Disfatta allo Stadium, un Cagliari mai in partita crolla contro una Juventus “normale”
Disfatta allo Stadium, un Cagliari mai in partita crolla contro una Juventus “normale”. Rossoblù troppo timidi davanti ai bianconeri, la trasferta di Torino è amara per gli uomini di Rastelli. Un poker che fa male quello rifilato dai padroni di casa al
canale WhatsApp
Disfatta allo Stadium, un Cagliari mai in partita crolla contro una Juventus “normale”. Rossoblù troppo timidi davanti ai bianconeri, la trasferta di Torino è amara per gli uomini di Rastelli. Un poker che fa male quello rifilato dai padroni di casa al Cagliari, mai in partita apparsi sottotono e timidi. Fermo restando che non son queste le partite che il Cagliari deve vincere, in ogni caso ci si sarebbe aspettati qualcosa in più dai rossoblù, in tema di grinta e corsa. Soprattutto per quello visto domenica contro l’Atalanta (ma anche contro la Roma).
Nella ripresa è arrivato un solo gol, anche e soprattutto perché la Juventus ha tirato il freno a mano. La cronaca. Partita senza storia: Storari (peraltro il migliore in campo) preso a pallate. Sblocca Rugani su respinta del portiere, roddoppio del “Pipita” Higuain e chiude il primo tempo Dani Alves, al suo primo primo gol in Italia. La ripresa è segnata dall’autogol di Ceppitelli. Allo Stadium finisce 4-0 per i campioni d’Italia che ritornano al comando, un punto sopra il Napoli. Per Sau e compagni ora testa alla Sampdoria nel Monday night della Serie A.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Referendum giustizia, vince il No: affluenza al 58,9% nazionale e 52,8% nell’Isola

La partecipazione più alta si registra nella provincia di Sassari con il 54,21%, seguita dalla Città metropolitana di Cagliari al 54,17%, con il capoluogo che raggiunge il 60,36%.
canale WhatsApp
Il referendum sulla riforma costituzionale della giustizia si avvia verso una netta bocciatura. Con quattro quinti delle sezioni scrutinate, a livello nazionale il No si attesta al 54%, mentre il Sì si ferma al 46%, segnando un margine ormai difficilmente colmabile.
In Sardegna il divario è ancora più ampio: con 1.285 sezioni su 1.847 esaminate, i contrari raggiungono il 59,52% contro il 40,48% dei favorevoli. Sul risultato nell’Isola è intervenuta la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, che sui social ha commentato: «La vittoria del No difende la nostra Costituzione. La Costituzione è e resta il faro del nostro agire. Orgogliosa del grande risultato raggiunto in Sardegna». Rilevante anche il dato dell’affluenza: a livello nazionale si registra una partecipazione del 58,9%, elevata per un referendum confermativo senza quorum. In Sardegna si è recato alle urne il 52,84% degli aventi diritto, circa sei punti percentuali in meno rispetto al dato nazionale.
La partecipazione più alta si registra nella provincia di Sassari con il 54,21%, seguita dalla Città metropolitana di Cagliari al 54,17%, con il capoluogo che raggiunge il 60,36%. Più bassa l’affluenza in Gallura Nord Est, ferma al 49,21%, mentre nelle altre aree si oscilla attorno o sopra il 50%: Sulcis Iglesiente 51,53%, Medio Campidano 51,27%, Nuorese 53,01%, Ogliastra 52,39% e Oristanese 50,97%. Il quesito riguardava la legge costituzionale sulle “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, con punti centrali come la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e la creazione di una nuova Alta Corte disciplinare. A commentare l’esito è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: «Rispettiamo la decisione dei cittadini, pur con rammarico». Il voto restituisce quindi un’indicazione politica chiara, sia a livello nazionale sia in Sardegna, dove il No si afferma con particolare forza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

