Le nevicate storiche a Cagliari sono pressoché note, soprattutto quelle più vicine nel tempo. Si va da quella del 1993, quando le famiglie si riversarono nei parchi cittadini per giocare con la neve, a quella del 1956, passando, per quella
La Cagliari del Medioevo era un luogo ricco di genti di culture e religioni diverse. Nella zona di San Saturnino le testimonianze archeologiche hanno rilevato una frequentazione islamica, mentre nell’area più bassa di Castello è attestata la presenza della comunità
“E a dir di Sardigna le lingue lor non si sentono stanche”. Così Dante apostrofava i sardi nel XXII canto dell’Inferno della Divina Commedia, quasi stesse descrivendo l’innata abitudine degli abitanti dell’Isola di parlare della loro terra natia ovunque si trovino. Pur
Lo sapevate? Nel 1582 i corsari musulmani fecero centinaia di prigionieri a Quartu e nei paesi vicini. La Sardegna per più di mille anni è stata l’obiettivo di conquista prima dei saraceni, quindi dei pirati barbareschi musulmani e quindi degli
Com’erano e cosa pensavano le donne in Sardegna nel 1963? Il breve documentario Rai “Hanno fretta e paura le donne in Sardegna. L’ emancipazione della donna sarda nel 1963” racconta la figura della donna sarda in quell’epoca. Nonostante la timidezza
“Il sogno di Giulia Zedda” diventa, a poco a poco, sempre più realtà. E l’ambulanza pediatrica, destinata al reparto di chirurgia dell’ospedale San Michele di Cagliari e per il cui acquisto prosegue incessante la raccolta fondi, potrebbe presto iniziare a
Lo sapevate? L’area dell’Hotel Scala di Ferro un tempo era un cimitero. Sin da epoche antiche gran parte dell’area dove oggi sorge l’Hotel Scala di Ferro – storico palazzo cagliaritano dove nel tempo soggiornarono numerosi personaggi famosi – era adibita
Due nuovi appuntamenti si aggiungono al tour invernale di “È inutile a dire!”, lo spettacolo dell’attore e regista Jacopo Cullin, capace di registrare il tutto esaurito in ogni appuntamento del recente tour estivo tra Porto Rotondo, Alghero, Fonni, Tharros,
Non ci sono quartieri romantici o Torre Eiffel, né tanto meno cattedrali gotiche e passeggiate lungo la Senna. Nessuna somiglianza con la città degli innamorati, Quartucciu alla fine del Settecento si meritò questo soprannome (allora dispregiativo) per una questione storica
Prima che che le strade venissero invase dalle macchine e dell’avvento di videogiochi, computer e smartphone, per le vie delle città non era difficile trovare gruppi di bambini giocare all’aria aperta, con un pallone magari, oppure rincorrendosi o ancora divertendosi