“Voglio lavorare”, ha detto ai responsabili di un market di Sassari e loro lo hanno messo alla prova. La storia di Papete
E' entrato in un punto vendita Conad di Sassari dicendo ai responsabili che aveva bisogno di lavorare: ecco Papete, il nuovo carrellista del supermercato
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“Alla Conad di via Gramsci regna il sorriso grazie anche a Papete“, scrivono nella pagina Facebook del punto vendita cittadino. Lui, Papete, non ha aspettato che il lavoro venisse a bussare alla sua porta ma ci è andato direttamente lui ad aprirla.
“Voglio lavorare“, ha detto ai responsabili del supermercato e loro lo hanno messo alla prova. Oggi fa il carrellista e il suo sorriso e la sua disponibilità hanno conquistato tutti.
Tantissimi i commenti positivi e d’auguri di buona fortuna al ragazzo, comparsi sulla pagina Facebook del punto vendita, ma anche tanti, vecchi e beceri “prima gli italiani”. Ma da qualche giorno a oggi, a Sassari, grazie al giovane e volenteroso Papete, siamo sicuri che, per ogni razzista che ha deciso di aprir bocca, ci sarà un bel sorriso di questo ragazzo pronto a vincere su tutto.
Nel cuore della Toscana la memoria dell’emigrazione dei pastori sardi

Il progetto racconta l’arrivo di migliaia di pastori sardi in Toscana e nel Centro Italia, dove hanno creato aziende agropastorali, contribuito a contrastare lo spopolamento e tutelato ambiente e biodiversità.
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Nel cuore della Toscana prende forma un racconto di lavoro, identità e legalità: è quello dei pastori sardi emigrati nel Centro Italia nella seconda metà del Novecento, oggi al centro del progetto E.S.C.I. – Emigrazione Sarda nel Centro Italia, presentato alla Tenuta di Suvignano a Monteroni d’Arbia (Siena).
Con il completamento dello Spazio della Narrazione, allestito nella Sala della Legalità della Tenuta – il più grande bene confiscato alla mafia in Italia – il progetto entra a pieno regime. Un luogo simbolico, messo a disposizione dalla Regione Toscana al Circolo Sardo Peppino Mereu di Siena, capofila dell’iniziativa.
All’evento conclusivo ha partecipato l’assessora regionale Desirè Manca, che ha sottolineato il valore del progetto come esempio virtuoso di connessione tra istituzioni, comunità di emigrati e mondo del lavoro, nel segno della legalità, dell’inclusione e della valorizzazione delle identità.
Il progetto racconta l’arrivo di migliaia di pastori sardi in Toscana e nel Centro Italia, dove hanno creato aziende agropastorali, contribuito a contrastare lo spopolamento e tutelato ambiente e biodiversità. «Non un museo, ma una narrazione», come ha spiegato il coordinatore Elio Turis, costruita attraverso percorsi multimediali, immersivi e sensoriali, dentro e fuori le Sale della Legalità, fino al Giardino Sardegna.
Presentati anche il volume Emigrazione Sarda nel Centro Italia, l’e-book, materiali divulgativi e installazioni digitali. Uno spazio vivo, aperto anche alle scuole, che custodisce e restituisce la memoria dell’emigrazione sarda come patrimonio condiviso.
Le visite sono prenotabili scrivendo a [email protected]
. Tutte le informazioni su www.emigrazionesardacentroitalia.it
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