Coronavirus: le borse asiatiche crollano. Cina chiede aiuto per tute e mascherine
#mondo Le Borse cinesi a picco e da Pechino arriva l'appello: «Serve con urgenza materiale medico»
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Il coronavirus fa paura e lo dimostra anche l’andamento dell’economia asiatica: le Borse tracollano, proprio nel giorno della riapertura dei listini cinesi dopo il prolungamento delle festività del Capodanno decretato da Pechino per fronteggiare l’epidemia di coronavirus. In 24, tra province e municipalità cinesi, hanno rinviato la ripresa delle attività economiche e produttive a non prima del 10 febbraio per i timori di contagio: queste aree nel 2019 hanno pesato per oltre l’80% in termini di contributo al Pil della Cina e per il 90% all’export.
Inoltre, nel Paese c’è bisogno urgente di materiale protettivo e equipaggiamenti medici: il contagio da coronavirus continua a tenere un passo sostenuto, visto che i 361 morti attuali hanno superato i 349 della Sars del 2003, mentre i contagiati sono più di 17mila. Il Ministero degli Esteri rende noto quello di cui la Cina necessita: «Maschere mediche, tute protettive e occhiali protettivi».
Nel mentre, in mattinata, atterreranno a Fiumicino gli italiani bloccati a Wuhan.
Addio a Federico Frusciante, voce libera ( e apprezzatissima) della critica cinematografica in Italia

La notizia, diffusa attraverso i suoi canali social ufficiali con un messaggio carico di dolore, ha generato in poche ore una valanga di messaggi e ricordi da parte di fan e colleghi
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Il mondo del cinema perde una delle sue figure più riconoscibili e controcorrente: Federico Frusciante è morto improvvisamente a 52 anni, colpito da un malore nella sua abitazione. La notizia, diffusa attraverso i suoi canali social ufficiali con un messaggio carico di dolore, ha generato in poche ore una valanga di messaggi e ricordi da parte di fan e colleghi. Per molti appassionati rappresentava un punto di riferimento autentico, lontano dalle logiche convenzionali della critica tradizionale.
Nato a Pontedera nel 1973, aveva però scelto Livorno come città del cuore e fulcro della sua attività. Qui, a soli 25 anni, aprì la videoteca Videodrome. Quel luogo divenne negli anni un presidio culturale per cinefili, capace di resistere all’avanzata dello streaming e alla crisi del mercato fisico grazie a un catalogo ricercato e alla sua straordinaria competenza.
La vera consacrazione arrivò però online. Attraverso YouTube e Instagram costruì una comunità vastissima, trasformando recensioni appassionate e senza filtri in un appuntamento fisso per decine di migliaia di persone. Il suo stile diretto, viscerale, spesso provocatorio, gli aveva permesso di distinguersi in un panorama sempre più omologato. A
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