Ogliastra. Bullismo fra i giovani, raccontato dalle testimonianze di alcuni adolescenti
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È una storia che parla di confini superati, di ali spiegate sul Mediterraneo e, purtroppo, di un’ignoranza che ancora uccide la bellezza. Protagonista è Enzo, un giovane esemplare maschio di grifone nato in Andalusia nel 2023, la cui vita si è intrecciata con il destino di una coppia austriaca innamorata della Sardegna, prima di finire tragicamente tra le rocce del Monte Ortobene. La sua storia è stata raccontata dall’Agenzia Regionale Forestas e immortalata negli scatti del fotografo Matteo Cara.

Foto di Matteo Cara
Dopo un esordio difficile in Spagna, dove era stato recuperato stremato e affamato dalle autorità locali, Enzo era stato curato nel centro specializzato dell’ONG AMUS. La sua seconda possibilità era arrivata grazie al progetto internazionale Safe for Vultures, che mira a ripopolare i cieli sardi. Insieme ad altri venti coetanei, Enzo era approdato nell’Isola nel marzo 2024, destinato a diventare uno dei pilastri della nuova colonia nel Sarrabus-Gerrei.

Foto di Matteo Cara
Proprio durante le fasi di controllo sanitario a Bonassai, il destino del grifone ha incrociato quello di Heinz ed Evelyn Watska. I due coniugi austriaci, trasferitisi nel sud della Sardegna, condividono da sempre la passione per il volo: Heinz, pilota di alianti da cinquant’anni, ha visto in quel maestoso uccello un’anima affine. Affascinati dall’eleganza dei grifoni, i Watska hanno deciso di finanziare l’acquisto del rilevatore GPS per l’esemplare, battezzandolo proprio “Enzo” (Heinz tradotto in italiano).

Foto di Matteo Cara
Liberato nell’ottobre 2024, Enzo ha confermato subito la sua natura di esploratore indomito. Dopo una breve sosta nel Gerrei e nel Bosano, a marzo 2025 il grifone ha puntato verso il cuore dell’Isola, raggiungendo il Monte Ortobene. La sua apparizione è stata un evento storico: i grifoni erano scomparsi dal Nuorese dagli anni Ottanta. Per settimane, fotografi e naturalisti — tra cui il geografo Matteo Cara — hanno documentato i suoi voli spettacolari, vedendo in lui il simbolo di una natura che si riappropria dei suoi spazi.
Ma l’incanto si è rotto bruscamente a fine marzo 2025. Una fucilata, esplosa da un ignoto malintenzionato, ha interrotto il volo di Enzo dopo soli cinque mesi di libertà. Un atto di bracconaggio inspiegabile che ha colpito non solo un animale protetto, ma l’impegno di un intero network internazionale e la generosità di due cittadini europei che avevano scelto di investire nel patrimonio sardo.
Nonostante il dolore per la perdita del “loro” Enzo, Heinz ed Evelyn non hanno intenzione di arrendersi. Consapevoli dei pericoli che minacciano questi animali — dai veleni alle linee elettriche, fino alla crudeltà umana — i coniugi hanno confermato il loro sostegno al progetto di conservazione. La fine di Enzo resta una macchia scura sulla coscienza del territorio, ma la sua storia ha acceso un riflettore sulla necessità di proteggere i giganti dei cieli, affinché il suo sacrificio non resti vano.