Perché iniziare a praticare yoga? La parola all’insegnante ogliastrina Gemma Loi
Oggi ne parliamo con l'insegnante tortoliese Gemma Loi, che da anni si dedica a questa disciplina.
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Lo yoga è una disciplina nata in India migliaia di anni fa allo scopo di migliorare la vita dei praticanti sia a livello fisico che spirituale. Non a caso la parola “yoga” significa “unione” e, nonostante molte persone oggi credano si tratti di una vera e propria attività fisica per rimettersi in forma che ti permette di accavallare le gambe dietro la testa, in realtà lo yoga resta una disciplina fortemente spirituale. Ma, soprattutto, una disciplina che tutti possono praticare. Sono tanti i motivi per cui è bene iniziare a fare yoga, basti solo pensare che spesso è utilizzato anche per combattere la depressione.
Oggi ne parliamo con l’insegnante tortoliese Gemma Loi, che da anni si dedica a questa disciplina.

Che tipologia di yoga proponi ai tuoi studenti?
Quali sono i benefici dello yoga e a chi è rivolto?

Cos’è lo yoga per te?
YOGA significa unione, diventare uno, mettere in contatto l’anima individuale con quella universale. Possiamo chiamarlo come preferiamo, universo, consapevolezza superiore, Dio, energia. Si tratta di un percorso che attraverso la rimozione di ostacoli ci permette di scoprire la nostra essenza. In un mondo sempre meno unito lasciare andare l’ego e aprirsi a qualcosa di più grande penso possa davvero fare la differenza. I motivi per i quali ci si avvicina allo yoga sono tanti. Per molti è un modo di rilassarsi, alcuni ricercano un allenamento intenso e un corpo scolpito, altri invece l’armonia interiore e l’equilibrio. C’è chi si avvicina consapevolmente alla ricerca di una crescita personale. Io penso che tutti i motivi siano validi. Come insegnante cerco di offrire un sostegno ispirato, creando lezioni sicure e stimolanti dove esplorare e sperimentare il corpo, la mente e lo spirito. Le intenzioni durante la pratica sono sempre personali.
Credi sia una disciplina adatta anche ai bambini? Se sì, perchè?
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Prelievo multiorgano all’ospedale di Lanusei: fegato e reni di una 83enne per salvare altre vite

Arriva dall’Ogliastra una bella storia di solidarietà. Protagonista una donna ricoverata nei giorni scorsi a Lanusei in condizioni gravissime. Dopo l’accertamento della morte encefalica, è stato effettuato il prelievo del fegato e dei reni. Il consenso era stato espresso in vita dalla paziente.
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Arriva dall’Ogliastra una bella storia di solidarietà. Protagonista una donna di 83 anni, ricoverata nei giorni scorsi all’ospedale Nostra Signora della Mercede di Lanusei in condizioni gravissime. Dopo l’accertamento della morte encefalica, è stato effettuato il prelievo del fegato e dei reni. Il consenso alla donazione era stato espresso in vita dalla paziente.
E così, dalla morte è nata la speranza per tre vite. Grazie alla sensibilità e all’altruismo della donna, il fegato e un rene verranno donati a due malati sardi in attesa di trapianto al Brotzu, mentre il secondo rene sarà destinato a un paziente fuori regione.
La donna era stata ricoverata alcuni giorni fa nella Terapia intensiva del Nostra Signora della Mercede in condizioni molto gravi. Successivamente il suo quadro clinico è peggiorato, con l’evoluzione fino alla morte encefalica, accertata dalla commissione composta dal dottor Luigi Ferrai, direttore del presidio ospedaliero di Lanusei, dal dottor Francesco Loddo, direttore della Struttura complessa di Anestesia e Rianimazione del Nostra Signora della Mercede, e dalla dottoressa Silvia Barca, neurologa del reparto di Medicina del nosocomio ogliastrino.
Il prelievo del fegato è stato effettuato dall’équipe chirurgica proveniente dall’ospedale Brotzu di Cagliari, diretta dal dottor Fausto Zamboni del Centro trapianti di fegato. Per il prelievo dei reni è intervenuta una seconda squadra di chirurghi, sempre proveniente dal Brotzu: l’équipe di Urologia e Trapianto del rene, diretta dal dottor Andrea Solinas.
Il gruppo di medici cagliaritani è stato coadiuvato nel delicato intervento da un’équipe multidisciplinare dell’ospedale di Lanusei, composta dal chirurgo dottor Giovanni Pietro Paolo Gusai e da una squadra di anestesisti, strumentisti e infermieri di anestesia. Un’operazione complessa, con l’ospedale ogliastrino che ancora una volta si è fatto trovare pronto ad affrontare la situazione.
Il successo dell’intero processo non sarebbe stato possibile senza il perfetto coordinamento dei diversi servizi e delle strutture ospedaliere: dal reparto di Rianimazione, dove la paziente era ricoverata, al supporto fondamentale della Radiologia, del Laboratorio analisi e del Centro trasfusionale.
«Questo straordinario gesto di solidarietà dimostra che, nonostante l’ageismo imperante, anche una persona anziana in buone condizioni cliniche può dare un contributo vitale alla società attraverso la donazione degli organi – sottolinea Andrea Fabbo, direttore generale della Asl Ogliastra –. La Geriatria non guarda l’età, ma la funzione».
«Questa vicenda ci ricorda ancora una volta l’importanza di manifestare la propria volontà di donare – evidenzia il dottor Francesco Loddo –. Un gesto che può avvenire anche in occasioni facilmente accessibili, come il rinnovo della carta d’identità. L’esempio di questa donna – conclude il primario – testimonia anche il grande valore sociale della donazione, che può tradursi in un’opportunità di cura e rinascita per molti malati».
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