Perché iniziare a praticare yoga? La parola all’insegnante ogliastrina Gemma Loi
Oggi ne parliamo con l'insegnante tortoliese Gemma Loi, che da anni si dedica a questa disciplina.
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Lo yoga è una disciplina nata in India migliaia di anni fa allo scopo di migliorare la vita dei praticanti sia a livello fisico che spirituale. Non a caso la parola “yoga” significa “unione” e, nonostante molte persone oggi credano si tratti di una vera e propria attività fisica per rimettersi in forma che ti permette di accavallare le gambe dietro la testa, in realtà lo yoga resta una disciplina fortemente spirituale. Ma, soprattutto, una disciplina che tutti possono praticare. Sono tanti i motivi per cui è bene iniziare a fare yoga, basti solo pensare che spesso è utilizzato anche per combattere la depressione.
Oggi ne parliamo con l’insegnante tortoliese Gemma Loi, che da anni si dedica a questa disciplina.

Che tipologia di yoga proponi ai tuoi studenti?
Quali sono i benefici dello yoga e a chi è rivolto?

Cos’è lo yoga per te?
YOGA significa unione, diventare uno, mettere in contatto l’anima individuale con quella universale. Possiamo chiamarlo come preferiamo, universo, consapevolezza superiore, Dio, energia. Si tratta di un percorso che attraverso la rimozione di ostacoli ci permette di scoprire la nostra essenza. In un mondo sempre meno unito lasciare andare l’ego e aprirsi a qualcosa di più grande penso possa davvero fare la differenza. I motivi per i quali ci si avvicina allo yoga sono tanti. Per molti è un modo di rilassarsi, alcuni ricercano un allenamento intenso e un corpo scolpito, altri invece l’armonia interiore e l’equilibrio. C’è chi si avvicina consapevolmente alla ricerca di una crescita personale. Io penso che tutti i motivi siano validi. Come insegnante cerco di offrire un sostegno ispirato, creando lezioni sicure e stimolanti dove esplorare e sperimentare il corpo, la mente e lo spirito. Le intenzioni durante la pratica sono sempre personali.
Credi sia una disciplina adatta anche ai bambini? Se sì, perchè?
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Strage di Capaci, l’olio del “Giardino della Memoria” arriva a Nuoro e Lanusei: sarà consacrato per la Pasqua

Consegnate al Vicario del Vescovo le ampolle prodotte dagli ulivi del giardino dove avvenne la strage del 1992. Un simbolo di redenzione che verrà consacrato durante i riti della Settimana Santa.
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Un legame profondo e spirituale unisce oggi il cuore della Sardegna al luogo simbolo della lotta alla mafia. Nella mattinata odierna, presso la Curia Vescovile di Nuoro, si è rinnovato un rito carico di significato: la consegna dell’olio prodotto dai frutti del “Giardino della Memoria” di Capaci.
Il Questore della Provincia di Nuoro, Fortunato Marazzita, accompagnato dal Capo di Gabinetto e dal Dirigente del Commissariato di Lanusei, ha donato alle Diocesi di Nuoro e Lanusei due ampolle contenenti l’olio ricavato dagli ulivi che sorgono laddove, il 23 maggio 1992, l’esplosione mafiosa spezzò le vite di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Il Giardino, curato con dedizione dall’associazione “Quarto Savona 15” (dal nome in codice dell’auto di scorta), ospita piante di ulivo ciascuna dedicata a un servitore dello Stato caduto per mano della criminalità organizzata. Trasformare il frutto di quella terra, un tempo segnata dal sangue e dal dolore, in un olio destinato al culto religioso è un messaggio potente di speranza e legalità.
«Questo olio è un simbolo di redenzione», è stato sottolineato durante l’incontro. Come ogni anno, il prezioso liquido viene offerto a tutte le Diocesi italiane per essere consacrato durante la Messa Crismale della Settimana Santa e utilizzato come Olio Santo nel corso dell’intero Anno Liturgico.
L’incontro è stato anche l’occasione per un momento di raccoglimento e di scambio di auguri in vista delle imminenti festività pasquali. Il Questore Marazzita ha incontrato il Vicario del Vescovo, don Giuseppe Mattana, ribadendo la vicinanza della Polizia di Stato alla comunità e il costante impegno nella difesa dei valori di giustizia e memoria che quell’olio rappresenta.
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