È nel 1989, il 17 gennaio precisamente, che Pietro Paolo Brau trova la morte in piazza Su Cantaru – pieno centro abitato. Era fidanzato con Filomena Brau, figlia di Salvatore (ucciso nel 1987). La faida che colpisce le famiglie Marceddu-Brau è spietata, non tiene conto di nessuno. Pietro Paolo Brau è solo uno dei tanti nomi. Tutto inizia nel lontano 1982, l’8 maggio.
Il primo morto di una faida che continua per lungo tempo è Paolino Manunta. Poi, tutto si complica: due fazioni si fanno guerra, seminando morte e panico. Dal 1982 a ora, più di quindici persone hanno perso la vita a causa di questa guerra senza un perché.
Una spirale di morte e distruzione senza fine. Non vengono risparmiati ragazzi (ricordiamo Orlando Pilia, morto a 14 anni con il padre Salvatore) né donne (Giampiera Marceddu, moglie dell’allora sindaco), in questa furia omicida.
Bar, strade, campagne: tutti sono posti pericolosi, potenziali luoghi di sangue e di devastazione. Sotto gli occhi di passanti attoniti, di familiari disperati e di conoscenti che poco possono fare contro il male, si uccide.
Sardegna, l’Isola che sfida il tempo: su National Geographic il progetto che svela il segreto della Blue Zone
Oltre la Blue Zone: Gianluca Lanciai esplora, con il progetto Timeland, il legame indissolubile che lega uomo e paesaggio in Sardegna. L'Isola dove il tempo sembra essersi fermato.
Esiste un luogo dove il cronometro della biologia umana rallenta fino quasi a sincronizzarsi con il respiro dei graniti e degli olivastri millenari. Questa terra è la Sardegna, cuore pulsante di una delle cinque Blue Zones mondiali, un’area che da decenni affascina la scienza e che oggi diventa il fulcro di un’indagine artistica senza precedenti.
Antonio di Orgosolo. Scatto di Gianluca Lanciai da Timeland, reportage su National Geographic
Attraverso il progetto “Timeland” pubblicato su National Geographic, il fotografo e documentarista Gianluca Lanciai ha intrapreso un’immersione di tre mesi tra Barbagia e Ogliastra, non limitandosi a contare le candeline dei numerosi centenari, ma cercando di catturare l’essenza stessa di una durata che sfida i secoli.
La ricerca della longevità non è più soltanto una questione di tabelle nutrizionali o di genetica isolata. Sebbene la dieta povera di grassi e ricca di prodotti della terra, unita a una costante attività fisica, resti un pilastro fondamentale, il lavoro di Lanciai suggerisce che il segreto risieda in un intreccio più sottile e spirituale. In queste zone, la capacità di durare nel tempo si manifesta attraverso rituali antichi che si ripetono identici a se stessi, mani segnate dal lavoro che conservano una forza insospettabile e una natura che pare partecipare attivamente alla storia delle comunità.
Basilia, 92 anni, di Desulo. Ha praticato per gran parte della sua vita l’arte sartoriale tradizionale di Desulo. Scatto di Gianluca Lanciai da Timeland, reportage su National Geographic
Secondo la visione dell’artista, la longevità sarda si articola su due binari paralleli: quello fisico e quello psicologico. Il primo è scritto nel DNA e nelle abitudini quotidiane, mentre il secondo affonda le radici nella memoria storica e nel senso di appartenenza. Vivere circondati da siti nuragici e tradizioni millenarie conferisce agli abitanti un’identità capace di resistere a ogni mutamento esterno, mantenendo una continuità dell’esistenza che va oltre la singola vita umana. Gli alberi secolari, guardiani silenziosi di leggende tramandate oralmente, e le fonti sacre utilizzate da tempi immemori diventano così i testimoni di un legame viscerale con l’ambiente circostante.
Scatto di Gianluca Lanciai da Timeland, reportage su National Geographic
L’obiettivo di Lanciai è stato quello di trasformare concetti complessi e antropologici in immagini concrete, capaci di parlare sia agli abitanti dell’isola che al resto del mondo. Per farlo, ha utilizzato un’attrezzatura versatile, in grado di passare dall’intimità domestica, dove ha raccolto le confidenze degli anziani, alla solitudine dei territori più selvaggi e incontaminati. Le sue fotografie ritraggono tronchi nodosi che si stagliano contro cieli notturni e volti che sembrano mappe geografiche, raccontando una storia di tenacia e persistenza. In questo contesto, l’arte fotografica diventa lo strumento perfetto per rendere eterno ciò che ha già dimostrato una straordinaria capacità di adattamento e resistenza allo scorrere dei millenni.
Perché la morra è ancora così amata nel Nuorese? Il ritmo frenetico di un rito che non conosce declino. La morra non è affatto un semplice passatempo nel Nuorese e…
Esistono immagini capaci di catturare non solo un momento, ma l’anima stessa di un territorio che cambia. È il caso del dolcissimo scatto inviato da Michele Budroni, un frammento di…
Perché la morra è ancora così amata nel Nuorese? Il ritmo frenetico di un rito che non conosce declino. La morra non è affatto un semplice passatempo nel Nuorese e…
Esistono immagini capaci di catturare non solo un momento, ma l’anima stessa di un territorio che cambia. È il caso del dolcissimo scatto inviato da Michele Budroni, un frammento di…