio processo di conoscenza che gli adulti hanno dimenticato, e che lei ripropone attraverso opere interattive come i libri e le fiabe cucite.
Il suo progetto più celebre, “Legarsi alla montagna”, ne è un esempio straordinario: l’intero paese di Ulassai partecipò a legare con fili case e tetti, trasformando il paesaggio in un’opera collettiva. Un gesto creativo che univa le persone e raccontava storie di appartenenza e coesione.
Per Maria Lai, creare era giocare con la realtà, stupirsi del mondo e tessere legami invisibili tra memoria, comunità e bellezza. Una visione che rende la sua arte universale, profonda e incredibilmente vicina all’esperienza di ognuno di noi.
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