L’Ogliastra del day after. Superato il terrore per le fiamme, si contano (di nuovo) i danni e si indaga sulle responsabilità
Alcune case, le spiagge, un hotel con 40 ospiti, due aree di sosta per camper e una colonia estiva sono stati fatti evacuare
canale WhatsApp
Nessuna tregua in Ogliastra per la macchina antincendio della Regione e della flotta nazionale, che dopo il devastante incendio di sabato a Tortolì, ieri si è trovata a dover affrontare ancora le fiamme, divampate nella zona di Cea, sempre in Ogliastra, tra Bari Sardo e Tortolì.
Lingue di fuoco alte anche 10 metri si sono fatte strada velocemente, complice il forte vento di maestrale, nelle campagne e negli insediamenti costieri: alcune case, le spiagge, un hotel con 40 ospiti, due aree di sosta per camper e una colonia estiva sono stati fatti evacuare. Sul posto sono stati fatti intervenire due Canadair, il Super Puma e due elicotteri antincendio della flotta regionale.
Nel frattempo il sindaco di Tortolì Massimo Cannas ha dichiarato lo stato di calamità naturale per la devastazione dello scorso weekend, considerato che a Orrì, in località San Salvatore, è stata colpita dal rogo anche un’aera archeologica di grande rilievo.
La conta dei danni a Bari Sardo e a Tortolì è già partita e sono state quasi portate a termine le operazioni di bonifica. La procura indaga sull’origine dell’incendio e su eventuali responsabilità.
Nel caso di Cea pare che il rogo sia partito proprio da uno dei focolai non ancora spenti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il crepuscolo amministrativo di Maracalagonis: si dimettono sindaca e nove consiglieri. Arriva il Commissario

Un vero e proprio terremoto politico ha scosso le fondamenta del Comune di Maracalagonis, trasformando quella che doveva essere una normale sessione di approvazione contabile nel capitolo finale di una consiliatura turbolenta.
canale WhatsApp
Il crepuscolo amministrativo di Maracalagonis: si dimettono sindaca e nove consiglieri. Arriva il Commissario.
Un vero e proprio terremoto politico ha scosso le fondamenta del Comune di Maracalagonis, trasformando quella che doveva essere una normale sessione di approvazione contabile nel capitolo finale di una consiliatura turbolenta. A soli due mesi e mezzo dal ritorno alle urne fissato per giugno, l’amministrazione comunale crolla sotto il peso di una crisi insanabile che ha portato alle dimissioni simultanee della sindaca Francesca Fadda e di nove consiglieri comunali, rendendo inevitabile lo scioglimento dell’assemblea e l’imminente arrivo di un Commissario straordinario di nomina regionale.
La frattura definitiva si è consumata nell’aula consiliare dove il bilancio, documento vitale per la sopravvivenza di qualsiasi ente pubblico, è stato bocciato senza appello. I protagonisti di questo strappo, i consiglieri Saverio Pinna, Gregorio Contini, Elisabetta Melis, Antonio Melis, Sebastiano Ghironi, Ennio Fogli, Valentina Pisu, Mariangela Perra e Gianluca Mudu, hanno formalizzato la propria uscita di scena attraverso una nota ufficiale in cui descrivono la loro decisione come una scelta forte e ponderata, non figlia di un impulso improvvisato ma maturata alla luce di una paralisi politica evidente da tempo, sottolineando come l’amministrazione non disponesse ormai da mesi dei numeri necessari per governare con efficacia.
Secondo i dimissionari, il voto contrario al bilancio rappresentava un segnale politico inequivocabile che non avrebbe dovuto portare allo scioglimento automatico, ma che avrebbe potuto aprire uno spazio di gestione responsabile; i nove sostengono infatti di aver offerto alla prima cittadina la possibilità di riportare l’atto in aula per un’approvazione tecnica seguita da dimissioni ordinate, così da tutelare l’interesse della comunità, strada che però non è stata percorsa.
Dall’altra parte della barricata, Francesca Fadda ha reagito con estrema fermezza, definendo quanto accaduto come una congiura di palazzo orchestrata per bloccare il progresso della cittadina e mantenere vecchie logiche di potere. Attraverso i suoi canali ufficiali, la sindaca uscente ha rivendicato l’integrità del suo operato durato cinque anni e quattro mesi, durante i quali, a suo dire, i vari tentativi di destabilizzazione sono sempre falliti grazie alla determinazione di una maggioranza che, seppur risicata a otto persone, ha lavorato a testa bassa per inaugurare un nuovo modo di vivere Maracalagonis. Nonostante l’amarezza per la fine anticipata del mandato, la Fadda si è detta carica e pronta a continuare la sua battaglia anche dall’esterno del palazzo comunale, confermando una ricandidatura già annunciata oltre un mese fa e lanciando di fatto una campagna elettorale che si preannuncia infuocata.
Mentre il Comune attende l’insediamento del funzionario regionale che traghetterà l’ente fino alle elezioni, il panorama politico locale ribolle di indiscrezioni. Oltre alla lista della sindaca uscente, si rincorrono voci insistenti sulla formazione di almeno altre due compagini pronte a contendersi la guida del paese, sebbene al momento non sia giunta alcuna ufficialità da parte dei potenziali sfidanti. Resta il dato di una comunità che, a pochi passi dal voto, si ritrova senza una guida politica nel pieno di uno scontro frontale tra chi parla di responsabilità istituzionale tradita e chi denuncia un complotto ai danni del rinnovamento.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

