Settimana Santa. Celebrazioni presiedute dal vescovo nella Cattedrale
In Cattedrale le celebrazioni della Settimana Santa presiedute dal vescovo Mura iniziano, Lunedì Santo, con la Celebrazione penitenziale comunitaria e le confessioni individuali, prevista alle 19. Le celebrazioni del Triduo Pasquale Giovedì Santo 13, ore 9.30: S. Messa
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In Cattedrale le celebrazioni della Settimana Santa presiedute dal vescovo Mura iniziano, Lunedì Santo, con la Celebrazione penitenziale comunitaria e le confessioni individuali, prevista alle 19.
Le celebrazioni del Triduo Pasquale
Giovedì Santo 13, ore 9.30: S. Messa Crismale; ore 18.30: S. Messa della Cena del Signore; ore 21.00: Veglia di adorazione nel Santuario e successivamente in Cattedrale
Venerdì Santo 14, ore 9.00: Canto dell’Ufficio divino; ore 18,30: Celebrazione della Passione del Signore; ore 21.00: Via Crucis nelle vie della città
Sabato Santo 15, ore 9.00: Canto dell’Ufficio divino; ore 21.00: Veglia Pasquale
Domenica di Pasqua 16, ore 8.00: S. Messa Pasquale; ore 10.30: S. Messa nel carcere di Lanusei
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La Cimbalaria, la pianta che, sfidando le leggi della natura, cresce tra le fessure delle rocce sarde

Tra le cenge spettacolari del Flumendosa, la Cimbalaria fiorisce nei luoghi più impervi accanto al colossale pinnacolo di Su Campanili.
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Nel cuore selvaggio della Sardegna, dove la roccia calcarea incontra il verde profondo dei boschi secolari, la natura offre spettacoli di rara delicatezza e imponente maestosità. Tra le cenge della Foresta Corongia, a Gadoni, brilla, nello scatto di Tore Orrù Masia, la fioritura della Cymbalaria muralis. Nota ai più come “Ciombolino comune”, questa pianta perenne sfida le leggi della fisica arrampicandosi tra le fessure umide e ombrose delle rocce. Con i suoi fusti rosso-violacei e i piccoli fiori dalle sfumature viola e gialle — che ricordano nel portamento eleganti orchidee in miniatura — la Cimbalaria decora le pareti a strapiombo, conferendo un tocco di fragilità a un paesaggio dominato dalla pietra.

Foto di Tore Orrù Masia
Il vero protagonista del panorama, tuttavia, è l’imponente pinnacolo conosciuto localmente come “Su Campalini” (o Su Campanili). Questa spettacolare formazione calcarea, situata all’interno di un tacco carsico, svetta per oltre 40 metri (con una visibilità che ne accentua la verticalità fino a 84 metri dalla sommità) proprio sopra la suggestiva vallata del Flumendosa. Visibile dalle pareti vertiginose di Su Lattinazzu, il pinnacolo rappresenta una delle mete più ambite e scenografiche per gli amanti del trekking tecnico.

Foto di Tore Orrù Masia
L’itinerario per raggiungere questo gigante di pietra non è per tutti: il percorso si snoda attraverso cenge imponenti e molto esposte, che richiedono passo fermo e l’assenza di vertigini. In alcuni tratti, la sicurezza è garantita da brevi passaggi attrezzati con corde, necessari per attraversare i punti più panoramici e scoscesi. Superata la sfida delle pareti, l’escursione si immerge nella fitta foresta dell’altopiano, un regno d’ombra abitato da maestosi lecci, tassi millenari e agrifogli.

Foto di Tore Orrù Masia
Il viaggio si conclude in un’altra area di estremo fascino: Is Breccas. Qui, il carsismo ha modellato formazioni rocciose suggestive, caratterizzate da stretti passaggi sotto roccia e “scale nascoste” naturali. È un mondo di pietra e silenzio che conferma Gadoni come una delle capitali dell’escursionismo sardo, capace di unire l’eleganza di un fiore come la Cimbalaria alla forza bruta di un territorio ancora tutto da esplorare.
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