Controlli dei Carabinieri a Villasimius e Villasalto. Trovati ragazzini armati
canale WhatsApp

Il silenzio solenne della Sala Settecentesca della Biblioteca Universitaria di Cagliari si è trasformato nel palcoscenico naturale per un incontro artistico di rara intensità. Le voci del coro Carrales, unite al talento cristallino di Damiano Caddeo, hanno dato vita a una rielaborazione totale di “No Potho Reposare”, l’inno d’amore che più di ogni altro rappresenta l’identità e il sentimento profondo del popolo sardo. L’esecuzione è stata concepita interamente a cappella, affidando la potenza del brano esclusivamente alla purezza del canto corale e solista, senza il supporto di alcuno strumento musicale, lasciando che le armonie vocali riempissero i volumi della storica sala cagliaritana.
Il progetto, che vedrà la luce nella sua versione integrale lunedì sulla piattaforma YouTube, nasce come un vero e proprio tributo alla Sardegna e alla sua eredità culturale. Al centro dell’opera spicca la voce delicata e suggestiva di Damiano Caddeo, capace di farsi interprete di un’emozione collettiva che attraversa le generazioni. Il video si preannuncia come un viaggio sensoriale tra la maestosità dell’architettura settecentesca e la fragilità vibrante di un canto che parla d’amore e di appartenenza.
I membri del coro Carrales hanno descritto l’esperienza con parole cariche di gratitudine, sottolineando il legame umano nato durante la registrazione. Per i coristi è stato un onore poter sostenere e avvolgere con le proprie trame vocali il timbro di Caddeo, definito una voce capace di arrivare dritta al punto e di toccare le corde più intime dell’ascoltatore. Cantare questo brano in una simile veste ha rappresentato un momento di forte commozione, un dono offerto alla propria terra con umiltà e autenticità. Il risultato è un’opera in cui il cuore e la leggerezza si fondono, trasformando una melodia classica in un’esperienza spirituale che celebra la bellezza artistica della Sardegna.