Manifestazioni di interesse per interventi di recupero edifici ricadenti nel centro storico
L’Amministrazione Comunale di Tortolì intende partecipare al Bando 2015 – Legge Regionale 13 ottobre 1998, n°29 – “Tutela e valorizzazione dei Centri Storici della Sardegna” con la predisposizione di un Programma Integrato che prevede la concessione di contributi per il
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L’Amministrazione Comunale di Tortolì intende partecipare al Bando 2015 – Legge Regionale 13 ottobre 1998, n°29 – “Tutela e valorizzazione dei Centri Storici della Sardegna” con la predisposizione di un Programma Integrato che prevede la concessione di contributi per il “Recupero Primario” destinato a immobili privati di epoca antecedente il 1940, ricadenti nel “Centro Matrice” di antica e prima formazione di Tortolì e di Arbatax.
Le richieste e la documentazione dovranno pervenire all’Ufficio protocollo del Comune di Tortolì entro e non oltre le ore 13:00 del giorno 01.12.2015
In allegato il bando alla notizia e gli allegati
http://www.comuneditortoli.it/portale_comune/portale/notizie/dettaglio_notizia.asp?id_news=1558
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Perché in questo periodo si accendono i fuochi in onore di Sant’Antonio?

In questi giorni in tutta la Sardegna si accendono i fuochi di Sant’Antonio. Ma perché si fanno? Ve lo spieghiamo in questo articolo
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In questi giorni, in tutta la Sardegna, si accendono grandi fuochi in onore di Sant’Antonio. Le fiamme illuminano le piazze, scaldano le notti d’inverno e riuniscono le persone. Ma ogni anno, puntuale, torna la stessa domanda: perché si fanno i fuochi per Sant’Antonio?
Oggi, in questo articolo, proviamo a dare una risposta.
Prima che la Sardegna conoscesse il calore del fuoco, i suoi abitanti vivevano nel freddo e nella miseria. Nelle grotte tremavano di notte e non potevano nemmeno cuocere il cibo. Per questo invocarono Sant’Antonio, un santo che viveva nel deserto ed era noto per la sua compassione verso i più poveri.
Sant’Antonio decise di aiutarli. Con un ramo di ferula costruì un bastone e si diresse verso un luogo misterioso al centro dell’isola, dove si diceva si aprisse l’antro dell’inferno, da cui sgorgava il fuoco eterno. I diavoli cercarono di fermarlo, ma grazie al suo maialino, che creò scompiglio tra le fiamme, il santo riuscì a entrare.
Antonio immerse la ferula nel fuoco infernale, che iniziò a bruciare dall’interno. Tornato tra gli uomini, soffiò sul bastone e ne fece scaturire scintille che si sparsero su tutta la Sardegna.
Così arrivò il fuoco tra i sardi.
Ed è per ricordare questo dono prezioso — luce, calore e vita — che ancora oggi si accendono i fuochi in onore di Sant’Antonio.
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