Il sapore della fraternità: la Birra Templare tra valori e territorio
La Birra Templare è un progetto che unisce valori templari contemporanei e convivialità: una IPA nata tra fratelli per parlare anche ai più giovani, senza perdere identità e solennità. Ogni bottiglia diventa un simbolo di fraternità e servizio, con una quota destinata alla beneficenza, e un racconto che porta la Sardegna nel mondo tra tradizione e presente.
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C’è un filo sottile che lega passato e presente, rituale e quotidianità, spiritualità e convivialità. È su questo confine che nasce la Birra Templare, un progetto che non è solo una bevanda, ma un ponte tra epoche, valori e comunità. Quando si pronuncia la parola “Templare”, l’immaginario corre subito a cavalieri in armatura, croci rosse, battaglie e misteri. Ma cosa significa essere templare oggi? Non è una questione di spade o crociate: è un richiamo alla dignità umana, al sacrificio, alla fratellanza e al servizio verso i più bisognosi. È un’identità che affonda le radici nel martirio di Jacques de Molay e che, secoli dopo, continua a vivere in forme nuove e contemporanee.

Presenti nella foto : Gran Maestro Roberto Amato Jhoannes, Gran Siniscalco d’Italia , Gran Segretaria aggiunta d’Italia,Gran Priore di Terra Santa , Gran Priore di Spagna , Gran Priore di Malta
Ed è proprio da questa eredità morale che nasce l’idea della Birra Templare. L’idea prende forma quasi per gioco, durante una cena di beneficenza seguita ai capitoli templari, momenti solenni di incontro e investitura. In quell’occasione nasce una riflessione: come avvicinare i più giovani ai valori templari, senza perdere solennità ma parlando il loro linguaggio? La risposta arriva da un elemento che accompagna l’umanità da millenni: la fermentazione. Così, nel giro di appena un mese, prende vita un progetto che unisce tradizione cavalleresca e cultura contemporanea del bere consapevole. Lo spunto decisivo arriva da una cena di beneficenza a Roma ad un capitolo tenutosi fine anno scorso Da lì nasce l’idea di creare non solo una birra, ma un simbolo della fraternità templare italiana, con lo sguardo già proiettato all’estero. Dietro il progetto ci sono Alessandro, Gran Siniscalco e Primo Consigliere in Italia dell’Ordine, e il suo socio Cosimo Ladu, socio e commander della Commanderia Karalis, con l’ambizione di ampliare in futuro la linea con altri prodotti tipici sardi, portando la Sardegna nel mondo attraverso un racconto identitario forte. Lo SCMOTH 1804 ed il Gran Maestro Roberto Amato Jhoannes si sono mostrati entusiasti e hanno appoggiano questo progetto fin dalle sue battute inziali.
La Birra Templare è una IPA non filtrata e non pastorizzata, fedele alla tradizione brassicola moderna ma con un carattere distintivo. Non cerca l’impatto aggressivo: è amarognola, ma bilanciata da note fruttate che addolciscono l’ingresso al palato. Non è persistente in modo invadente, ma invita al secondo sorso, proprio come una buona conversazione tra fratelli attorno a un tavolo. Non ci sono spezie medievali o alchimie segrete: la sua forza sta nella purezza degli ingredienti e nella disciplina del processo produttivo, che richiama l’ordine e la ritualità templare. Ogni bottiglia porta con sé qualcosa in più del gusto. Una percentuale delle vendite viene destinata a opere di beneficenza, in collaborazione con associazioni private. Non è marketing: è la traduzione concreta di un valore templare fondamentale. Il simbolo della Birra Templare è infatti la fraternità: il brindisi come atto di condivisione, l’ospitalità come dovere, la gioia temperata come equilibrio tra piacere e misura. Non eccesso, ma consapevolezza. Non consumo, ma esperienza. Anche l’estetica racconta una storia. L’etichetta presenta un cavaliere templare in chiave moderna, con un boccale in mano, davanti a una croce rossa templare. Antico e contemporaneo dialogano in un’unica immagine, anticipando quella che sarà la linea grafica comune a tutti i futuri prodotti. Non è un semplice logo: è un manifesto visivo che dichiara appartenenza, identità e apertura al mondo.
La Birra Templare è disponibile al Maverick Caffè in Baylle 131 a Cagliari, gestito da Alessandro e Cosimo da sei anni. Ma il progetto guarda lontano. L’obiettivo è esportarla, farla viaggiare, raccontare non solo i Templari moderni, ma anche la Sardegna, le sue tradizioni e il suo spirito. In un mondo che corre veloce, questa birra invita a fermarsi, alzare il bicchiere e ricordare che i valori – come le buone fermentazioni – hanno bisogno di tempo, cura e rispetto. E forse, se un Templare del XIII secolo potesse assaggiarla, non riconoscerebbe la ricetta…ma riconoscerebbe lo spirito.
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