Nel capoluogo barbaricino torna il “Capodanno nuorese”
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La tragica morte del medico Ciriaco Meloni, avvenuta lo scorso novembre sulla Sassari-Olbia dopo l’impatto con un cinghiale, ha riacceso in Sardegna un dibattito mai sopito: la fauna selvatica è una minaccia fuori controllo per la sicurezza stradale? Se amministratori locali, associazioni venatorie ed esperti invocano abbattimenti massivi e campagne di eradicazione, un’analisi più fredda dei dati ufficiali sembra raccontare una realtà profondamente diversa, come riportato dal GrIG (Gruppo d’Intervento Giuridico)
Recentemente sono stati diffusi numeri allarmanti: si parla di circa 1.400 incidenti all’anno in Sardegna causati da cinghiali e cervi nel quinquennio 2020-2025. Tuttavia, queste cifre derivano spesso da “denunce” degli automobilisti non sempre confermate da accertamenti delle autorità.
Il contrasto con i dati nazionali è netto. Secondo l’ISTAT, nel 2023 gli incidenti causati dall’urto con animali (sia domestici che selvatici) sono stati appena 503 in tutta Italia, ovvero lo 0,2% del totale. Una goccia nel mare rispetto alle vere cause di morte sulle strade: la guida distratta (15,1%), il mancato rispetto delle precedenze (12,9%) e l’eccessiva velocità (8,4%). Quasi il 93% dei sinistri è dovuto a comportamenti scorretti dell’uomo, non dell’animale.
Mentre i sindaci chiedono barriere e “piani straordinari” di caccia, parte del mondo scientifico lancia un avvertimento: uccidere più cinghiali non risolve il problema, lo moltiplica. Come spiegato dal veterinario Paolo Briguglio, la caccia indiscriminata rompe l’equilibrio sociale dei branchi, annullando l’autocontrollo delle nascite e spingendo gli animali a disperdersi sul territorio, aumentando paradossalmente le probabilità di attraversamento stradale.
La soluzione non risiede solo nel fucile, ma nella prevenzione. La Regione Sardegna ha già stanziato quasi un milione di euro per interventi sperimentali nei comuni di Pula, Guspini, Siliqua, Olbia e altri, destinati a recinzioni robuste e dissuasori. Tuttavia, di queste opere non vi è ancora traccia.
Esistono inoltre strategie semplici ma efficaci, spesso sollecitate dal GrIG (Gruppo d’Intervento Giuridico): creare erbai e piccole riserve idriche nelle zone boscate. Cinghiali e cervi, infatti, scendono a valle e si avvicinano alle strade solo quando sono spinti dalla fame e dalla sete. In un’isola dove la sicurezza stradale resta una priorità, i dati suggeriscono che, invece di dichiarare guerra alla fauna, sarebbe più urgente investire nella messa in sicurezza delle infrastrutture e nel controllo dei comportamenti alla guida.