Tortoliese in carcere muore giocando a calcetto
Detenuto di Tortolì muore in carcere durante una partita di calcetto a causa di un malore. Il carcere barbaricino di Badu ‘e Carros mette a disposizione dei detenuti un campetto da calcio, che permette loro di fare esercizio fisico
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carcere, immagine simbolo
Detenuto di Tortolì muore in carcere durante una partita di calcetto a causa di un malore.
Il carcere barbaricino di Badu ‘e Carros mette a disposizione dei detenuti un campetto da calcio, che permette loro di fare esercizio fisico all’aria aperta. Proprio qui, ieri mattina, la tragedia. Uno dei detenuti, in campo per la partita, si è improvvisamente accasciato al suolo, stroncato da un arresto cardiaco. Sgomento da parte dei compagni e della polizia penitenziaria e inutile il pronto intervento del medico del carcere. Per Giampaolo Casula, quarantacinquenne di Tortolì, non c’è stato purtroppo nulla da fare. Con tutta probabilità Casula è stato colto da un malore, ma si attende la conferma ufficiale.
Quartu, salva e adotta un agnellino dolcissimo: la storia di Claudia Serra e del piccolo Raffaello

Nonostante sia così piccolo, Raffaello si dimostra già vivace e intelligente: riconosce le voci e i rumori della famiglia e cerca costantemente il contatto con chi si prende cura di lui.
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Un gesto d’amore nato nel buio della sera. È accaduto a febbraio lungo la strada per Settimo San Pietro, quando Claudia Serra, di Quartu, insieme al compagno Valentino ha notato un piccolo movimento in una cunetta.
Erano circa le 20, visibilità quasi nulla. Quella che sembrava una macchia bianca si è rivelata essere un agnellino dolcissimo, abbandonato, con appena quattro giorni di vita e ancora il cordone ombelicale.
Senza esitazione, i due hanno fermato il traffico per metterlo in salvo, evitando che venisse investito. Un intervento rapido che gli ha salvato la vita.
Da quel momento, Raffaello — così è stato chiamato per il suo colore simile al celebre cioccolatino al cocco — non è stato solo salvato, ma anche adottato. Ad accoglierlo a casa Bianca e Santiago, i figli della coppia, che lo hanno subito considerato un fratellino, affezionandosi profondamente a lui.
L’agnellino oggi vive come un vero membro della famiglia: passeggia al guinzaglio, riceve attenzioni continue e riempie la casa di tenerezza. Claudia lo accudisce con dedizione, gli dà ancora il biberon e, vista la tenerissima età, utilizza anche i pannolini.
Nonostante sia così piccolo, Raffaello si dimostra già vivace e intelligente: riconosce le voci e i rumori della famiglia e cerca costantemente il contatto con chi si prende cura di lui.
Nel grande giardino di casa cresce sereno, ma la famiglia guarda anche al suo futuro. Dopo lo svezzamento, l’obiettivo è trovargli una sistemazione adatta e sicura, dove possa vivere rispettato e protetto.
Tra le ipotesi c’è anche quella di una fattoria didattica, un luogo ideale per un agnellino così dolce, che nel frattempo continua a essere, ogni giorno, una piccola grande storia di amore e salvezza.
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