Accadde oggi: 30 novembre 1979, esce l’album The Wall, capolavoro dei Pink Floyd
Il capolavoro del gruppo inglese è uscito il 30 Novembre del 1979. Si tratta di un'opera rock incentrata sulla storia di un personaggio fittizio: una rockstar di nome Pink che, a causa di una serie di traumi psicologici, arriva a costruirsi un "muro" mentale attorno ai propri sentimenti dietro al quale si isola. Il successo fu enorme: si tratta di uno degli album doppi più venduti nella storia. Ma ancora tanti muri dividono il pianeta.
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Il capolavoro del gruppo inglese è uscito il 30 Novembre del 1979.
Si tratta di un’opera rock incentrata sulla storia di un personaggio fittizio: una rockstar di nome Pink che, a causa di una serie di traumi psicologici, arriva a costruirsi un “muro” mentale attorno ai propri sentimenti dietro al quale si isola. I disagi, soprattutto infantili, che portano Pink a questa scelta drammatica sono la morte del padre verso la fine della seconda guerra mondiale, la madre iperprotettiva, gli insegnanti scolastici eccessivamente autoritari ed avvezzi alle punizioni corporali e i tradimenti della moglie.
Il brano simbolo del disco è Another brick in the wall, il brano in cui il coro di bambini chiede agli insegnanti di lasciare stare i ragazzi da soli, di non indottrinarli.
Il successo fu enorme: si tratta di uno degli album doppi più venduti nella storia.
Nel 1982 uscirà il film del regista Alan Parker, Pink Floyd The Wall, con Bob Geldof nei panni del protagonista. Dieci anni dopo la sua realizzazione, The Wall divenne un simbolo: Waters fu chiamato a Berlino, un anno dopo la caduta del Muro, a suonare il suo album. Ma ancora tanti muri dividono il pianeta.
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Trapianti riusciti tra Sardegna e Milano: tre vite salvate grazie a una donazione a Lanusei

Trapiantati con successo i reni e il fegato prelevati da una donna di 83 anni deceduta nel nosocomio ogliastrino
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Un gesto di straordinaria generosità, unito a un’eccellenza sanitaria sempre più consolidata, ha permesso di salvare tre vite all’ospedale Nostra Signora della Mercede di Lanusei. Il fegato e i due reni prelevati lo scorso 10 marzo da una donna ogliastrina di 83 anni sono stati trapiantati con successo.
Gli organi hanno ridato speranza a tre pazienti: il fegato e uno dei reni sono stati destinati a due uomini sardi, rispettivamente di 72 e 69 anni, mentre il secondo rene è stato trapiantato a una donna di 64 anni presso un centro specializzato di Milano.
La protagonista di questa vicenda è la donatrice, che in vita aveva espresso il consenso alla donazione degli organi, lasciando un esempio concreto di altruismo e senso civico. Dopo il suo decesso, avvenuto in seguito a un grave peggioramento clinico culminato nella morte encefalica, si è attivata una complessa macchina organizzativa e sanitaria.
Determinante il lavoro dell’équipe multidisciplinare dell’ospedale di Lanusei, coordinata dal chirurgo Giovanni Pietro Paolo Gusai e composta da anestesisti, infermieri e personale di sala operatoria, che ha collaborato con le squadre specialistiche arrivate dall’ospedale Brotzu di Cagliari. In particolare, sono intervenuti il Centro trapianti di fegato guidato dal dottor Fausto Zamboni e il team di Urologia e Trapianto del rene diretto dal dottor Andrea Solinas.
«Questo straordinario risultato è prima di tutto il frutto di un gesto d’amore che onora la memoria della donatrice – ha dichiarato Andrea Fabbo, direttore generale della Asl Ogliastra – e dimostra al contempo l’altissimo livello dei nostri professionisti, capaci di gestire processi clinici e organizzativi complessi. Essere parte della rete trapianti è per noi motivo di grande orgoglio».
A sottolineare il valore del coordinamento è anche Francesco Loddo, direttore della struttura complessa di Anestesia e Rianimazione e coordinatore locale trapianti: «Il successo è stato possibile grazie a un articolato lavoro di squadra. Dalla Rianimazione alla sala operatoria, fino al collegamento con la rete trapiantologica regionale e nazionale, ogni fase è stata fondamentale».
Nel percorso sono stati coinvolti il Centro Regionale Trapianti, il Centro Nazionale Trapianti e, per questo intervento, anche la rete del Nord Italian Transplant Program (NITp) di Milano.
A distanza di due settimane dal prelievo, è arrivata la conferma ufficiale: tutti i trapianti sono riusciti. Tre persone oggi possono guardare al futuro con rinnovata speranza, grazie a un gesto che trasforma il dolore in vita.
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