Serie A. Il Cagliari al Franchi. Esordio per il duo Festa – Suazo.
canale WhatsApp

Chiunque abbia passeggiato in Piazza Yenne a Cagliari o lungo il lungomare di Alghero al tramonto, avrà certamente sentito il chiasso festoso di migliaia di piccoli uccelli. Molti li chiamano semplicemente “passeri”, ma in Sardegna la questione è più affascinante: parliamo della Passera sarda (Passer hispaniolensis), una specie che nell’Isola ha trovato il suo habitat ideale, distinguendosi nettamente dai cugini del continente.
Lunga appena 15 centimetri con un’apertura alare che sfiora i 26, la Passera sarda è un concentrato di energia. A renderla unica è il suo piumaggio: il petto e il dorso sono fittamente punteggiati di macchie nere, un dettaglio che permette di riconoscerla al primo sguardo.
Il dimorfismo sessuale è marcato: mentre la femmina veste i colori discreti del bruno-grigio, il maschio è una vera “opera d’arte” della natura, con una livrea marrone scuro, una macchia nera profonda sotto la gola e un petto fittamente striato.
Una delle curiosità più interessanti riguarda la genetica. Gli esperti considerano la popolazione locale come una forma particolare (spesso indicata come Passer domesticus hispaniolensis), un incrocio evolutivo tra il passero domestico e la passera sarda propriamente detta.
In Sardegna, questo uccello mostra un comportamento unico: a differenza della “Passera d’Italia” che vive simbioticamente con l’uomo dentro le case, la Passera sarda preferisce mantenere una certa distanza. Ama gli spazi aperti, le zone rocciose, i boschi e i vecchi ruderi abbandonati. Tuttavia, ha un’abitudine sociale sorprendente: al calare del sole, abbandona le campagne per formare immensi dormitori notturni sugli alberi delle piazze cittadine. Da Porto Torres a Bosa, da Oristano a Cagliari, le città diventano il loro rifugio sicuro per la notte.
La stagione degli amori inizia ad aprile. La Passera sarda è un uccello estremamente socievole che ama nidificare in colonie, spesso stabilendosi in vecchi nidi di altri uccelli o tra le fessure dei casolari. Non è raro vederla convivere con lo Storno nero o la Passera lagia.
La femmina è la vera protagonista della cova: depone dalle 4 alle 6 uova per un massimo di tre volte l’anno. Dopo appena due settimane dalla schiusa, i piccoli sono già pronti a lasciare il nido e a unirsi allo stormo, pronti a pattugliare le campagne sarde in cerca di semi, frutta e insetti.
Sebbene sia diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo (dalla Spagna ai Balcani fino al Nordafrica), in Italia la sua presenza è legata indissolubilmente alle isole maggiori. In Sardegna la si può incontrare dal livello del mare fino ai 1.000 metri di quota. Un piccolo miracolo della biodiversità che continua a ricordarci quanto sia ricco e unico il patrimonio naturale sardo, anche nei suoi abitanti più piccoli e apparentemente comuni.