Il territorio sardo come “museo aperto”: la Sardegna verso l’Unesco per il riconoscimento del paesaggio culturale regionale
Il Consiglio comunale ha approvato all'unanimità un ordine del giorno anche per la definizione del territorio sardo quale “museo aperto”
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Il Comune di Cagliari si muove verso l’Unesco. Insieme a oltre 150 Comuni della Sardegna che già hanno approvato l’importante atto che punta al riconoscimento del paesaggio culturale sardo, anche il Capoluogo regionale chiede all’unanimità, che venga riconosciuta la specificità storica, culturale, ambientale, espressa attraverso migliaia di manufatti che la storia ha lasciato ai cittadini.
“È stato aggiunto un importante tassello che consolida il valore di un progetto unitario, forte e identitario”, spiega Raffaele Onnis, capogruppo dei Riformatori Sardi relatore della proposta discussa e approvata nel corso dell’ultima seduta dal Consiglio comunale. “Insieme possiamo e dobbiamo costruire il futuro della nostra Isola, partendo da quel che di più prezioso abbiamo: il paesaggio culturale e le sue espressioni nel tempo”.
Diversi i consiglieri intervenuti per dare il proprio contributo al dibattito: Camilla Soru (PD) ha rimarcato la coerenza dell’atto per la tutela del Paesaggio in coerenza con il Piano paesistico regionale; Roberto Mura (PSD’Az) cofirmatario della proposta; Matteo Lecis Cocco Ortu (PD) ha definito positiva la proposta perché punta nella direzione della tutela e valorizzazione del Paesaggio come faro guida; Umberto Ticca (Riformatori Sardi) ha parlato dell’importanza del patrimonio culturale sardo, da valorizzare sotto ogni profilo, in primis economico; Guido Portoghese (PD) ha sottolineato la bontà dell’atto per il riconoscimento della specificità storica dell’intero Paesaggio culturale e archeologico, piuttosto che di un singolo manufatto; Francesca Mulas (Progressiti) ha definito l’iniziativa una proposta che merita plauso e sostegno, auspicando che possa essere di supporto alla ricerca della verità storica scientifica del passato. Dello stesso avviso anche Marzia Cilloccu (Progetto Comune).
Il progetto ha raccolto sino a oggi il consenso della politica, del mondo accademico, della cultura e della scienza, e si inserisce nell’ambito delle iniziative volte all’inserimento del principio di insularità in Costituzione.
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“Revolution of Souls”: presto il nuovo singolo di Stefania Sistu e Daniele Pireddu

Con “Revolution of Souls” si invita a guardare oltre il caos della contemporaneità, a cercare una luce nelle ombre e a trovare nella musica lo spazio per una propria rivoluzione interiore.
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Stefania Sistu e Daniele Pireddu inaugurano il 2026 con “Revolution of Souls”, un singolo autoprodotto che unisce testo e arrangiamenti vocali di Stefania alla musica, al basso e agli arrangiamenti di Daniele.
Il brano nasce con un messaggio chiaro e attuale. In un mondo segnato da tensioni geopolitiche, rapide evoluzioni tecnologiche e un’ondata di violenza crescente, la canzone affronta il tema della manipolazione dei modelli di vita e dell’influenza inconsapevole dei messaggi che arrivano dall’alto. “Revolution of Souls” propone una riflessione sulla necessità di risveglio e resilienza, anticipando la speranza di un cambiamento necessario.
Il videoclip, realizzato da Daniele Pireddu, mostra una rosa nera, simbolo di speranza, che accompagna visivamente il messaggio del brano.

Revolution of Souls
La produzione ha potuto contare sulla professionalità di Manu Canu, che ha seguito registrazioni e mastering, valorizzando ogni dettaglio del progetto.
Dopo questo singolo, Stefania Sistu annuncia l’arrivo di un nuovo brano, tratto dal suo primo album “L’altra Me”, rivisitato in chiave moderna. Il duo, noto anche come Echoss Duo, ha inoltre in programma esibizioni live; tutti i dettagli sono disponibili sul profilo Instagram ufficiale.
Con “Revolution of Souls” si invita a guardare oltre il caos della contemporaneità, a cercare una luce nelle ombre e a trovare nella musica lo spazio per una propria rivoluzione interiore.

Daniele Pireddu
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