Perché iniziare a praticare yoga? La parola all’insegnante ogliastrina Gemma Loi
Oggi ne parliamo con l'insegnante tortoliese Gemma Loi, che da anni si dedica a questa disciplina.
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Lo yoga è una disciplina nata in India migliaia di anni fa allo scopo di migliorare la vita dei praticanti sia a livello fisico che spirituale. Non a caso la parola “yoga” significa “unione” e, nonostante molte persone oggi credano si tratti di una vera e propria attività fisica per rimettersi in forma che ti permette di accavallare le gambe dietro la testa, in realtà lo yoga resta una disciplina fortemente spirituale. Ma, soprattutto, una disciplina che tutti possono praticare. Sono tanti i motivi per cui è bene iniziare a fare yoga, basti solo pensare che spesso è utilizzato anche per combattere la depressione.
Oggi ne parliamo con l’insegnante tortoliese Gemma Loi, che da anni si dedica a questa disciplina.

Che tipologia di yoga proponi ai tuoi studenti?
Quali sono i benefici dello yoga e a chi è rivolto?

Cos’è lo yoga per te?
YOGA significa unione, diventare uno, mettere in contatto l’anima individuale con quella universale. Possiamo chiamarlo come preferiamo, universo, consapevolezza superiore, Dio, energia. Si tratta di un percorso che attraverso la rimozione di ostacoli ci permette di scoprire la nostra essenza. In un mondo sempre meno unito lasciare andare l’ego e aprirsi a qualcosa di più grande penso possa davvero fare la differenza. I motivi per i quali ci si avvicina allo yoga sono tanti. Per molti è un modo di rilassarsi, alcuni ricercano un allenamento intenso e un corpo scolpito, altri invece l’armonia interiore e l’equilibrio. C’è chi si avvicina consapevolmente alla ricerca di una crescita personale. Io penso che tutti i motivi siano validi. Come insegnante cerco di offrire un sostegno ispirato, creando lezioni sicure e stimolanti dove esplorare e sperimentare il corpo, la mente e lo spirito. Le intenzioni durante la pratica sono sempre personali.
Credi sia una disciplina adatta anche ai bambini? Se sì, perchè?
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Lanusei 1958, uno scatto di Weber racconta un’altra epoca

Uno scatto di Weber che mostra i carabinieri a cavallo nel centro di Lanusei nel lontano 1958 restituisce un frammento prezioso di memoria collettiva, un’immagine capace di riportare indietro nel tempo e di raccontare con forza evocativa un paese diverso, sospeso tra tradizione e modernità, in un’Italia che stava cambiando volto.
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Lanusei 1958, uno scatto di Weber racconta un’altra epoca.
Uno scatto di Weber che mostra i carabinieri a cavallo nel centro di Lanusei nel lontano 1958 restituisce un frammento prezioso di memoria collettiva, un’immagine capace di riportare indietro nel tempo e di raccontare con forza evocativa un paese diverso, sospeso tra tradizione e modernità, in un’Italia che stava cambiando volto.
Nella fotografia si notano le vecchie auto parcheggiate lungo la strada, simbolo di un’epoca in cui la motorizzazione iniziava a diffondersi, e i poster relativi alla campagna elettorale affissi sui muri, segni tangibili di una stagione politica intensa e partecipata, mentre i carabinieri, protagonisti dello scatto, avevano ancora la vecchia divisa estiva, dettaglio che contribuisce a definire con precisione l’atmosfera e il contesto storico.
L’immagine non è soltanto una testimonianza visiva, ma un documento che racchiude abitudini, stili e dinamiche sociali del passato ogliastrino, offrendo uno spaccato autentico del centro di Lanusei così come appariva oltre sessant’anni fa. Ringraziamo per la segnalazione la nostra lettrice Rosy Aresu, che ha voluto condividere questo ricordo con la comunità, contribuendo a preservare e valorizzare la memoria storica del territorio. L’invito è rivolto a tutti: invia anche tu le foto del passato ogliastrino alla mail [[email protected]](mailto:[email protected]) indicando luogo e anno dello scatto, per continuare a costruire insieme un archivio condiviso di immagini e storie che raccontano le radici e l’identità dell’Ogliastra.
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