Nuova allerta meteo per l’Isola: attenzione al maestrale
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Prima ancora che i Carabinieri arrivassero in Sardegna — nel 1822, dopo la loro istituzione da parte di Vittorio Emanuele I — l’Isola aveva già i suoi “guardiani dell’ordine”. E no, non erano figure da leggenda: erano realissimi, armati fino ai denti e pronti a inseguire banditi tra montagne e sterrati. Si chiamavano Moschettieri di Sardegna.
In un’epoca in cui il banditismo e il brigantaggio erano problemi concreti, la sicurezza delle comunità era affidata a un reparto speciale, nato dall’esperienza dei Dragoni di Sardegna. Da qui prese forma il corpo dei Cavalleggeri, composto da tre compagnie: appena tredici ufficiali e trecento soldati, ma con una missione enorme — tenere sotto controllo un territorio vasto e spesso ostile.
Nel 1818 questo piccolo ma temuto esercito cambiò nome, diventando il Corpo dei Moschettieri di Sardegna. Un anno dopo fu nuovamente ribattezzato Corpo dei Cacciatori Reali di Sardegna, quasi a sottolinearne il ruolo: non soldati qualunque, ma veri e propri “cacciatori” di criminali.
Il reparto era ormai una macchina ben oliata: uno Stato Maggiore guidato da un colonnello, quattro compagnie a cavallo e quattro a piedi. In totale, 24 ufficiali e 677 uomini di truppa pronti a muoversi tra campagne, villaggi e montagne per garantire l’ordine nel Regno.
Insomma, prima dei Carabinieri, la Sardegna aveva già i suoi eroi in uniforme — e spesso, a cavallo — che vegliavano sull’isola molto prima che arrivasse l’Arma come la conosciamo oggi.