Delegazione ogliastrina in Senato a difesa del tribunale di Lanusei. Rassicurazioni dal sottosegretario alla Giustizia Ferri
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Una vecchia foto del 1968: sapete di quale spiaggia ogliastrina si tratta?
1968: una famiglia passa una giornata in una delle spiagge d’Ogliastra, ma sapete individuare di quale si tratta?
Esiste un’immagine, sbiadita dal passare dei decenni ma vivida nella memoria collettiva, che ritrae una famiglia immersa nella luce di un’estate lontana, correva l’anno 1968, mentre si godeva il sole in una delle spiagge più iconiche e misteriose d’Ogliastra; si tratta di un reperto prezioso, proveniente dal gruppo Facebook “come eravamo…a Gairo”, che oggi ci spinge a interrogarci su quanto sia rimasto intatto quel fascino primordiale. Il luogo in questione, che brilla sulla costa del sud dell’Ogliastra nel territorio di Gairo Sant’Elena, porta un nome che evoca la fauna locale, significando letteralmente ‘il cinghiale’, sebbene sia nota ai più anche come Cala Francese. Selvaggia e incantevole, Su Sirboni si rivela ancora oggi come un gioiello nascosto lungo la costa orientale della Sardegna, un angolo di paradiso che sembra essere rimasto sospeso nel tempo, isolato ma al contempo sorprendentemente accogliente per chiunque decida di avventurarsi lungo i suoi sentieri.

Le costruzioni del periodo
La sua caratteristica principale, quella che la rende immediatamente riconoscibile agli occhi degli estimatori, è la spettacolare cornice di rocce frastagliate che la circonda; queste ultime, scolpite sapientemente dal vento e dal mare, si ergono maestose come pinnacoli naturali, evocando l’immagine di antiche torri di guardia poste a difesa di un tesoro inestimabile. La spiaggia appare improvvisa e quasi inaspettata dopo un percorso che attraversa sentieri immersi nella fitta macchia mediterranea, svelando una lingua di sabbia bianca e finissima che crea un contrasto delicato e quasi surreale con il rosso intenso dei porfidi che la incorniciano lateralmente. L’insenatura in cui si trova Su Sirboni è nascosta e protetta, un microcosmo unico dove il silenzio regna sovrano, interrotto solo dal dolce sciabordio delle onde che si infrangono sulla battigia; questo rifugio naturale possiede un fascino particolare, quasi magnetico, capace di conquistare chiunque vi metta piede grazie a un senso di intimità e pace che pochi luoghi al mondo riescono a offrire con la stessa intensità.
Ogni elemento, in questa porzione di Gairo, sembra pensato appositamente per incantare i sensi: il mare cristallino, che sfuma cromaticamente dal turchese al blu profondo, invita a immergersi nelle sue acque limpide e fresche, mentre la vegetazione circostante, composta da lentischi e ginepri, contribuisce a creare un paesaggio che sembra uscito dalla mano di un pittore.
Su Sirboni non è una spiaggia che si lascia trovare facilmente, ma risiede proprio in questa sua ritrosia il suo segreto più prezioso: essa rappresenta una scoperta per pochi, un luogo che premia con la sua bellezza ineguagliabile chi è disposto a cercare l’essenza dell’isola al di fuori dei percorsi più battuti dal turismo di massa. Questo perfetto incontro tra il selvaggio e il raffinato incarna l’oasi di meraviglia che racconta il lato più autentico e incontaminato della Sardegna, un’eredità che dal 1968 a oggi non ha perso un briciolo della sua forza espressiva.
Per continuare a far rivivere queste suggestioni e proporre ai nostri lettori altri divertenti quiz sulla storia del territorio, invitiamo tutti a inviarci le proprie foto d’altri tempi, testimonianze preziose di un’Ogliastra che non c’è più, scrivendo all’indirizzo mail della redazione: [email protected].

La spiaggia di Su Sirboni