Attentato a Tunisi: spunta un collegamento con la Sardegna
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C’è una famiglia ogliastrina che in questo momento sta attraversando oceani, foreste pluviali e continenti con uno zaino in spalla e una grande idea nel cuore: che il mondo sia la più grande scuola possibile. È quella di Daniela Scudu, partita nell’autunno del 2025 con il compagno Maurizio e i loro tre figli – Nora (11 anni), Lea (9) e Martino (7) – per un viaggio intorno al mondo che è molto più di una vacanza: è una scelta di vita.
Un progetto coltivato a lungo, nato ancora prima di diventare genitori. «Durante i nostri viaggi – racconta Daniela – avevamo incontrato famiglie che viaggiavano con bambini piccoli e ci avevano fatto sognare. Volevamo anche noi avere, nella nostra storia familiare, un’avventura itinerante». Il momento decisivo è arrivato con l’ultimo anno delle elementari della primogenita Nora. «Ci siamo detti: o ora o mai più».
Così, nella primavera del 2025, fissata la partenza per l’autunno, la famiglia ha iniziato a progettare tutto seguendo tre semplici regole: viaggiare leggeri, limitare i voli aerei e sostenere realtà locali ed educative lungo il percorso. Un solo zaino a testa, pochi compromessi e tanta determinazione. Daniela, che lavora in autonomia nel settore dell’accoglienza turistica, ha potuto organizzarsi senza grandi ostacoli; Maurizio, assistente sociale nella tutela minorile, ha scelto invece il congedo parentale.
Il primo grande nodo è stato quello della scuola. I bambini seguiranno l’istruzione in educazione parentale e sosterranno gli esami a giugno. «Con la scuola – spiega Daniela – abbiamo trovato ascolto, accoglienza e collaborazione. I libri sono in formato digitale, usiamo il registro elettronico e ogni giorno dedichiamo tempo alla lettura e alla scrittura. Tutti abbiamo un diario di viaggio».

Trekking in una foresta pluviale
Da metà novembre la famiglia è in cammino. Dopo un mese trascorso in Indonesia, tra Bali, Lombok e le isole minori – tra snorkeling nella barriera corallina, villaggi antichi, piantagioni di caffè e perfino lezioni di surf – oggi si trovano in Australia. Qui hanno vissuto un’esperienza intensa nella Food Forest di Gawler, un’azienda agricola biologica basata sulla permacultura, dove i bambini hanno aiutato nella raccolta della frutta e sperimentato una vita autosufficiente in una casa di paglia e argilla alimentata da pannelli solari. Poi Natale nelle colline di Adelaide, tra vigneti, canguri e koala, e ora Melbourne, pronti a partire in camper lungo la East Coast.
I prossimi mesi li porteranno in Vietnam, Laos e Thailandia, con il sogno – espresso soprattutto dai bambini – di arrivare in Giappone: Lea vuole visitare lo Studio Ghibli, Martino ha deciso che solo lì assaggerà sushi e sashimi. Il rientro è previsto per metà aprile.
Ogni giorno è diverso, perché cambia il luogo, ma non cambia l’approccio: imparare dal mondo. In Indonesia i bambini hanno partecipato anche a un progetto di volontariato per l’educazione ambientale e l’insegnamento dell’inglese a coetanei locali. In Australia stanno scoprendo la storia degli Aborigeni, le ferite della colonizzazione e la forte presenza dell’emigrazione italiana, tanto da voler intervistare italiani e sardi emigrati.
I bambini, racconta Daniela, stanno sorprendendo tutti. «Hanno una capacità di adattamento incredibile. Vivono nel presente». L’unica nostalgia vera è per il cibo di casa: «A volte sognano i culurgiones della nonna. Martino, seduto in un warung indonesiano, ha chiesto: “Perché qui non fanno cibo normale?”. È stata l’occasione perfetta per spiegare che la normalità non è universale, ma dipende da dove vivi».
Il messaggio che questa famiglia vuole mandare è semplice e potente: viaggiare è un atto di crescita. «È scuola di vita, è mettersi in gioco, accettare di non avere il controllo, fare pace con i propri limiti. Ma è anche la possibilità di realizzare i propri sogni, se si ha la pazienza e la perseveranza di seguirli».
Partiti da Villagrande con tre zaini e cinque cuori, Daniela, Maurizio, Nora, Lea e Martino stanno dimostrando che esistono altri modi di vivere, di educare, di stare insieme. E che a volte basta avere il coraggio di dire sì al mondo per ritrovarsi molto più ricchi di prima.

Food Forest- Al lavoro per essiccare la frutta!

Lombok, durante la lezione nel progetto di volontariato

Melbourne Museum
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