“Vi spiego i motivi del no alla Riforma costituzionale”. Parla l’avvocato Besostri, l’affossatore del Porcellum
canale WhatsApp

Dopo giorni di fiato sospeso, il sistema ciclonico che ha flagellato la Sardegna sta finalmente perdendo potenza. Il bollettino emesso oggi, 21 gennaio 2026, dal Centro Funzionale della Protezione Civile segna l’inizio di una fase di progressivo miglioramento, anche se l’isola non può ancora dirsi fuori pericolo.
Nonostante l’aria più secca stia scacciando le piogge, l’eredità idrica lasciata dal maltempo impone cautela. La Protezione Civile ha stabilito i seguenti livelli di allerta:
Codice Arancione (Rischio Idraulico): Gallura e Flumendosa-Flumineddu. I grandi fiumi sono i sorvegliati speciali.
Codice Giallo: Campidano (rischio idraulico e idrogeologico), Iglesiente e Tirso (rischio idrogeologico).
Per proteggere i centri abitati a valle, le autorità hanno messo in campo una gestione tecnica complessa dei bacini. La diga di Nuraghe Arrubiu ha interrotto gli scarichi a valle innalzando la quota di regolazione: una manovra necessaria per “assorbire” l’onda di piena e dirottare parte dell’acqua verso il bacino del Mulargia. Questa mossa non solo riduce il pericolo di esondazioni, ma permette di accumulare riserve preziose contro la siccità.
L’intensità dell’evento è testimoniata dai numeri: oltre 130 segnalazioni alla Sala Operativa Regionale e 600 interventi dei Vigili del Fuoco. Fortunatamente, grazie alla prevenzione, non si registrano danni alle persone. L’Assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, insieme al Direttore Generale Mauro Merella, ha confermato che è già in corso la ricognizione dei danni con una delegazione del Dipartimento Nazionale: «Dobbiamo avere una stima precisa nel minor tempo possibile, anche in vista della prossima finanziaria. Questo passaggio è fondamentale per valutare la dichiarazione dello stato di emergenza regionale o nazionale e garantire ristori ai territori colpiti».
Il miglioramento meteo non deve trarre in inganno. Fiumi come il Posada, il Cedrino e il Flumendosa presentano ancora portate rilevanti. La Protezione Civile invita i cittadini alla massima prudenza: resta pericoloso sostare in prossimità di argini, ponti e guadi almeno fino alla mattinata di domani, quando i livelli idrometrici dovrebbero tornare alla normalità.