Pronti per i saldi 2019? Domani inizia la caccia all’affare
Se fino a oggi avete messo mano al portafogli per acquistare prelibatezze gastronomiche, ora non vi resta che iniziare l'anno in bellezza rifacendovi il guardaroba. Ecco tutte le date dei primi saldi del 2019
canale WhatsApp
Da domani, sabato 5 gennaio, a martedì 5 marzo tutti pronti per l’avvio dei saldi di fine stagione in Sardegna. Come rilevato da fonti nazionali, a partecipare alle prossime vendite di fine stagione saranno circa 280mila attività commerciali, inclusa praticamente la totalità dei negozi di moda e prodotti tessili. Notevole anche l’interesse tra i clienti: circa un italiano su due ha già deciso che approfitterà del primo grande appuntamento commerciale dell’anno per effettuare almeno un acquisto.
«Quest’anno gli sconti di partenza saranno più alti della media e l’assortimento molto ampio, visto il meteo incerto che ha caratterizzato la stagione invernale – è quanto spiega il presidente di Fismo Confesercenti, Roberto Manzoni -. Per i consumatori sarà meglio del Black Friday, con un periodo di sconti più lungo e tutti i vantaggi del negozio tradizionale».
Secondo le stime di Confcommercio, i saldi 2019 interesseranno oltre 15 milioni di famiglie e muoveranno in totale 5,1 miliardi di euro, con una spesa media di 325 euro per famiglia. L’associazione ha inoltre ricordato alcuni principi base, come la possibilità di cambio (obbligatoria in caso di prodotti danneggiati o non conformi”), l’obbligo di accettare i pagamenti con carte di credito e di indicare prezzo di partenza, sconto e prezzo finale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sanità, alla Asl Ogliastra prende il via un progetto dedicato alla salute mentale delle donne

A Tortolì un nuovo percorso che integra Mindfulness e Compassion Focused Therapy: 13 appuntamenti rivolti a 30 partecipanti per affrontare ansia, stress e rafforzare il benessere emotivo.
canale WhatsApp
Non soltanto trattamento del disagio, ma un cammino orientato alla consapevolezza e alla crescita personale. Il Centro di salute mentale di Tortolì inaugura un’iniziativa innovativa per il supporto a disturbi come ansia e stress, presentando il progetto “Compassionate Mind Training”, pensato specificamente per la salute mentale femminile.
L’elemento distintivo del programma è l’unione tra le tecniche consolidate della Mindfulness e gli strumenti della Compassion Focused Therapy, approccio psicoterapeutico di recente sviluppo. Il percorso, partito nelle scorse settimane, coinvolge un gruppo di 30 donne e prevede 13 incontri strutturati.
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle azioni di rafforzamento del Dipartimento di salute mentale previste dal Pnes (Programma Nazionale Equità nella Salute) e prosegue il lavoro avviato con il progetto “Mindstress”, che negli anni passati ha sostenuto numerose donne nella gestione di ansia, stress e difficoltà legate al tono dell’umore.
Il “Compassionate Mind Training” è promosso dal Centro di salute mentale della Asl Ogliastra ed è stato ideato dalla Struttura semplice dipartimentale di Psicologia, guidata dalla dottoressa Claudia Abate (psicologa e psicoterapeuta), con la collaborazione della dottoressa Anna Rita Deiana (psicologa e psicoterapeuta) e il contributo della dottoressa Debora Lampis, psichiatra del Csm.
«Abbiamo scelto di proporre un percorso di gruppo basato su Compassion Focused Therapy e Mindfulness – spiega la dottoressa Abate – perché si tratta di pratiche applicabili in modo trasversale al funzionamento umano, senza focalizzarsi su una specifica patologia. Consentono di sviluppare un dialogo interiore più gentile e compassionevole, riducendo l’autocritica e le difficoltà legate ai vissuti emotivi, e favorendo una maggiore autonomia nell’affrontare le situazioni quotidiane. Entrambi gli approcci – aggiunge – contribuiscono a rafforzare consapevolezza ed equilibrio emotivo, integrando tecniche meditative con principi della terapia cognitiva».
All’avvio del progetto, alle partecipanti è stato somministrato un test psicodiagnostico che sarà riproposto al termine del ciclo di incontri, così da valutare in maniera oggettiva l’efficacia dell’intervento. «Attraverso questo strumento – conclude la dottoressa Abate – potremo misurare in modo standardizzato l’impatto del percorso e redigere un report dettagliato sui risultati ottenuti, utile anche per eventuali sviluppi futuri».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
